Vota SI al referendum del 12 e 13 giugno

3 Giugno 2011

Ai referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno vota  SI  per dire  NO!!

1- Vota SI per dire NO AL NUCLEARE.

2 - Vota SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA.

3 - Vota SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO.

RICORDIAMOCI CHE DOBBIAMO PUBBLICIZZARLO NOI IL REFERENDUM poichè GLI SPOT NON PASSERANNO MAI IN TV nè in Rai nè in Mediaset.

Sapete perché?

Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum lo scenario sarebbe drammatico per la maggior parte del Governo ma stupendo per tutti i cittadini italiani:

  1. Se passa il SI per dire NO AL NUCLEARE, GLI IMPRENDITORI (la solita cricca) NON SI ARRICCHIRANNO CON I NOSTRI SOLDI E LA NOSTRA SALUTE.
  2. Se passa il SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA, GLI IMPRENDITORI (la solita cricca) NON SI ARRICCHIRANNO SU UN BENE DI PRIMA NECESSITA’.
  3. Se passa il SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, BERLUSCONI NON POTRA’ PIU’ DIRE CHE HA LA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI DALLA SUA PARTE E DOVRA’ DIMETTERSI.

Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E’ necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone.

S C A R I C A    E    D I F F O N D I    I    V O L A N T I N I

Vota si al referendum del 12 e 13 giugno Vota si al referendum del 12 e 13 giugno
Vota si al referendum del 12 e 13 giugno Vota si al referendum del 12 e 13 giugno

Infine, dopo l’appello fatto da Adriano Celentano, vi lasciamo con la riflessione di un grande della musica e del pensiero italiano: Giorgio Gaber.
Riflettete e….

P A S S A T E P A R O L A ! ! !

Emergenza rifiuti organici a Lettomanoppello? Concimate le terre!

1 Giugno 2011

Problema smaltimento dei rifiuti organici

Amici del blog di Libera Scelta, vi segnaliamo che nei prossimi giorni a Lettomanoppello

NON VERRA’ EFFETTUATA LA

RACCOLTA DEI RIFIUTI ORGANICI

e a quanto pare la soluzione non è proprio dietro l’angolo.

Voci di corridoio dicono che bisogna iniziare ad arrangiarsi e magari iniziare a concimare i propri terreni (per chi può) con i rifiuti organici prodotti in famiglia.

Ma i cittadini sono al corrente di queste cose? Beh, sul sito istituzionale del comune di Lettomanoppello per adesso non vi sono avvisi: tutto normale.

D’altro canto ieri la polizia municipale è passata per il paese con il megafono ad avvertire la popolazione, lasciando le persone un po’ incredule tra un “l’ha detto o non l’ha detto?” e un “hai sentito male”.

Il problema purtroppo riguarda tutta la val pescara, ma bisogna dirlo alle persone in modo che possano far fronte anche loro al problema.

Ieri, al consiglio comunale, il sindaco ha ricordato che l’attuale centro di raccolta dell’umido (in Emilia Romagna) non accetta più conferimenti per raggiunta capienza massima, se non per qualche conferimento occasionale (e per l’Abruzzo ci sono scarse possibilità).

Pare che l’Ente Provincia si stia dando da fare per aiutare i comuni in difficoltà ma (come abbiamo fatto notare), viste le dichiarazioni rilasciate sul “Il Centro” dal Presidente della provincia, c’è poco da stare allegri, in quanto si delinea un rimbalzo di competenze e colpe tra comuni, provincia e ditta Mantini.

La situazione, a quanto pare, è in “evoluzione” in quanto si stanno studiando varie alternative, tra cui la realizzazione di un centro di smistamento dell’umido sul territorio provinciale e l’avvio del compostaggio domestico; ovviamente i tempi non sono certamente “immediati”, per cui bisogna gestire l’emergenza.

Non si può negare come tutto ciò era inevitabile sapendo che gli impianti di stoccaggio e smaltimento hanno una capienza predeterminata era quindi prevedibile la loro saturazione.

Per quanto riguarda il consiglio comunale, all’apertura della seduta il consigliere di Libera Scelta ha preso la parola per discutere sulle seguenti questioni al di fuori dell’ODG:

  1. Problematica dello smaltimento dell’umido
  2. Richiamo al Segretario per una maggiore attenzione nei resoconti consiliari.

Sui rifiuti è stato discusso e interpellato anche il Sindaco (come riportato sopra). Per la seconda questione il nostro consigliere ha chiesto ragione alla Segretaria del motivo per cui non ha inserito in delibera la nostra comunicazione al consiglio nella scorsa seduta in occasione della risposta all’interrogazione sul caso delle “10 giornate in pietra”; comunicazione che noi di Libera Scelta abbiamo fatto a norma del regolamento del consiglio comunale ed il cui documento è stato recepito dalla segretaria.
Perciò il consigliere ha questa volta, dopo l’ennesima ingiustizia istituzionale, diffidato la segretaria nell’essere più coerente e soddisfacente nel suo compito di estensore del dibattito consiliare, e di evitare il sospetto di essere segretario della maggioranza e non di tutto il consiglio, come dovrebbe.

Dopo questa prefazione si va a discutere dei punti all’ordine del giorno, ovvero:

Per quanto riguarda i punti all’ordine del giorno, si aveva:

  1. Approvazione conto del bilancio 2010
  2. Variazione n.1 al bilancio di previsione 2011
  3. Adesione ad ONLUS che raggruppa medici e professionisti del settore dei tumori gastrointestinali

Libera Scelta si è così espressa:

PUNTO 1: voto contro.

PUNTO 2: astensione con la seguente motivazione:

Libera Scelta esprime voto di astensione solo in vista dell’impegno da parte dell’amministrazione a dare impulso allo sviluppo ambientale del territorio con interventi strutturali sulla tutela del nostro patrimonio ambientale, oltre che lo stimolo a costituire progetti lavoro per giovani e disoccupati da impiegare nel recupero e gestione dell’ambiente lettese, in modo da alleviare l’attuale stato di progressivo degrado sociale e lavorativo in cui versano sempre più giovani e cittadini. Per il resto permane il dissenso di fondo rispetto alla linea amministrativa di questa maggioranza, che fonda parte dei suoi bilanci di previsione sullo “scippo” di risorse alle future generazioni con la precedente e sciagurata rinegoziazione dei mutui.

PUNTO 3: voto a favore.

Che porcata questa Legge Porcata!

21 Maggio 2011

Spesso la terminologia politica pecca per essere troppo macchinosa, capziosa, magniloquente… insomma “politichese”; per questo si rimane stupefatti quando ci si imbatte in termini che sintetizzano meravigliosamente l’essenza di un concetto politico, rendendolo intelligibile anche ai più “negati” del linguaggio politichese.

Ad esempio, non è mirabilmente espressivo, perfettamente esplicativo e profondamente evocativo  l’aggettivo “porcata”, abbinato al sostantivo “legge” dal suo stesso relatore?

Appena si proferisce la frase “legge porcata”, nella mente di chiunque, anche i meno esperti dei machiavellismi politici, si evocano fantasmagorici scenari in cui alchemici figuri sono intenti a trasmutare la volontà popolare in liste bloccate di candidati “nominati”.

L’essenza della legge 270 del 2005, che sottrae l’eletto dal controllo dell’elettore, è tutta lì, nella frase “legge porcata”, come lo stesso estensore lo ha voluto etichettare.

La natura “porcata” della legge permette alle amministrazioni comunali, ovvero alle commissioni elettorali, di “nominare” gli scrutatori per le procedure di voto, traendoli dalle apposite liste elettorali comunali.

E l’effetto della nomina “porcata” è lo stesso di quello della legge: ci si immagina l’alchemica commissione intenta ad applicare i propri oscuri principi, le formule comprensibili solo agli iniziati, per estrarre secondo i loro inaccessibili criteri i nominativi dei fortunati scrutatori.

In ossequio alla legge “porcata”, si è abilitati a scegliere gli scrutatori secondo “porcata”, senza rendere ragione a nessuno, se non ai propri interessi di spartizione, o gratitudine, politica.

Ma non è detto che oltre che “porcata” la legge sia anche insormontabile, tant’è vero che fioccano gli esempi di amministrazioni comunali (vedasi un esempio) che aggirano l’alchimia delle nomine con la scienza della casualità del sorteggio: si sorteggiano cittadini (magari tra quelli disoccupati o giovani senza lavoro) e poi vengono “nominati”, così come legge prescrive.

In tal modo si potrebbe sanare l’ingiustizia di una legge che pone nelle mani della clientela e della spartizione politica un momento significativo della partecipazione popolare, quale quello della formazione dei seggi elettorali.

Ma noi, lettesi con amministrazione di Centro-Sinistra, teoricamente lontani mille miglia dall’esoterismo leghista, aderiamo pedissequamente al dettato  della legge porcata e nominiamo i nostri scrutatori (vedasi elenco nominati), infischiandocene di dare qualsiasi spiegazione circa la scelta fatta (vedasi verbale di commissione), con la faccia tosta di presentare anche qualche iterazione di nome, dimenticando che vi sono molti cittadini che non hanno avuto ancora l’onore di provare il brivido dello scrutinio di seggio.

Peccato che, anche in questa occasione, la nostra amministrazione comunale abbia preferito all’esercizio dell’equità e della trasparenza le porcate permesse da una legge che mette d’accordo gli appetiti di tutti gli schieramenti politici, in un ideale arco di “par conditio”che trafigge la sinistra partendo dalla destra.

Peccato che noi di Libera Scelta, unica opposizione fuori dal coro, non abbiamo potuto neppure proporre un criterio di estrazione a sorte degli scrutatori, visto che siamo stati del tutto ignorati anche nella fase di formazione delle modalità della “nomina” degli scrutatori: di certo avremmo cercato di proporre il sorteggio tra giovani e meno giovani cittadini in difficoltà economiche e che non avessero già ricoperto cariche di seggio in precedenti anni, per poi “nominarli” secondo forma della legge.

Ma si sa, noi siamo allergici alle porcate delle “leggi porcate”, e quindi ci è stato risparmiato il rischio di uno shock anafilattico!

Una manifestazione nazionale contro le trivelle nel Mar Adriatico

5 Maggio 2011

Manifestazione nazionale contro la petrolizzazione del marr adriatico

In data 7 Maggio 2011 si svolgerà a Termoli (Campobasso) alle ore 10:00 e in zona porto, una manifestazione nazionale contro le trivelle nei mari italiani.

L’evento scaturisce dall’autorizzazione concessa dal Ministero dell’Ambiente all’irlandese Petroceltic, per ispezioni sismiche a soli 26 chilometri dalle isole Tremiti, nei mari fra Abruzzo, Puglia, Molise.

La manifestazione non ha carattere politico ed intende essere un forte segnale alle autorità centrali che tutta l’Italia, da nord a sud non intende diventare un campo di petrolio o di shale gas, nè in terra nè in mare.

Le ispezioni sismiche sono effettuate tramite airgun, con violenti spari ad aria compressa, ripetuti ad intervalli di pochi minuti e su tracciati di centinaia di chilometri. Causano sensibili diminuzioni del pescato e hanno effetti negativi sul sistema di orientamento e di udito
dei cetacei che possono spiaggiare, restare feriti e anche morire dopo una lenta agonia.

Soprattutto, le ispezioni sismiche sono solo il preludio dell’invasione petrolifera nei nostri mari. Dopo l’airgun infatti vengono i pozzi preliminari, e quelli permanenti che restano in mare per almeno 30 o 40 anni e che varie ditte petrolifere gia’ programmano. Ciascun pozzo porta
con sè petroliere, oleodotti, visuali rovinate, infrastruttura industriale, riversamenti a mare accidentali o volontari, possibilita’ di scoppio e subsidenza, che nulla hanno a che vedere con l’attuale assetto delle coste italiane, tantomeno del basso Adriatico.

La gran parte delle concessioni sono richieste da ditte straniere e portano pochissimi vantaggi agli italiani, sia in termini occupazionali che economici. La Northern Petroleum, la Petroceltic, la Mediterranean Oil and Gas, la Sound Oil, la Po Valley, la Transunion Petroleum, l’Audax, la Forest Oil, l’ENI, l’Adriatica Idrocarburi, la Hunt Oil, la Vega Oil, la Cygam gas, la Aleanna resources, l’Edison Italia, la Appennine Energy, la Total, intendono trivellare tutta la dorsale Adriatica, il mar Ionio, la Sicilia, alcune località sarde e su terraferma.
Alcune comunità sono informate, altre meno.

Il Ministero per l’ambiente americano - the Environmental Protection Agency -
stima che per ogni barile di petrolio estratto, se ne producono dieci di acque di scarto, sature di metalli pesanti, idrocarburi e sostanze tossiche per la salute del mare e delle persone. Spesso queste sostanze vengono rilasciate direttamente a mare.

Lungo le coste atlantiche e pacifiche degli USA vige il divieto di trivellare a 160 Km dalla riva, per precauzione e per proteggere turismo e pesca. In Italia lo stesso limite è di sole 5 miglia nautiche - 9 chilometri circa - distanza introdotta solo nel 2010 e che non protegge assolutamente le noste coste e i nostri mari.

I cittadini raggruppati in decine di associazioni culturali, sportive, ambientaliste e religiose, invitano il Ministro Prestigiacomo a revocare i permessi petroliferi per il basso Adriatico, come richiesto dalle regioni Puglia, Abruzzo e Molise e a varare una legge che
vieti ogni tipo di attività petrolifera futura nel mare Adriatico, un mare chiuso e poco profondo, coinvolgendo anche le nazioni dell’ex-Yugoslavia.

Ricordiamo al Ministro che basta un solo incidente - uno solo e anche meno grave di quello del golfo del Messico - per rovinare uno dei mari con la più alta biodiversità del mondo,
vanificare anni di promozione turistica delle nostre coste, e mettere a rischio pesca, bellezze naturali e la vita di chi trae reddito e lavoro dal mare.

Nel 2011, l’Italia merita di meglio che diventare un campo di petrolio.

(FONTE: Blog della Prof.ssa Maria Rita D’orsogna)

Consiglio Comunale del 20 Aprile 2011 -Relazione di Libera Scelta

21 Aprile 2011

Apertura della sessione di Consiglio

Normalmente l’inizio dei lavori consiliari, prima del dibattito vero e proprio,  viene dedicato alle comunicazioni ed informazioni varie riguardanti il Consiglio e l’Amministrazione e non strettamente legate all’ordine del giorno.

È in questa fase che, di solito, il Sindaco relaziona su aspetti particolari per informare l’Aula, o per rispondere a quesiti ed interrogazioni consiliari.

La seduta del 20 aprile, nonostante l’interrogazione di Libera Scelta circa il resoconto della manifestazione sulle “10 Giornate in Pietra” –edizione 2010- non contemplava, tuttavia, nessuna comunicazione, o risposta, da parte del Sindaco, essendo stata già fornita per iscritto (vedasi risposta), in modo certamente corretto (a norma degli art.34 e 35 del Regolamento del C.C.), ma altrettanto certamente poco “pubblico”, essendo sottratto l’argomento al dibattito consiliare.

Per questo il consigliere di Libera Scelta, ad apertura di seduta, si è appellato all’art.17, comma 1, del Regolamento Comunale, che gli ha permesso di “comunicare” all’Aula gli estremi della risposta all’interrogazione (vedasi comunicazione del consigliere).

I punti posti all’ordine del giorno si sono svolti secondo il seguente sviluppo:

Punto 1 –Servizio sociale di trasporto domenicale per il collegamento contrade/centro urbano. Istituzione del servizio sociale. Istituzione corrispettivo di compartecipazione ed esternalizzazione-

L’argomento riguardava il servizio di bus-navetta domenicale tra il centro e le contrade; un servizio già proposto, anche in forma più ampia, dal programma elettorale ed amministrativo di Libera Scelta, e poi fatto proprio dall’attuale maggioranza che aveva istituito precedentemente il servizio in forma sperimentale per alcuni mesi, ed ora riproposto in via definitiva.

Considerando essenzialmente “propria” l’idea del bus navetta, Libera Scelta era orientata per dare voto di astensione o favorevole, a seconda del particolare, non trascurabile, delle modalità di attuazione dello stesso.

Si ricorderà che in fase di attivazione sperimentale del servizio, era stata necessaria un’interrogazione congiunta tra il consigliere di Libera Scelta e quello di maggioranza Sante Di Biase per caldeggiare maggiore trasparenza nell’assegnazione dell’incarico  agli esecutori del servizio, facendo notare come l’amministrazione, seguendo una discutibile prassi consolidata nei decenni, desse “troppa libertà” agli Uffici nel ricorrere alla chiamata diretta per i lavori in economia e di piccola/media entità, evitando l’evidenza pubblica o il ricorso a rose di operatori professionali accreditati sul mercato.

Alla fine Il consigliere di Libera Scelta ha votato a favore del punto (vedasi dichiarazione di voto) poiché il Sindaco stesso ha dato assicurazione formale che il servizio sarà assegnato mediante “evidenza pubblica”, ovvero pubblico appalto.

Punto 2  –Programma triennale delle OO.PP. ed elenco annuale-

La relazione di maggioranza sul punto elencava opere certamente pregevoli, ma con finanziamenti ancora tutti, o quasi, da divenire (come il “Centro Commerciale Naturale”), ma anche opere, come il nuovo impianto di riscaldamento dell’Istituto Scolastico, o la sistemazione di Largo Assunta, o l’acquisizione della proprietà di “Carafone”, riproposte pedissequamente dalla precedente gestione finanziaria, mostrando un’incapacità operativa di fatto.

Infine altre opere, come la sistemazione e pavimentazione del cimitero, o “opere varie” di cui nulla di più è dato sapere, vengono preventivate col finanziamento della minore spesa derivante dalla rinegoziazione dei mutui, a cui Libera Scelta si era fermamente opposta, con motivata relazione tecnica (vedi relazione).

Per questo il consigliere di Libera Scelta ha votato contro (vedasi dichiarazione di voto).

Punto 3  –Aliquota I.C.I. anno 2011; conferma-

Questo punto ha trovato l’accordo unanime di tutto il Consiglio, in quanto è stato possibile non aumentare l’aliquota ICI, che rimane ferma allo 0.6 per mille; inoltre, su proposta del Presidente della Commissione per il Bilancio (Franco Castellucci) è stato approvato all’unanimità l’abbassamento dell’aliquota dello 0.05 per mille in caso di immobili ceduti in comodato gratuito tra parenti in linea diretta. Non è molto ma tutto il Consiglio ha convenuto che comunque era un segnale di  incoraggiamento, visti i tempi difficili.

Punto 4  –Addizionale IRPEF comunale anno 2011-

Voto favorevole di Libera Scelta e della totalità dell’Aula, che ha confermato l’addizionale IRPEF allo 0.58%; non è stato possibile in questo caso valutare una qualche forma di riduzione.

Punto 5 – Approvazione del bilancio di Previsione 2011, bilancio pluriennale 2011-2013-

Nonostante l’ampia relazione del Consigliere delegato al Bilancio (in pratica l’illegittimo assessore ombra della maggioranza), relazione consegnata all’aula solo a seduta aperta e ricca di dissertazioni sui massimi sistemi (economici) del mondo, ma povera di dati particolari sulla nostra “prosaica” amministrazione, il bilancio è comunque apparso allineato con i tempi, e cioè piuttosto ristretto e cauto (e questo non è di per sé negativo) e facente molto affidamento sui finanziamenti esterni (come la Regione), non sempre di fattibilità certa.

Di sicuro la maggioranza ha cercato di ridimensionare alcune pompose proposte dello scorso anno finanziario, ma non ha ancora applicato voci certamente determinate già dallo scorso anno, su richiesta diretta di Libera Scelta ed approvate dall’amministrazione, come ad esempio il 25% del risparmio sullo stipendio mensile del dirigente dell’Ufficio Tecnico, che viene mandato in distaccamento presso il Comune di Abbateggio per un certo numero di ore al mese.

Risparmio che Libera Scelta aveva chiesto di utilizzare per progetti giovanili, e che poi l’Amministrazione aveva volto in progetti per il welfare, e che comunque stentano ancora a decollare.

Il punto ha avuto il voto contrario del consigliere di Libera Scelta (vedi dichiarazione di voto) perché la manovra finanziaria è comunque viziata dall’illecito (in senso etico) utilizzo dei proventi della minore spesa per la rinegoziazione dei mutui, fatto questo che pone per Libera Scelta una pregiudiziale insormontabile.

Il consigliere ha anche ricordato all’Amministrazione che quegli (illeciti) proventi non possono avere se non un uso per puro investimento, essendo negato ogni altro utilizzo.

Punto 6  –Criteri generali per la definizione del nuovo regolamento dei servizi (legge Brunetta)-

Questo è stato uno di quei punti in cui si chiedeva il solo voto favorevole; siccome il consigliere di Libera Scelta ritiene di essere ancora in un consesso democratico in cui il “votare” abbia ancora un senso, nel caso specifico ha votato contro, contestando l’obbligatorietà del voto favorevole.

Comunque si trattava di “approvare” uno schema di regolamentazione degli Uffici, il cui regolamento vero è proprio è competenza della giunta.

Punto 7  –Costruzione magazzino uso deposito Pellet-

La ditta Grossi Remigio chiedeva di poter realizzare un magazzino di stoccaggio per il Pellet in zona censito dall’attuale P.R.G. adottato come “zona agricola”.

Per questo poteva essere presentata un’osservazione all’attuale P.R.G., cosa che non è stata possibile poiché si era ormai fuori tempo consentito; l’alternativa è stata quella di attivare la pratica di richiesta di deroga al P.R.G. in applicazione dell’art.5 del DPR 447/98 che ha comportato un iter istruttorio (vedi diagramma di flusso) che si conclude, dopo la pubblicazione nell’albo pretorio per eventuali opposizioni ed osservazioni da parte di chi ne potesse avere interesse, col voto consiliare e con la pubblicazione sul BURA.

Siccome tutta la pratica è risultata regolare, il consigliere di Libera Scelta ha trovato giusto dare voto favorevole per permettere al privato imprenditore di poter realizzare il suo magazzino di stoccaggio.

Interrogazione al Sindaco sul Rendiconto della Manifestazione “10 Giornate in Pietra”, edizione 2010

24 Marzo 2011

Prot. nr 1713 del 24/03/2011

Oggetto: Interrogazione ai sensi degli Artt. 34 e 35 del regolamento del C.C., in relazione al rendiconto dell’edizione 2010 delle “10 Giornate in Pietra”

Egr. Sig Sindaco

Come ricorderà, nella seduta di Consiglio Comunale del 22 settembre 2010, al punto 2 dell’ordine del giorno, veniva discussa la ”Ratifica deliberazione della G.C.: n.80 del 01.09.2010 avente per oggetto: “10 giornate in pietra anno 2010; atto di indirizzo. Variazione nr 3 al bilancio di previsione 2010”.

Con questo punto la Sua maggioranza proponeva di “ritoccare” l’importo a disposizione dell’amministrazione per la celebrazione delle 10 Giornate in Pietra, edizione 2010, portandolo, dagli originari 10.000 euro già ascritti a bilancio, fino a 20.440 euro, con un incremento di ben ulteriori 10.440 euro, da reperire dalle tasse sui cittadini lettesi.

Già allora il gruppo di Libera Scelta aveva espresso voto contrario, con propria dichiarazione di voto in cui ribadiva la valenza culturale e turistica della manifestazione, ma mostrando scetticismo, se non diffidenza, per la richiesta di incremento della spesa di oltre il 100%, dopo che la manifestazione si era già svolta e, a nostro avviso, non certo con  un livello tale da richiedere un impegno economico di oltre 20.000 euro (cifra neppure raggiunta dal reddito annuale di molti cittadini contribuenti), e comunque non giustificato in sede di variazione di bilancio, a cui non era stato allegato nessuno stralcio, seppur parziale, di resoconto degli oneri affrontati.

Per questo, esercitando il proprio diritto-dovere di azione sindacale sull’operato amministrativo, in applicazione delle vigenti leggi in merito, già più volte richiamate in precedenti situazioni in cui si tentava di negare al consigliere di Libera Scelta la visione e la riproduzione di atti pubblici, oltre  che in applicazione del vigente regolamento comunale sull’accesso agli atti, che specifica come gli atti comunali possano essere richiesti dal consigliere anche oralmente, ho più volte, dal settembre scorso, chiesto agli uffici di ragioneria, anche con nota scritta non protocollata, il rendiconto particolareggiato delle spese sostenute nella scorsa manifestazione delle 10 giornate in pietra.

Premesso ciò, visto che fino ad oggi, ovvero alla vigilia della discussione del nuovo bilancio di previsione, sembra non essere ancora possibile poter visionare il rendiconto di cui in oggetto, rendendo quindi difficile capire nel particolare come siano stati spesi i pubblici soldi, Le chiedo formalmente, nel prossimo consiglio comunale, il rendiconto della spesa sostenuta per l’edizione 2010 delle 10 giornate in pietra, specificando gli importi sostenuti e le loro motivazioni, oltre che i risparmi eventualmente avuti, essendo documento di proprietà della collettività lettese, che ha impegnato soldi provenienti dalla sua contribuzione.

Vista la natura “tecnica” dell’argomento, le chiedo di far produrre dagli uffici preposti esauriente documento analitico da allegare alla discussione in aula della presente interrogazione.

Distinti saluti 

Il Consigliere Comunale

(Mario Di Mascio)


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