Dossier sulla cava
CRONOLOGIA DEGLI EVENTI:
| Anno di riferimento | FATTI |
| 1925 | Piano di fabbisogno energetico di interesse nazionale |
| 1939 | Il Comune d Lettomanoppello ha in concessione area per l’estrazione di roccia asfaltifera e bituminosa. Nasce la “MINIERA COMUNALE DI LETTOMANOPPELLO” con un’estensione di ha 728.03.04, cioè circa il 50% del territorio comunale |
| Anni ’40 – ‘50 | La miniera asfaltifera-bituminosa funziona a pieno regime tramite diverse società, tra cui la S.A.M.A. |
| Anni ‘60 | Decadenza dell’attività estrattiva, a parte quella del materiale calcareo di “VALLE ROMANA” ad opera dell’Italcementi s.p.a. |
| Anni successivi | Il Comune di Lettomanoppello rimane concessionario dei diritti di estrazione con l’obbligo di corrispondere un canone al Ministero pagando, fino al 1993 circa 50 milioni di lire. |
| 1993 | Delibera del C.C. nr 23/93: Il Comune di Lettomanoppello comunica al Ministero competente di voler rinunciare alla Concessione Mineraria , ai sensi dell’art.33 del regio decreto 1443/27. |
| 1994-’97 | Il ministero dell’Industria, Commercio ed Artigianato pare non abbia recepito la rinuncia alla concessione e la Montepaschi SERIT (società di riscossione crediti) riceve mandato di recuperare i canoni di concessione non più pagati sino ad allora dal Comune di Lettomanoppello. |
| 1998 | Delibera di G.C. nr. 226 del 04/11/98: l’Amministrazione Comunale si oppone al provvedimento di messa in mora e delega il proprio legale (on. Legnini) per tutelare gli p interessi dell’Ente. In pratica, la cartella esattoriale contestata sembra essere di 306.265.280 di lire, importo dovuto per gli anni 1993-’99 di Concessione a cui Il Comune aveva già chiesto la rinuncia. |
| 1999 | La Ditta ADDARIO CAMILLO, con comunicazione al Comune in data 29/12/1999 , chiede di poter rilevare l’intera concessione mineraria, accollandosi i canoni arretrati, e relative penalità, dovuti dal Comune all’Erario. |
| 2000 |
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| 2001 | Nota nr. 6050: il Comune di Lettomanoppello invia alla Giunta Regionale, settore “Attività Estrattive” progetto di estrazione mineraria a completamento della pratica di trasferimento della concessione. |
| 2002 | 14/01/2002 - Diniego del Parco della Majella; in occasione di conferenza di servizi, l’Ente Parco non da il suo parere favorevole all’attività estrattiva per quanto riguarda la parte di territorio sottoposta alla sua tutela; l’area estrattiva si riduce a circa 90 ettari. |
| 2003 |
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| 2004 | Apertura della Cava a Via Collerotondo |
| 2008 | Esposto alla Procura della Repubblica da parte dell’Associazione “La Ghiandaia” in opposizione alla legittimità ed all’attività estrattiva della Cava. |
(fonte dei dati:“La Ghiandaia”)
MOTIVI DI OPPOSIZIONE ALLA CAVA
LEGITTIMITÀ
- Si ipotizza la invalidità della Delibera della G.C. nr. 142 del 06/09/2000 viziata dalla rinuncia alla concessione già dalla delibera del C.C. nr. 23/93 (in pratica l’Amministrazione non poteva trasferire la concessione alla Ditta Addario poiché essa non ne era più titolare per rinuncia, a norma dell’art. 33 del R.d.l. 1443/27)
LEGALITÀ
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Mancata realizzazione da parte della ditta concessionaria delle infrastrutture di sua competenza
prescritte dalle determine attuative regionali, in particolare la nr. 104 del 13/11/2003, in cui si richiede la costruzione di una strada “dedicata” per aggirare con i camion le aree abitate. -
Eccessivo sovraccarico dei camion e, spesso, non dotati di accorgimenti a norma, come i teloni di
copertura.Presenza di zone ad “uso civico” all’interno della cava.
INCOMPATIBILITÀ AMBIENTALE
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Grave impatto ambientale dell’area estrattiva, anche tenuto conto della presenza in prossimità
di abitazioni di civile residenza. - Invasione di parte della cava in area S.I.C. (Sito di Interesse Comunitario), che dovrebbe essere tutelata e non aggredita con l’attività estrattiva.
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Si ipotizza una insufficiente, se non addirittura non veritiera, analisi geologica e mineraria del sito
oggetto di scavi.
DISAGIO SOCIALE
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Continuo disagio da parte dei residenti vicino la cava e lungo la strada di transito dei camion
per i rumori e le polveri che si disperdono nell’ambiente. -
Dissesto continuo delle strade di transito dei camion.
CONSIDERAZIONE ECONOMICA
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La Ditta Addario si è impegnata ad accollarsi l’onere dei canoni ed accessori ancora dovuti dal Comune di Lettomanoppello, importi che, a seguito di un “ricalcolo”, pare essere risultati intorno ai 50 milioni di lire (a differenza degli oltre 300 milioni già ipotizzati).
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La ditta Addario si è impegnata a realizzare una strada di 1,5 km, stimabile nel valore di
circa 300.000 euro. -
In compenso la Ditta Addario ha un diritto di concessione ventennale, per un valore di mercato di
materiale estratto valutato in circa 60 milioni di euro.


