Ladri di Futuro

11 Novembre 2010

 

La discussione al secondo punto all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale del 13 novembre 2010 riguarda l’ipotesi di rinegoziare alcuni mutui accesi negli anni passati dal Comune presso la Cassa Depositi e Prestiti.

La proposta è stata discussa nella scorsa seduta di Commissione Bilancio, presentata come il toccasana per liberare risorse annuali di circa 30.000 euro da destinare a svariate cose, sia per investimenti, sia per spesa corrente.

La discussione, però, ha lasciato il consigliere di Libera Scelta piuttosto dubbioso per cui la mattina seguente si è messo al lavoro per meglio definire gli aspetti della rinegoziazione.

Il lavoro del Consigliere ha prodotto un documento analitico che bene esprime le problematiche insite in una operazione finanziaria superficialmente presentata come fonte di disponibilità di capienza di spesa pari a circa 30.000 euro/anno per trent’anni.

Come esposto nell’elaborato del consigliere, poi presentato come relazione di minoranza da allegare alla discussione consiliare, la realtà dei fatti è ben diversa.

Infatti, volendo mettere a confronto le principali caratteristiche come intese dall’Amministrazione e come invece dimostrate dal consigliere di Libera Scelta (vedi la relazione analitica), abbiamo le seguenti tesi:

AMMINISTRAZIONE: L’operazione comporta una minore spesa di 29.088,76 euro/anno per trenta anni.

LIBERA SCELTALa minore spesa di 29.088,76 euro c’è fino al 31 dicembre del 2022, poi comincia a diminuire progressivamente fino ad azzerarsi nel 2027 per poi diventare pura maggiore spesa annua crescente dal 2027 fino al 2040.

AMMINISTRAZIONE: La rinegoziazione comporta “solo” un maggior onere di 610.593,98 euro

LIBERA SCELTA: Oltre al maggior onere di 610.593,98 euro per la rinegoziazione, bisogna considerare le“maggiori spese” nette che , mediamente nell’arco dei 30 anni sarebbe di 17.551,97 euro/anno. Tali maggiori spese sono “minori spese” fino al 2027, ma poi diventano maggiori spese per i restanti anni fino al 2040, per un ammontare complessivo in quegli anni di 930.417,82 euro.

AMMINISTRAZIONE: Il “risparmio” derivante dalla minore spesa di 29.088,76 euro/anno può essere usato anche per la “spesa corrente”.

LIBERA SCELTA: Assolutamente vietato e sanzionabile dall’attuale legislazione, come alcuni casi già in letteratura, in quanto tali “minori spese” possono essere utilizzate solo per investimenti.

AMMINISTRAZIONE: La rinegoziazione è globalmente conveniente.

LIBERA SCELTA: È conveniente apparentemente solo per i primi 15 anni (fino al 2022), ma nei secondi 15 anni, in particolari negli ultimi 10 anni fino al 2040, è fortemente penalizzante poiché tutte le maggiori spese, e parte degli oneri di rinegoziazione, si scaricano in questa seconda parte di tempo oberando le generazioni future,a partire dal 2027 fino al 2040, di maggiori spese che, nell’ultimo decennio, saranno fissate a 84.035,04 euro/anno

In definitiva la rinegoziazione dei mutui considerati comporterà, oltre al maggior onere di oltre 600.000 euro, una maggiore spesa annua media di 17.551,97 euro/anno, ma i cui effetti, a causa della concentrazione del debito nei secondi 15 anni, si scaricheranno tutti nell’intervallo di tempo dal 2027 fino al 2040. 

Dunque l’intera operazione di rinegoziazione dei mutui considerati non farebbe altro che rimodulare il debito dell’Amministrazione, oltre che aumentarlo, liberando risorse in tempi medio-brevi (prossimi 15 anni) per le spese di investimento, ma facendo pagare il conto (con gli interessi) alle generazioni future nei successivi 15 anni.

Per questo rimane aperta la discussione sul valore Etico di una simile operazione di scarico del debito sulle future generazioni.  

(visualizza tavola sintetica della rinegoziazione)

(visualizza dichiarazione di voto di Libera Scelta)

Interrogazione al Sindaco per la “Visita” a Boston dall’11 al 18 Ottobre 2010

4 Novembre 2010

Oggetto: Interrogazione ai sensi degli Artt. 34 e 35 del regolamento del C.C. in relazione a “visita Istituzionale” a Boston dall’11 al 18 ottobre 2010.

 

 Egr. Sig. Sindaco.

Per quanto all’oggetto, considerato il fatto che la delegazione di amministratori composta dal Sindaco e dai Consiglieri Antonietta Di Biase, Franco Castellucci e Michele Di Paolo, era rientrata da Boston il 18.10.2010 e che il 20.10.2010 si è tenuto il Consiglio Comunale, il Gruppo di Libera Scelta si aspettava almeno una breve relazione del Sindaco per informare il Consiglio ed i cittadini sull’esito della visita “istituzionale” presso l’associazione “Paesani d’Italia” a Boston.

Ciò non essendo stato, con la presente interrogazione si chiede di aprire il dibattito consiliare sul tema nel prossimo consiglio comunale, ponendo i seguenti quesiti:

1. Considerato che l’Associazione “Paesani d’Italia” , con presidente il Sig. Rocco Di Renzo ha invitato l’Amministrazione Comunale a Boston per “rinsaldare i vincoli di amicizia, culturali e tradizionali che accomunano i nostri compaesani che vivono per il mondo”; ci illustri il Sindaco l’esito e la validità culturale e sociale oltre che, eventualmente, economica, della missione effettuata.

2. Considerato che la delibera della G.C. del 08.10.2010, nr 87 prevedeva una dotazione di economato di 500 euro per doni vari; ci illustri il Sindaco quali doni sono stati effettivamente distribuiti, e per quale importo effettivo, alle varie delegazioni incontrate.

3. Considerato, infine, che nella sua nota ai Consiglieri del 25.08.2010 prot nr. 5159, l’Assessore Fabio Ferrante, nel riportare l’invito da parte dell’Associazione “Paesani d’Italia”, ed il relativo programma di manifestazioni, precisava che “i costi (a carico dei partecipanti) si aggirano intorno ai 1.000,00 euro, di cui circa 600 euro per il viaggio A/R e circa 400 euro per il pernottamento di 7 giorni”; si chiede come mai la delibera di Giunta nr.87 del 08.10.2010, impegni una somma di 2.500,00 euro “necessaria per le spese di viaggio delle quatto unità della delegazione…”; importo confermato mediante determina dirigenziale –Area Amministrativa- nr. 70 del 08.10.2010, in 2.456,00 euro per l’acquisto effettivo dei biglietti aerei per Boston.

Si fa notare che non esiste alcuna rettifica ufficiale alla comunicazione dell’assessore Fabio Ferrante circa l’accollo delle spese di viaggio.

A margine dei quesiti posti, il Gruppo Civico per il Rinnovamento di Libera Scelta esprime tutta la sua perplessità per un viaggio che prevede un costo a carico del cittadino contribuente di almeno 3.000,00 euro, somma non esosa se ben spesa e, soprattutto, con un ritorno effettivo per il benessere della collettività, cosa che, a nostro parere, è ancora tutta da dimostrare.

Se così non fosse, riteniamo che spese per “rappresentanza” di tal tipo, sarebbero da vedere solo dal punto di vista di mera “gita amministrativa” a carico della collettività.

I nostri dubbi riguardano anche l’effettivo “valore istituzionale” della missione, poiché, se pure è vero che il programma degli eventi comprende anche incontri collettivi con alcune autorità pubbliche locali, di fatto è creato, organizzato e gestito da un’associazione privata italo americana, il cui Presidente, lecitamente, detiene anche interessi privati, sia in America (essendo titolare di imprese di costruzioni in  Massachusetts), che a Lettomanoppello, con la struttura residenziale realizzata in Via Ospedale.

Dal nostro punto di vista, il “valore Istituzionale” nelle visite di rappresentanza si riscontra solo quando avviene tra Enti pubblici, rappresentanti di collettività, e non mediante il tramite di gruppi ed associazioni, la cui ragion d’essere sul territorio non può che essere legata al proprio particolare “modus vivendi”, e tanto meno guidati da imprenditori italo-americani che possono permettersi lo scempio (legale, e con l’avallo dell’Amministrazione) di quartieri storici nostrani, come via Ospedale, e per questo lasciandoci la sensazione di una certa “opacità” in proposte del tipo “…rinsaldare i vincoli di amicizia, culturali e tradizionali che accomunano i nostri compaesani…”, come scritto nel programma di cui in oggetto.

Distinti Saluti

Il Capogruppo Consiliare 

  (Mario Di Mascio)                                 

Consiglio Comunale del 20 Ottobre 2010

21 Ottobre 2010

Il sacro luogo del confronto delle idee, la palestra degli spadaccini della dialettica e dei lottatori di sumo delle tesi contrapposte, insomma la sede del Consiglio Comunale, riapre le sue porte per una nuova sessione del suo alto magistero.

L’orario anomalo dell’inizio dei lavori, le 16.00 al posto degli ormai canonici 14.00, lascerebbe pensare ad un moto di pietà dell’imperterrito presidente del consiglio nei riguardi della digestione lenta di molti consiglieri, se non ci fosse il dubbio di voler assicurare qualche ora in più per la ripresa dallo shock da cambio di fuso orario dei villeggianti appena tornati da Boston.

Ed in effetti il Sindaco ed i consiglieri Antonietta di Biase e Franco Castellucci, ma non il quasi assessore delegato al bilancio Michele Di Paolo, ancora in coma da vacanza, occupavano i loro posti, freschi come rose appena colte, soddisfatti della gita graziosamente pagata dai cittadini lettesi, compresi quelli che sono costretti a mendicare alla commissione Affari Sociali pochi spiccioli per le loro esigenze vitali, evitando di riferire (forse per pudore) al consesso riunito quanto si sono sballati nelle abbuffate italo-americane nei loro dieci giorni di permanenza.

Che si tratti di giornata memorabile lo si può notare dalla presenza di un pubblico più sostanzioso e da alcuni argomenti messi in discussione, soprattutto la delicata questione ATO dell’interrogazione di Libera Scelta, ed il documento dell’acqua libera.

I primi punti scivolano lisci come l’olio, con Libera Scelta che consegna le sue due prime dichiarazioni di voto (la prima contraria, la seconda di astensione) per argomentazioni che fanno sonnecchiare persino il Presidente del Consiglio, di solito sempre vigile a temporizzare gli interventi del consigliere di Libera Scelta, ed ora quasi annoiato per non avere l’occasione di esercitare tutto il peso della sua autorità di censore.

Ma i primi due argomenti erano di routine e tecnici, ovvero ottime camomille per i più esagitati.

Ma se è vero che la quiete segue la tempesta, è anche vero che non c’è nulla di più tranquillo dell’occhio del ciclone, da cui si andava uscendo a partire dal terzo punto in discussione.

Punto terzo; il calendario del Consiglio prevede l’acquisto di una proprietà privata per donare alla collettività una casa della Cultura e delle Associazioni, oltre che un parco pubblico.

Gentile pensiero dell’Amministrazione nei confronti dei generosi cittadini che pagano persino le ferie in America ai propri amministratori! Ovviamente nulla da ridire, Libera Scelta approva l’opera e l’idea di avere una sede di riferimento culturale, oltre che del buon verde per il relax dei nostri nonni, e noi stessi.

O meglio, nulla da ridire a patto di togliere dalla delibera la parte riguardante le Associazioni, visto che la cultura è di tutti e non è necessario specificare anche le associazioni, che possono avere anche altri interessi.

Inaspettatamente l’osservazione è accolta all’unanimità, ed il povero consigliere di Libera Scelta rischia di doversi ricredere circa l’esistenza dei miracoli, non rimanendogli altro che votare a favore per la “casa della cultura e parco pubblico”.

Ormai l’occhio del ciclone è lontano e l’atmosfera diventa sempre più elettrizzata dalle numerose scariche di adrenalina che si levano dai banchi dei consiglieri, polarizzandosi tutte su quel povero parafulmine del Presidente del Consiglio,  che a sua volta cerca una via di “terra” sull’ignaro consigliere di Libera Scelta che ha appena cominciato a relazionare l’interrogazione del proprio gruppo.

Certo che è “affare arduo” parare l’attacco di una presidentessa di consiglio convinta che il relatore di minoranza debba prima battere i tacchi e fare il saluto fascista, e poi casomai biascicare due parole in “gentile concessione”!

Per fortuna Libera Scelta ed il suo consigliere non conoscono, e non praticano, il passo dell’oca.

Per cui la discussione continua, e la tematica dell’interrogazione assume veste aulica man mano che il Consigliere di Libera Scelta declina la “lirica” della sua prosa, chiedendo risposte al Sindaco sulle questioni poste, quasi rivolgendosi alla Fonte della Verità, all’ontologia di tutte le Cose.

E dall’Olimpo scende lo stesso dio chiamato in causa, con la fronte coperto di cenere e grato ai profanatori di Libera Scelta, che gli permettono di guadagnare la catarsi dall’opprimente demone che l’accusa.

Fabio Ferrante, dio minore di un Olimpo di intoccabili, esprime tutta la sua ansia di giovane forse invischiato in qualcosa più grande di lui, attratto, come mosca sul miele, dalle blandizie dei banchetti orgiastici degli Dei Maggiori.

Ma uomini di cultura come il collega Sante Di Biase, sanno benissimo che gli Dei Maggiori non decadono mai dall’Olimpo, a differenza di qualche povero dio minore; per questo il suo intervento di solidarietà suona più come una lunga litania alla memoria; sempre meglio comunque del tono inquisitorio da “sbirro”, dovuto alla deformazione professionale, del collega Alessandro Toppi nel suo intervento di solidarietà (si presume).

Ovviamente nessuna incompatibilità del dipendente ATO con la carica di consigliere ed innocenza assoluta, ma fede incrollabile nell’operato della magistratura.

Il rito di purificazione del dio minore si conclude con le ovvie dichiarazioni da “scolaretti” ammaestrati dei consiglieri di maggioranza  e con l’assenza del vicesindaco, latitante giustificato in quanto ai “domiciliari”, ma solo come medico in visita.

Ormai scongiurata la bufera, riportata a più miti atteggianti “donna” presidentessa, ci si può dedicare alla problematica dell’acqua libera, ruscello in discesa placida, senza vortici, grazie a ben due documenti di commissione (Affari Istituzionali  e quella Ambiente), più un emendamento di Libera Scelta, che cercava di limitare la possibilità della gestione del S.I.I. da parte di s.p.a., tipo A.C.A. o simili.

Tutto approvato, con qualche particolare da definire meglio in una prossima assise di Commissione.

Chiare, fresche, dolci acque….

20 Ottobre 2010

 

Il consiglio comunale del  20 ottobre, tra gli importanti argomenti che porta in discussione, annovera quello relativo alla difesa dell’acqua quale bene fondamentale della comunità.

La discussione si rende necessaria perché il D.L. 135/09, obbligando gli Enti pubblici ad affidare a privati, totalmente e comunque per una quota non inferiore al 40%, i servizi pubblici a rilevanza economica, pone il serio problema della privatizzazione dell’erogazione e gestione dell’acqua di rubinetto.

Per evitare che “l’acqua del Sindaco” non divenga oggetto della libido di affaristi e società multinazionali, rendendo la comune acqua di rubinetto fonte di speculazioni private, è sorto, a livello nazionale, un comitato promotore a difesa dell’acqua pubblica, individuando anche la scappatoia legale per scongiurare il pericolo.

In sostanza, in assenza di una normativa attuativa che definisca ciò che sia o non sia a “rilevanza economica” per un Ente pubblico, e forti di una sentenza della Corte costituzionale (la nr. 272 del 27.07.2004) che ribadisce l’assoluta autonomia degli Enti Locali in materia di servizi pubblici locali, il Comitato propone  ai Comuni di inserire nei propri Statuti gli opportuni articoli che dichiarino che l’acqua è un bene intangibile ed inalienabile di primaria necessità e priva di rilevanza economica.

Nel nostro Comune il problema è stato sollevato mediante una petizione popolare promossa da Rifondazione Comunista, per chiedere all’Amministrazione Comunale di inserire nel nostro Statuto opportuni articoli per dichiarare l’acqua ed il servizio idrico pubblico privo di rilevanza economica.

La discussione sulla proposta, avvenuta sia in sede di commissione Affari Istituzionali che Ambiente, ha prodotto l’adesione unanime dei commissari, sia di maggioranza che di minoranza, al principio di salvaguardare il servizio idrico dai pericoli della privatizzazione, recependo le richieste della petizione circa gli articoli da inserire nello Statuto.

Dunque, questo punto non dovrebbe presentare problemi nella discussione del prossimo consiglio comunale, essendo già stato fatto proprio da ben due commissioni consiliari, almeno nel principio, se non nei particolari.

Per quanto riguarda i particolari, al fine di rendere l’intervento più semplice dal punto di vista normativo, e recependo completamente i suggerimenti del comitato per l’acqua libera, il gruppo di Libera Scelta ha ritenuto di fornire un apporto migliorativo allegando un emendamento che propone di aggiungere all’art. 8.3 dello Statuto Comunale i seguenti tre punti, in alternativa a quanto elaborato in sede di commissioni, tecnicamente più “macchinoso”:

 8.4 Il Comune di Lettomanoppello riconosce il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico.

8.5 Conferma il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà; nonché il principio che in ambito pubblico devono essere mantenute la proprietà delle reti e la gestione del s.i.i..

8.6 Riconosce che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del d. lgs n. 267/2000.

C’è da notare, infine, come questa proposta, oltre ad essere più snella, escluda, a differenza di quella discussa in sede di commissione, la possibilità di costituire società S.P.A in “house” per la gestione del servizio idrico, ma permetta di applicare gli artt. 31 e 114 del TUEL per la realizzazione di aziende speciali consortili con una notevole differenza di status.

Infatti, mentre una s.p.a., seppure pubblica, risponda alle leggi di mercato ed al principio di profitto, un’azienda speciale consortile pubblica è sottratta alle leggi di mercato ed ha come solo obbligo il pareggio del bilancio, in linea col principio dell’acqua quale bene pubblico essenziale privo di valenza economica.

Di questi tempi, quando assistiamo ormai quasi ogni giorno, all’emergere di fenomeni di (presunte) corruzioni in molte aziende pubbliche s.p.a. in house che riguardano servizi pubblici locali, evitare che se ne possano costituire altre a riguardo dell’acqua pubblica ci sembra possa essere un mero esercizio di senso civico a cui un’Amministrazione Comunale, che si dichiari sensibile alla salvaguardia delle primarie risorse della collettività, pensiamo non possa sottrarsi.

Interrogazione di Libera Scelta al Sindaco per il caso ATO

14 Ottobre 2010

                                                prot del 14.10.2010 nr. 6210 

 

 

Oggetto: Interrogazione ai sensi degli Artt. 34 e 35 del regolamento del C.C, in relazione ai recenti avvisi di garanzia in ambito ATO.

 

Egr. Sig. Sindaco,

Come certamente saprà, la cronaca abruzzese dell’ultimo mese si è occupata di presunti fatti illeciti in ambito ATO, riportando notizie di avvisi di garanzia per peculato ed altro nei confronti di alcuni dirigenti e dipendenti dell’ATO.

Premettendo la nostra convinzione di garantisti circa i diritti-doveri dei singoli e sinceri sostenitori dell’azione della magistratura, che saprà meglio definire con la sua attività di indagine l’innocenza o la colpevolezza degli indagati, ciononostante non possiamo ignorare che le attuali ipotesi di reato coinvolgono la nostra collettività almeno per due motivi:

- Il Comune di Lettomanoppello è azionista dell’ATO.

- L’avviso di garanzia investe anche il nostro Assessore All’innovazione e Sicurezza Fabio   Ferrante, che è anche dipendente dell’ATO.

 Per questo appare del tutto normale che si sia accesa intorno agli eventi su accennati una discussione ed un interesse da parte di cittadini che vorrebbero essere confortati e rassicurati su tutta la vicenda.

Ora, considerando che, tra l’altro, sembra che la carica stessa di consigliere comunale sia, per statuto dell’ATO, non compatibile con quella di impiegato dello stesso, e che anche per questo ci siano state delle prese di posizione legali nei riguardi del  Consigliere Comunale Fabio Ferrante, che sembra rientrare nelle more dell’incompatibilità.

Considerato inoltre che, lo stesso vicesindaco, Assessore Giuliano Di Pietrantonio, seppur informalmente, ma pubblicamente in un suo post del 4 ottobre, ore 14.48 sul nostro blog Liberascelta.it ha riferito che il Sindaco “… ha chiamato Fabio a rapporto facendosi spiegare il tutto nei minimi dettagli (ed avendone avute tutte le garanzie del caso) consultando anche il legale del comune…”

Al fine di ottenere il massimo della chiarezza su tutta la vicenda, chiediamo che in Consiglio Comunale il Sindaco, permettendo il dibattito sul tema, informi ufficialmente l’assemblea ed i cittadini, sulle seguenti questioni:

1. In quanto azionista ATO, come intende muoversi il Comune circa la salvaguardia del rispetto dello Statuto ATO e la presunta violazione dell’art.19 comma 5 dello stesso in cui sembra rientrare la posizione del consigliere comunale Fabio Ferrante?

2. In merito alle ipotesi di reato definite a carico del Consigliere ed assessore Fabio Ferrante, vuole il Sindaco tranquillizzare ufficialmente anche i cittadini, portando a conoscenza dell’assemblea le informazioni che ha potuto raccogliere?

 A margine della presente interrogazione, Libera Scelta tiene a sottolineare che non intende perseguire un fine “forcaiolo” nei riguardi di un onesto cittadino investito di semplice avviso di garanzia, per questo non chiede affatto le dimissioni “preventive” del Consigliere ed Assessore Fabio Ferrante, nonostante la gravità delle accuse.

Ciononostante, fedeli alla massima aristotelica “amicus Plato, sed magis amicus Veritas”, chiediamo che ci sia la massima trasparenza ed informazione istituzionale su tutta la vicenda, comprendendo (ma con l’applicazione delle dovute conseguenze) eventuali illeciti che possano emergere, eventualmente provocati, a nostro avviso, più per l’azione malsana di un sistema corrotto, che per la personale inclinazione a delinquere.

Distinti Saluti 

Il Consigliere Comunale

(Mario Di Mascio)     

INFORMAZIONE SULL’ANDAMENTO DELL’INTERROGAZIONE

 l’interrogazione è stata discussa in Consiglio Comunale del 20 ottobre in un clima di sincera attenzione da parte di tutti i presenti, consiglieri e cittadini (abbastanza numerosi rispetto allo standard medio di partecipazione dei lettesi ai consigli comunali).

Libera Scelta si è dichiarata soddisfatta dell’andamento della discussione poiché il tutto è avvenuto in un clima civile e sereno, pur nella gravità e delicatezza del tema.

Lo stesso Assessore Fabio Ferrante non si è sottratto alla discussione, rispondendo personalmente ai quesiti dell’interrogazione.

L’assessore si è mostrato provato per i fatti che lo riguardano ed ha ringraziato Libera Scelta per avergli dato la possibilità di discutere pubblicamente il caso, liberandolo dalla cappa dell’omertoso silenzio accusatorio che lo opprimeva, e potendo esprimere comunque la sua buona fede ed onestà.

Rispondendo ai quesiti posti, in merito alla sua presunta incompatibilità con la carica di consigliere in quanto dipendente ATO, Fabio Ferrante ha dichiarato che non vi è nessun conflitto perché lui sarebbe stato assunto all’ATO nel 2003, mentre è stato eletto consigliere per la prima volta nel 2004.

In merito allo stato attuale della situazione, l’assessore ha dichiarato che in questo periodo di “colloqui” con gli inquirenti, perquisizioni e valutazioni legali, si sente piuttosto stressato ma fiducioso nell’operato della magistratura, che certamente avrà modo di verificare la propria estraneità ai fatti che gli vengono contestati.

Comunque ha assicurato le proprie dimissioni da Consigliere ed Assessore nel caso non si sentisse sufficientemente  sereno per continuare proficuamente la propria opera di amministratore comunale.

Circa quanto riferito dal vicesindaco (assente al Consiglio Comunale) nel nostro blog sul colloquio di Fabio Ferrante col Sindaco e la consultazione del legale del Comune, entrambi hanno negato categoricamente che ciò sia avvenuto.

A corollario della discussione c’è stata la passerella di rito dei consiglieri di maggioranza per manifestare, ciascuno, la propria fiducia e solidarietà nei confronti di Fabio Ferrante.

 

 

Consiglio Comunale del 22 Settembre 2010

23 Settembre 2010

 

seduta di consiglio

 

Il punto di vista di Libera Scelta.

 

Punto n.1  -Ratifica deliberazione della G.C.: n.77 del 23.07.2010 avente per oggetto: “variazione nr 2 al Bilancio di Previsione 2010” (aumento dell’importo di base d’asta per l’appalto RSU).

Dichiarazione di voto di Libera Scelta: Libera scelta esprime parere contrario al punto n.1 perché, pur apprezzando il lavoro di ragioneria, oltre che l’analisi efficace della Commissione per il Bilancio, tuttavia non condivide la logica di gestione della  (così detta) attuale raccolta differenziata che, seppure iniziata sicuramente con le migliori intenzioni di portare l’Ente verso un servizio ottimale, attualmente tende a degenerare in un fac-simile di raccolta con aggravio di disagio tra i cittadini che assistono ormai quasi quotidianamente al trascinamento dei sacchi di spazzatura per le strade , senza nessuno spazzamento del materiale che spesso fuoriesce dai sacchi rotti.

L’attuale “sciatteria” nel servizio ci fa sospettare la volontà di un “pressing” da parte della ditta appaltatrice nel tentativo,  forse, di strappare all’Amministrazione condizioni ad essa più favorevoli.

Per questo riteniamo di poter individuare nell’Amministrazione una colpa “in vigilando” rispetto alla ditta appaltatrice.

 Punto n.2  -Ratifica deliberazione della G.C.: n.80 del 01.09.2010 avente per oggetto: “10 giornate in pietra anno 2010; atto di indirizzo. Variazione nr 3 al bilancio di previsione 2010”.

Dichiarazione di voto di Libera Scelta: Sarebbe doveroso esprimere voto favorevole per una manifestazione come le 10 Giornate in Pietra che, dopo un esordio alla fine degli anni ’90 di taratura addirittura internazionale, ha poi seguito la parabola discendente del crepuscolo amministrativo delle successive Amministrazioni; fino ad arrivare ad oggi in cui ci viene riproposta portando un conto a consuntivo senza effettivo consuntivo e carente di progettualità ad ampio respiro.

Libera Scelta, visti i precedenti degli anni passati, e considerando ancora questa maggioranza la naturale erede delle precedenti oscurantiste, al momento non si sente di poter ratificare l’incremento di oltre il 100%  della spesa prevista per la manifestazione a fronte di una sua “riuscita” non certo di livello.

Ciononostante esprimiamo la speranza di un effettivo ri-decollo della manifestazione per renderla nei prossimi anni vera punta di diamante della nostra proposta culturale ed artistica.

Teniamo quindi a precisare che il voto contrario è sulla sola ratifica dell’inutile incremento del 100% della spesa, senza nulla eccepire circa lo “spirito” della manifestazione, che ci auguriamo risorga nel pieno delle sue potenzialità, magari col concorso fattivo delle commissioni consiliari preposte.

 Punto n.3  -Variazione nr 4 al bilancio di previsione 2010

Dichiarazione di voto di Libera Scelta: il parere di Libera Scelta è nettamente contrario, soprattutto per alcuni punti previsti nelle proposte di variazione del Bilancio.

In particolare siamo contrari alla variazione di 15.000 euro di spesa previsti per la video sorveglianza, come era stato già espresso voto contrario, sulla stessa voce, in sede di discussione del Bilancio di Previsione 2010, visto che riteniamo puro sperpero l’istituzione delle telecamere nel centro urbano..

Così pure esprimiamo il nostro dissenso sui 2.000 euro per il finanziamento (seppur parziale) della visita a Boston da parte di amministratori; si tratta in effetti dell’ultima di una serie di visite effettuate nel corso degli anni passati in Canada, in U.S.A. ed in Australia da parte di sindaco ed assessori (a concorso di spese di Enti locali, ovvero dei cittadini) senza altro effetto che quello di trasformarsi (spesso) in mere “gite amministrative” e nessun beneficio per la collettività.

Infine, esprimiamo il nostro voto contrario sull’impegno di spesa di 1.800 euro per un affianco all’ufficio tecnico, in quanto si prevede la consolidata pratica dell’affidamento con “atto Dirigenziale” dell’ufficio, lecito di per sé, ma poco trasparente nella pratica in quanto sfugge al controllo sindacale dei consiglieri.

Non si capisce inoltre come mai l’ufficio tecnico abbia bisogno di un collaboratore esterno quando il suo dirigente presta il 25% della propria opera mensile  presso il Comune di Abbateggio, sottraendo la sua presenza, e quindi la sua opera, al comune di Lettomanoppello.

 Punto n.4  -Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio art. 194 D.Lgs 267/2000. Sig. Caldoso M.N.

Dichiarazione di voto di Libera Scelta: Libera Scelta sarebbe disposta a votare favorevolmente se si decidesse di reperire i 15.000 euro necessari per la transazione e chiudere la causa in corso tra l’Ente comunale ed il Sig. Caldoso,  stornando i 15.000 euro richiesti per la video sorveglianza in procinto di essere installata nel centro urbano.

In alternativa, ogni altra ipotesi di prelievo ci vede contrari.

 Punto n.5  -Salvaguardia degli equilibri di bilancio. Esercizio finanziario 2010, art 193 del D.Lgs 267/2000

 Dichiarazione di voto di Libera Scelta: la salvaguardia degli equilibri di bilancio rappresenta un atto di tutela dovuto dell’Amministrazione, non è dovuta invece la relazione politica di maggioranza circa l’attuazione del programma, discutibile per diversi aspetti e non propriamente condivisibile per il suo “taglio” di parte.

Per questo il gruppo di Libera Scelta esprime voto di astensione.

 Punto n.6  -Interrogazione ai sensi degli artt. 34 e 35 del Regolamento del C.C. in relazione alla deliberazione di giunta n. 68 del 07.07.2010 (interrogazione congiunta Sante Di Biase – Mario Di Mascio)

 Nessuna dichiarazione di voto (in quanto non era previsto voto); ampia discussione consiliare.

 Punto n.7  -Approvazione regolamento del periodico di informazione comunale

Viene approvato all’unanimità il regolamento messo a punto dalla Commissione Affari Istituzionali (a presidenza di Libera Scelta), istituendo il periodico di informazione comunale con caratteristiche, tra gli altri:

1. Gestione diretta da parte dell’Ente senza ricorrere a figure esterne (ovvero costosi direttori e giornalisti professionisti).

2. Apertura di uno spazio dedicato ai gruppi consiliari.

3. Apertura di uno spazio dedicato ai cittadini.

4. Distribuzione a domicilio gratuitamente a cura di ragazzi di Lettomanoppello.

 …..Ovviamente nessuna sintesi di seduta consiliare e dichiarazioni di voto possono rendere appieno il grande dinamismo di sette ore di discussione in aula…. 


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