Ladri di Futuro
11 Novembre 2010
La discussione al secondo punto all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale del 13 novembre 2010 riguarda l’ipotesi di rinegoziare alcuni mutui accesi negli anni passati dal Comune presso la Cassa Depositi e Prestiti.
La proposta è stata discussa nella scorsa seduta di Commissione Bilancio, presentata come il toccasana per liberare risorse annuali di circa 30.000 euro da destinare a svariate cose, sia per investimenti, sia per spesa corrente.
La discussione, però, ha lasciato il consigliere di Libera Scelta piuttosto dubbioso per cui la mattina seguente si è messo al lavoro per meglio definire gli aspetti della rinegoziazione.
Il lavoro del Consigliere ha prodotto un documento analitico che bene esprime le problematiche insite in una operazione finanziaria superficialmente presentata come fonte di disponibilità di capienza di spesa pari a circa 30.000 euro/anno per trent’anni.
Come esposto nell’elaborato del consigliere, poi presentato come relazione di minoranza da allegare alla discussione consiliare, la realtà dei fatti è ben diversa.
Infatti, volendo mettere a confronto le principali caratteristiche come intese dall’Amministrazione e come invece dimostrate dal consigliere di Libera Scelta (vedi la relazione analitica), abbiamo le seguenti tesi:
AMMINISTRAZIONE: L’operazione comporta una minore spesa di 29.088,76 euro/anno per trenta anni.
LIBERA SCELTA: La minore spesa di 29.088,76 euro c’è fino al 31 dicembre del 2022, poi comincia a diminuire progressivamente fino ad azzerarsi nel 2027 per poi diventare pura maggiore spesa annua crescente dal 2027 fino al 2040.
AMMINISTRAZIONE: La rinegoziazione comporta “solo” un maggior onere di 610.593,98 euro
LIBERA SCELTA: Oltre al maggior onere di 610.593,98 euro per la rinegoziazione, bisogna considerare le“maggiori spese” nette che , mediamente nell’arco dei 30 anni sarebbe di 17.551,97 euro/anno. Tali maggiori spese sono “minori spese” fino al 2027, ma poi diventano maggiori spese per i restanti anni fino al 2040, per un ammontare complessivo in quegli anni di 930.417,82 euro.
AMMINISTRAZIONE: Il “risparmio” derivante dalla minore spesa di 29.088,76 euro/anno può essere usato anche per la “spesa corrente”.
LIBERA SCELTA: Assolutamente vietato e sanzionabile dall’attuale legislazione, come alcuni casi già in letteratura, in quanto tali “minori spese” possono essere utilizzate solo per investimenti.
AMMINISTRAZIONE: La rinegoziazione è globalmente conveniente.
LIBERA SCELTA: È conveniente apparentemente solo per i primi 15 anni (fino al 2022), ma nei secondi 15 anni, in particolari negli ultimi 10 anni fino al 2040, è fortemente penalizzante poiché tutte le maggiori spese, e parte degli oneri di rinegoziazione, si scaricano in questa seconda parte di tempo oberando le generazioni future,a partire dal 2027 fino al 2040, di maggiori spese che, nell’ultimo decennio, saranno fissate a 84.035,04 euro/anno
In definitiva la rinegoziazione dei mutui considerati comporterà, oltre al maggior onere di oltre 600.000 euro, una maggiore spesa annua media di 17.551,97 euro/anno, ma i cui effetti, a causa della concentrazione del debito nei secondi 15 anni, si scaricheranno tutti nell’intervallo di tempo dal 2027 fino al 2040.
Dunque l’intera operazione di rinegoziazione dei mutui considerati non farebbe altro che rimodulare il debito dell’Amministrazione, oltre che aumentarlo, liberando risorse in tempi medio-brevi (prossimi 15 anni) per le spese di investimento, ma facendo pagare il conto (con gli interessi) alle generazioni future nei successivi 15 anni.
Per questo rimane aperta la discussione sul valore Etico di una simile operazione di scarico del debito sulle future generazioni.




