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Ma è una cava o una miniera?

Sabato, Gennaio 28th, 2012

Discussione consiliare sull’estrazione a Collerotondo - 28 Gennaio 2012

Dichiarazione di voto di Libera Scelta

Amministrazioni che, con la scusa di perseguire il Bene comune, in realtà perseguono in modo più o meno occulto il bene di pochi a discapito dei molti, mettendo, a volte, a segno una vera e propria rapina istituzionale a danno della collettività.

Amministrazioni di tale natura che hanno proliferato per decenni nei nostri territori e che hanno usato anche  la leva del doppio binario della conoscenza e trasparenza: da una parte pochi manovratori, anche a livello “altro” e delocalizzato, coscienti delle finalità ultime dei loro “disegni” accaparratori, dall’altra il resto dei consiglieri senza conoscenza, non dei deliberati in sé, apparentemente redatti nell’impellenza della salvaguardia del Bene collettivo, ma della finalità ultima a cui tali deliberati puntavano.

Questo è successo, ad esempio, quando volendomi da parte di Sindaco e partito assessore “imbecille” (in senso etimologico del termine), mi sono trovato ad un certo punto, sul finire degli anni ’90, a votare in giunta un paio di delibere “salva-risorse collettive”, che in realtà si sono poi rivelate come l’attivazione di un iter che puntava ben lontano dal bene collettivo, nascondendo il disegno di rapina delle risorse territoriali a discapito di tutti ed a vantaggio di pochi.

Ma il ruolo di assessore “imbecille” di cui quel sistema di poteri a doppio binario si serviva (e si serve) era del tutto incompatibile alla mentalità ed alla libertà personale ed intellettuale del sottoscritto che, ad un certo punto, abbandonava la maggioranza e rimetteva le deleghe assessorili.

Nel frattempo la mafia politica locale continuava ad avallare lo scempio del territorio senza controllo e senza contropartita per il Comune.

Oggi approdiamo ad un Consiglio Comunale che ripropone in primo piano il problema della gestione ragionevole e possibile della Cava-Miniera di Collerotondo.

Al di la degli aspetti più tecnici, già riassunti dai colleghi consiglieri e dal Presidente della Commissione Ambiente, ben venga ogni proposta, azione od iniziativa come questa consiliare, purchè siano chiari almeno i seguenti punti fermi:

1. La sensibilizzazione capillare dei cittadini e la conoscenza del problema che, nonostante anni di presenza sul territorio di un’associazione ambientalista nata proprio sul problema della Cava, nonostante le sue innumerevoli iniziative passate, nonostante la stessa associazione abbia prodotto un apposito gruppo consiliare (a proposito: ma il capogruppo che fine ha fatto?), il problema ambientale determinato dalla cava sembra non abbia ancora scosso i sonni dei più.

2. La gestione dell’attuale stato delle cose, formalmente regolare in quanto in applicazione di un diritto concessorio, ma forse da monitorare meglio e più regolarmente da parte degli organi preposti per minimizzare al massimo i danni ambientali ed il disagio per i cittadini residenti a Collerotondo.

3. L’indicazione chiara, realistica e trasparente,  di un possibile progetto futuro di intervento sull’area dell’attuale cava-miniera una volta scaduta la concessione e, eventualmente, riacquisita l’area da parte del Comune.

Tenendo conto di queste premesse, come già espresso in sede di discussione in Commissione Ambiente, il Gruppo di Libera Scelta non può che votare favorevolmente alla proposta di deliberazione sul tema.

 Il Capogruppo Consiliare

Mario Di Mascio

Cronaca di una partita -Consiglio Comunale del 15 dicembre 2011

Venerdì, Dicembre 16th, 2011

Arbitro: Presidente del Consiglio

Guarda linee: Segretario Comunale

Mister: Sindaco

Palo: vicesindaco

Primo tempo: approvazione del regolamento per i referendum popolari

La palla passa subito al Presidente della Commissione Affari Istituzionali che tenta un tiro lungo verso la porta dell’approvazione giocandosi la carta della relazione formale di commissione (vedi relazione) da far mettere a verbale.

Tiro troppo lungo, subito placcato dall’attaccante Fabio Ferrante con una lista di osservazioni al testo in gioco, che ne rallenta il percorso verso la porta dell’approvazione.

Poco male, il gioco di rimessa del Libero Mario Di Mascio tende ad ammorbidire l’azione d’attacco del giocatore avverso, alla ricerca di un percorso meno accidentato.

Ma nulla da fare contro la gamba tesa del collega Donato Di Renzo, che dimentico di aver personalmente partecipato all’ultimo allenamento di Commissione, tenta il diversivo della lettura e ridiscussione articolo per articolo del Regolamento, per far mancare la porta dell’approvazione, se non fosse altro per decorrenza dei tempi di gioco.

Per fortuna l’ala DS (Destra-Sinistra) Sante Di Biase, seppure titolare di una tecnica di gioco degna di un bradipo,  mette in campo una serie di virtuosismi verbali atti a confondere anche il più scafato giocatore, ma dando di fatto respiro al Libero che così riparte per guadagnare la porta dell’approvazione.

Il tiro lungo si trasforma in una serie di passaggi intermedi, mandando la palla di  rimbalzo tra i giocatori più accaniti: il Libero Di Mascio, l’attaccante Ferrante, l’ala DS (destra-sinistra)Di Biase, il mediano Di Renzo, e così via.

La palla rimbalza in un balletto di articoli ed osservazioni e l’arbitro, fischiando spesso a sproposito, dimostra di essere in pieno “pallone”.

Ma una volta parati i colpi degli avversari più infidi, una volta ammorbidito il percorso, seppur reso un po’ più accidentato, il Libero Di Mascio si avvicina inesorabilmente alla porta dell’approvazione, mettendo in campo persino la mossa di una prossima revisione dello Statuto Comunale in sede di Commissione.

Il Gioco volge al termine, l’arbitro richiama ai tempi e la porta è a due passi, ultimo tiro ed è GOOOOAL…. Proprio subito prima del fischio di fine del primo tempo.

Secondo tempo: approvazione mozione sugli scrutatori

L’arbitro, dando il fischio d’inizio pone al centro del campo la palla spinosa della mozione promossa dal Libero Di Mascio, e controfirmata dall’ala DS (destra-sinistra) Di Biase, dal mediano Di Renzo e dalla retroguardia Castellucci (vedi testo).

La porta appare subito ardua da guadagnare, visto che il solito attaccante Fabio Ferrante, oggi particolarmente iperattivo, pone subito la questione della legittimità dell’obbligo che si vorrebbe imporre alla Commissione Elettorale nell’applicare criteri di sorteggio, piuttosto che di nomina, in occasione della scelta degli scrutatori per tornate elettorali.

Il Libero capisce che, questa volta, il campo è schierato più decisamente contro il raggiungimento della rete, col rischio di perdere la partita.

Ma si sa, obbligare la commissione elettorale a scegliere scrutatori mediante sorteggio, magari tra gli inoccupati e disoccupati, significa attentare ad uno dei baluardi della lottizzazione politica, ed evitare che, magari, vengano nominati amici, parenti e familiari dei consiglieri.

La strategia di gioco è subito chiara: l’attaccante para il calcio diretto, il mediano, aiutato dal centrocampista Antonietta Di Biase, e col sostegno dell’ala Alessandro Toppi, tenta la definitiva fuori uscita della palla dal campo.

Il Libero Di Mascio, non volendo impugnare il fatto che la mozione è un colpo di rigore (si tira diritto in porta per vedere se passa o viene fermato), ma volendo comunque giocare fino in fondo la partita, prova un diversivo in corner proponendo all’attaccante Ferrante di cambiare la voce  “il consiglio impegna” con l’altra “il consiglio invita”.

Cambio che rende la palla più leggera ma anche più spedita verso la porta dell’approvazione, ma soprattutto impedisce la sua intercettazione da parte di ali, mezz’ali, centro campi e mediani, che la vorrebbero mandare totalmente fuori gioco.

La rete viene alla fine raggiunta, anche se con un tiro alleggerito dalla sostituzione dell’imperativo “impegna” con l’esortativo “invita”.

L’arbitro fischia la fine del secondo tempo e passa subito ai supplementari, mettendo in campo la richiesta di moratoria dell’articolo 16 della legge 148/2011 (vedi tavola sinottica).

Qui l’unico giocatore rimasto in campo è solo il Libero Mario Di Mascio che, contrariamente a tutti gli altri, non trova troppo osceno tale articolo ed esprime “calcio” di astensione con annessa dichiarazione di voto (vedi testo).

Consiglio da ….Brividi

Venerdì, Dicembre 2nd, 2011

Dal Consiglio Comunale del 30 Novembre 2011

L’esordio della seduta di Consiglio, ovviamente fatta la tara dell’appello iniziale per la conta dei presenti, ha avuto subito un piglio di solennità con la lettura della nota indirizzata al Consiglio Comunale da parte del Prof. Bruno Forte, Vescovo della Chiesa Cattolica, che ringraziava per l’accoglienza ricevuta in occasione della sua visita pastorale.

Il “piglio” si è però subito trasformato in un “cipiglio” quando il Sindaco ha cominciato ad illustrare il primo punto all’ordine del giorno riguardante un travaso di deleghe in tema di scuola e socialità da un non ben identificato consigliere a due ben identificati colleghi Simone D’Alfonso ed Antonietta Di Biase.

L’individuazione del consigliere privato delle ambite deleghe ha comportato una serie di supposizioni ed ipotesi, tanto da trasformare l’aula quasi in una trasmissione di “Chi l’ha visto”.

Ma si sa, il Sindaco a volte mostra un pudore d’altri tempi nel toccare certi argomenti, soprattutto se possono evidenziare una “sofferenza” per la sua maggioranza, sempre sulla difensiva per l’azione centrifuga di consiglieri tranfughi, o perlomeno critici.

Nulla di grave ovviamente, anche perché la bilancia del sostegno politico alla maggioranza riesce comunque ad essere miracolosamente in equilibrio, grazie anche all’apporto “underground” di non meglio identificate entità politiche.

L’indizio dell’assenza si è mostrato risolutivo per districare il caso del nome; infatti la rosa dei sospettati si restringeva a Fabio Ferrante, Fulvio Ferrante e Sante Di Biase.

Ora considerando che Fabio Ferrante è assessore e non ha bisogno di altre deleghe (a meno che la maggioranza non voglia proditoriamente suicidarlo per il troppo peso!), considerando che Fulvio Ferrante a malapena ricorda che esiste un consiglio comunale (figurarsi delle deleghe), l’assente papabile non poteva che essere il buon (e dotto) Sante.

In effetti, grazie alla paziente  maieutica del Consigliere di Libera Scelta, che cercava  di far emergere alle coscienze turbate dei colleghi la banale verità che un punto all’ordine del giorno è oggetto di discussione, con  o senza la presenza dell’interessato, non riguardando tra l’altro un fatto personale, ma un fatto del tutto amministrativo quale possa essere la rimodulazione delle deleghe consiliari, alla fine il sindaco ha emesso il fatidico nome, dando quasi l’impressione di togliersi un peso dallo stomaco…

Inutile è stato il tentativo del rappresentante di Libera Scelta nel cercare di far capire a Sindaco e maggioranza che la delega al consigliere si dà, di solito, per argomenti specifici e tempi limitati.

Un po’ come un comitato feste: rimane in carica per il tempo necessario per svolgere il suo compito, poi fa il consuntivo, compreso quello economico,  dell’attività svolta e subito dopo si scioglie quale neve al sole (anche se qualcuno direbbe: “campa cavallo…”).

Ma neppure Socrate in persona sarebbe riuscito a far partorire dalla bocca del Sindaco la semplice verità che le deleghe a Sante venivano ritirate non per incapacità o per inefficienza, ma semplicemente per abbandono della maggioranza da parte di un consigliere ribelle, che ha morso la mano del padrone, ora meno forte avendo perso il dito mignolo della sua coalizione.

Pazienza, il freddo polare dell’aula, in cui la graziosa Presidente del Consiglio aveva pensato bene di collocare in ibernazione i consiglieri, non permetteva certo grandi e calorose discussioni, fatta eccezione per la variazione di bilancio, che storna 14.500,00 euro da un progetto di completamento del teatro comunale per arredare la nuova (ovvero re-stylata) sede municipale, o l’assestamento di bilancio che incrementa di oltre 30.000,00 euro la spesa per il conferimento della RSU, a discapito di vari altri comparti che vedono ridotti la loro dotazione  economica, fatte comunque salve le spese previste per le varie feste d’intrattenimento lettese.

Ma vogliamo privare al cittadino contribuente la gioia dello struscio lungo il corso addobbato magari da qualche corporazione associativa locale che, volontariamente e senza lucro, si sacrifica alla bisogna?

Ma tant’è,  il giudizio negativo e scontato del consigliere di Libera Scelta poggiava principalmente sulla convinzione che qualsiasi manovra di bilancio di quest’amministrazione reca l’infamia che il conto della spesa, gonfiato degli interessi, sarà integralmente presentato alle future generazioni di lettesi, quelle che adesso hanno ancora i denti da latte.

Miracoli della rinegoziazione dei mutui e della grande lungimiranza di questa maggioranza senza futuro!

Ma noi che non avevamo i denti da latte, potevamo continuare a batterli allegramente in risonanza col freddo che, alla veneranda ora delle 22.00 suonate, montava sempre più imperterrito, tanto da intenerire persino la Presidente del Consiglio che si è sentita in “dovere” di proporre un taglio netto agli ultimi tre argomenti all’ordine del giorno, quello riguardante l’approvazione del Regolamento per i Referendum popolari, quello presentato come mozione da Libera Scelta per proporre la fine della lottizzazione nella nomina degli scrutatori in occasione di tornate elettorali e quello infine, presentato in extremis dall’esperto consigliere Donato Di Renzo.

Inutile l’osservazione del Consigliere di Libera Scelta che faceva notare come il Regolamento sui Referendum popolari era ormai stracotto e pronto per l’approvazione, essendo ormai più che abbondantemente stato discusso in due sedute di commissioni, ricevendo l’avallo unanime e compartecipato di tutti i commissari presenti.

Nulla da fare: l’assemblea, a voto unanime, infliggeva un secondo rinvio (essendocene già stato uno precedente in Consiglio Comunale) al Regolamento in questione, chiudendo i battenti del freezer-teatro comunale con l’amorosa promessa di rivedersi entro i prossimi dieci giorni.

Intervento del Gruppo Consiliare di Libera Scelta nel C.C. del 19 Novembre 2011

Sabato, Novembre 19th, 2011

Quando pochi giorni fa mi è stato comunicato dalla maggioranza che si sarebbe tenuto un consiglio comunale in occasione della visita pastorale dell’Arcivescovo Bruno Forte, la mia prima, istintiva, reazione è stata caratterizzata dal fastidio provato nel constatare la disinvoltura con cui questa maggioranza, a priori, ignorava e comprimeva ogni possibile dialogo e confronto con le opposizioni, trovando del tutto incomprensibile e fuori luogo un simile “atto di forza” .

In realtà, lo svolgersi degli eventi seguenti, il lungo colloquio col presidente del consiglio comunale che di solito, ma non in questo caso, ignora di sentire i gruppi consiliari per  poter formulare un ordine del giorno, il colloquio con lo stesso Sindaco, mi hanno permesso di chiarire la ratio di simile comportamento assunto preventivamente dalla Maggioranza amministrativa, ansiosa di  “Apparire” piuttosto che “Essere” agli occhi di un ospite illustre, ma visto, evidentemente e riduttivamente, solo come esposizione dell’icona clericale.

Ci siamo allora interrogati sulla necessità e sull’opportunità di accogliere un’autorità religiosa entro un formale consesso civile e repubblicano, cercando anche esempi simili tra le amministrazioni limitrofe e trovando che Comuni come e Turrivalignani, hanno preferito rituali di accoglienza meno impegnativi senza coinvolgere i loro Consigli Comunali, mentre altri come Caramanico, o Abbateggio, hanno scelto la forma consiliare.

Ma il problema creatosi non era altro che una distorsione prospettica della questione, generata proprio dalla scarsa qualità dell’approccio amministrativo in relazione alla visita del Pastore dei credenti, approccio tutto proteso solo a fare bella figura, invitando un ospite illustre e di spessore, quale è il Professore Bruno Forte, nel salotto buono della liturgia laica, per offrirgli una platea genuflessa, tacciando, o ammaestrando, preventivamente, gli eventuali dissidenti.

Un tipo di approccio che, mi sono reso conto, mortificava il valore dell’uomo nel tentativo di glorificarne servilmente il ruolo religioso.

Per noi, gruppo laico investito dall’elettorato dell’onore di rappresentare una minoranza di cittadini, appare chiaro come il Pastore venga accolto degnamente tra il suo gregge di anime, mentre all’Amministrazione possa competere il compito di accogliere e valorizzare l’uomo di cultura e di scienza; il tutto nella sana distinzione degli ambiti di sacro e profano.

Se così fossero state le modalità organizzative della Maggioranza, ci saremmo risparmiati la pena dei suoi estenuanti tentativi nel cercare l’adesione pedissequa per un Consiglio Comunale snaturato dalla privazione di un vero ordine del giorno, su cui discutere e votare.

Ma, nonostante la miopia bacchettona della maggioranza amministrativa, Libera Scelta riconosce la sacralità universale dell’accoglienza  e si onora di salutare l’illustre Ospite, a cui avrebbe volentieri destinato una platea meno formale ma più viva e dialettica, in ossequio al carattere ed all’intelligenza della persona che, come ci risulta, non si sottrae di certo al confronto aperto e leale.

Noi apprezziamo, senza alcuna retorica, il valore dell’uomo, umile nostro compagno di viaggio attraverso la contingenza del tempo in cui si svolge il nostro divenire, ed apprezziamo e condividiamo la sua capacità di cogliere il senso più pratico dell’esistere, pur entro uno schema di Universalità.

Rendiamo omaggio al fine Scienziato dell’Anima, al Ricercatore instancabile della giusta via da percorrere entro quell’intervallo di Tutto e di Nulla in cui oscilla la coscienza umana.

Ricerca  che dimostra come il Teologo illustre,  non tema il dubbio e non si nasconda, comodamente, dietro una Verità ritenuta, con presunzione, catturata.

Dunque, vi erano tutte le premesse per impostare la visita presso l’amministrazione del Professore Bruno Forte sotto il miglior profilo laico e culturale, lasciando comunque al Pastore la sua libertà di funzione in ambito religioso.

Questa maggioranza, col suo atteggiamento di sterile clericalismo, ha perso un’altra occasione per mostrare lungimiranza e sensibilità democratica, oltre a non rendere giustizia al valore sociale del nostro illustre ospite, con cui avremmo potuto proficuamente confrontarci mediante un ampio dibattito sulle tante angosce e problematiche che, sempre più, serpeggiano tra i singoli, le famiglie, le comunità.

Per questo non era richiesta la formale convocazione di un consiglio comunale, ma una più partecipata adunanza di cittadini.

Perciò, concludo proponendo al Consiglio comunale di esprimere la formale rinuncia al gettone di presenza di questa seduta da parte dei consiglieri, mentre da parte del Sindaco, dell’esecutivo e del Presidente del Consiglio, di rinunciare ad almeno il 10% della loro indennità di carica per il mese di novembre, mettendo la somma a disposizione della Commissione per il Welfare, delegandola a trovare tra i più bisognosi delle famiglie lettesi, quella maggiormente svantaggiata a cui devolvere la somma ricavata sotto forma di acquisto alimentare, o altri generi di primaria necessità.

Questo atto di umana carità istituzionale, proponiamo come dono al nostro ospite.

Il Consigliere Comunale

    (Mario Di Mascio)

Il Costo della Politica

Giovedì, Novembre 17th, 2011

In surroga (termine politichese di sicuro effetto) alle deficienze informative del sito Istituzionale Comunale, pubblichiamo il costo della attività politica dal punto di vista del Consiglio Comunale, tutti gli importi sono da intendersi al lordo, con detrazioni variabili a seconda delle aliquote IRPEF dei singoli consiglieri:

INDENNITA’ DI CARICA DELL’ESECUTIVO

 SINDACO (Esposito Giuseppe):   2.010,78 euro/mese

VICESINDACO (Di Pietrantonio Giuliano):  402,16 euro/mese

DI LALLO SANDRO (Assessore): 301,60 euro/mese

DI BIASE VALENTINA (Assessore): 150,80 euro/mese

FERRANTE FABIO (Assessore): 00,00 euro/mese  

(ha rinunciato all’indennità di carica)

 

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Mancini Morena: 100,54 euro/mese

 

GETTONI DI PRESENZA DEI CONSIGLIERI:

CONSIGLIO COMUNALE: 16,76 euro/consiglio

COMMISSIONI: 8,38 euro/seduta

Per non pesare troppo sul bilancio comunale, al momento del loro insediamento, tutte le commissioni hanno effettuato un dimezzamento del gettone di presenza, altrimenti uguale a quello del Consiglio comunale.

PERSONALE NON DIPENDENTE

SEGRETARIO COMUNALE:    33.179,00 euro/anno più 400,00 (circa) euro/anno per rimborso spese viaggio nella tratta Scafa-Lettomanoppello.

Il Segretario Comunale assicura la sua presenza in comune per due giorni a settimana, per un totale di 12 ore settimanali, oltre che nelle sedute di Consiglio Comunale.

Consiglio Comunale del 27 Ottobre 2011

Venerdì, Ottobre 28th, 2011

Il Consiglio comunale di venerdì sera 27 ottobre 2011 si è svolto in un clima di pacioso sollazzo in complimenti e discorsi di rito incentrati soprattutto nel declamare il grande dispiacere dell’Amministrazione nel perdere un consigliere “tanto giovane”, “tanto sensibile” e “tanto presente” alla vita amministrativa, come era Daniel Grossi, dopo averne perso tempo fa un altro altrettanto giovane, sensibile e presente.

Perdita bilanciata, per fortuna, dall’acquisizione al soglio consiliare della solida esperienza amministrativa del novello consigliere surrogante Donato Di Renzo, che comunque non ha potuto impedire il sommesso sogghigno del collega Sante Di Biase, che prendeva atto di essere diventato il consigliere più giovane del consesso, peculiarità che lo ha spedito di filato a fare da scrutatore per le sostituzioni di Daniel e Franco Castellucci in seno alle commissioni Ambiente ed Affari Istituzionali, ma che non gli ha impedito, comunque, di rifilare uno dei suoi dotti sermoni all’aula ed al novello (seppur espertissimo) consigliere appena insediato.

L’acme del piagnisteo integrale si è raggiunto quando il consigliere di Libera Scelta ha declamato l’elogio (sperticato?) rivolto al consigliere Franco Castellucci (vedi dichiarazione), che abbandonava la sua carica di membro della Commissione Affari Istituzionali, per farne grazioso omaggio al nuovo consigliere appena insediato.

Dunque un ambiente quasi “confessionale”, sottolineato dalle luci soffuse dell’aula consiliare che, pudicamente, si erano tenute basse ed insufficienti durante tutta la serie di litanie di elogi e sermoni, per poi passare ad una fase di variazioni cromatiche psichedeliche, quasi a certificare l’avvenuta consumazione dei nuovi assetti consiliari. (n.d.r.: la descrizione è fedele e non allegorica!)

La seconda parte del consiglio contemplava situazioni più pragmatiche quali la discussione dei regolamenti approvati dalla commissione Affari Istituzionali, in particolare il regolamento sulla Istituzione di Borse di Studio per merito” e quello sulla “Indizione di Referendum popolari comunali”.

In verità, in un impeto di super efficientismo amministrativo che forse le aveva “preso la mano”, la Presidente del Consiglio Comunale aveva pensato bene di riproporre all’aula anche il regolamento per la “Istituzione del Periodico di Informazione Comunale”, già approvato nella commissione Affari Istituzionali del quattro settembre 2010 e dal Consiglio Comunale del 22 Settembre 2010.

Ma forse la rigorosa Presidente del Consiglio aveva confuso l’applicazione del regolamento approvato più di un anno fa ed ancora nei cassetti dell’Amministrazione con la sua discussione in Consiglio Comunale; oppure potrebbe essere una feroce assertrice della massima “repetita iuvant”.

Mah!! Difficile capire cosa, a volte, frulli nella mente dei Presidenti di Consiglio Comunale….

Di sicuro, però, ben più determinata e chiara era la volontà del novello consigliere che nel chiedere lapidariamente il riporto in commissione del regolamento sulla “Istituzione di borse di studio per merito” perché “sicuramente da revisionare”, tendeva a vanificare il lavoro egregio svolto dalla Commissione Affari Istituzionali e dal (già lodato) Franco Castellucci, che aveva prodotto un documento chiaro, completo nei suoi fini e condiviso da tutti.(vedasi regolamento approvato)

Per fortuna lo stesso Donato Di Renzo, nella sua esperienza, non ha voluto peccare di presunta “saccenteria amministrativa” ed ha subito dopo riconosciuto il lavoro svolto e la sua ammissibilità.

Cosciente comunque che tutto può essere cambiato o rimaneggiato nel prossimo futuro….

Diversa sorte per il regolamento per l’Indizione di Referendum Popolari, che è stato rimandato alla prossima seduta di Commissione Affari Istituzionali per aggiornamenti e piccole variazioni.

Per fortuna, a finire di riportare la discussione sul più prosaico degli argomenti, cioè quello legato al bilancio, ci ha pensato l’ultimo punto all’ordine del giorno e l’audizione della Ragioniera Comunale che diligentemente, tanto da sembrare che stesse sostenendo un esame universitario al cospetto di una commissione scettica ed arcigna pronta a “fulminarla”, ci ha spiegato come la Corte dei Conti abbia “strigliato” l’Amministrazione per il ritardo nel presentare i documenti di bilancio 2010.

Nulla di grave, ovviamente, solo una “presa d’atto” da parte del Consiglio, che il rappresentante di Libera Scelta si è rifiutato di prendere, astenendosi al voto.


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