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	<title>Commenti a: Cronaca di un Consiglio</title>
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	<description>Gruppo civico per il rinnovamento - Uniti per Lettomanoppello</description>
	<pubDate>Sat, 19 May 2012 09:30:18 +0000</pubDate>
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		<title>Di: "Er Monnezza"</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2010/04/23/cronaca-di-un-consiglio/#comment-6941</link>
		<dc:creator>"Er Monnezza"</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 06:33:42 +0000</pubDate>
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		<description>Ogni maggioranza ha il suo "FINI"............ ops, "FINE".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni maggioranza ha il suo &#8220;FINI&#8221;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; ops, &#8220;FINE&#8221;.</p>
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		<title>Di: Tony Pagoda</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2010/04/23/cronaca-di-un-consiglio/#comment-6937</link>
		<dc:creator>Tony Pagoda</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 13:47:39 +0000</pubDate>
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		<description>@ Sante Di Biase

la "sfacciataggine" non era riferita a te ma ai componenti la Giunta comunale che scrivono cose sapendo poi che non verranno realizzate.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Sante Di Biase</p>
<p>la &#8220;sfacciataggine&#8221; non era riferita a te ma ai componenti la Giunta comunale che scrivono cose sapendo poi che non verranno realizzate.</p>
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	<item>
		<title>Di: Sante Di Biase</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2010/04/23/cronaca-di-un-consiglio/#comment-6936</link>
		<dc:creator>Sante Di Biase</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 13:40:39 +0000</pubDate>
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		<description>Sono sostanzialmente d'accordo...la mia idea di bilancio partecipato va in senso assolutamente contrario a quello di un voto di fiducia "blindato"..poi non dico che una maggioranza non debba esercitare il suo ruolo ma ciò non significa affatto dare vita a reali tavoli di confronto e di ricezione di istanze..anche perchè una volta presentato un decreto finanziario così bloccato era impossibile tenere conto di qualsiasi variazione per non variare gli equilibri di bilancio...resta la mia personale amarezza al riguardo..anche se alla luce dei fatti non varia molto il quadro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sostanzialmente d&#8217;accordo&#8230;la mia idea di bilancio partecipato va in senso assolutamente contrario a quello di un voto di fiducia &#8220;blindato&#8221;..poi non dico che una maggioranza non debba esercitare il suo ruolo ma ciò non significa affatto dare vita a reali tavoli di confronto e di ricezione di istanze..anche perchè una volta presentato un decreto finanziario così bloccato era impossibile tenere conto di qualsiasi variazione per non variare gli equilibri di bilancio&#8230;resta la mia personale amarezza al riguardo..anche se alla luce dei fatti non varia molto il quadro</p>
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		<title>Di: Mario Di Mascio</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2010/04/23/cronaca-di-un-consiglio/#comment-6935</link>
		<dc:creator>Mario Di Mascio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 07:25:35 +0000</pubDate>
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		<description>Se fosse solo un fatto di "capelli", allora io dovrei essere la "il pragmatico in persona"!

Comunque a parte le battute, noi un bell'esempio di "dovere morale di lanciare alcune proposte", l'abbiamo dato nel momento in cui abbiamo lanciato la proposta-problematica della rappresentanza democratica delle minoranze nelle commissioni, sfidando la maggioranza ad "allargare" la propria ottica in merito.

Ma democrazia non è soltanto lanciare la propria proposta e "contare" i voti di consenso (o dissenso) che se ne ricava, è anche coinvolgimento degli "altri" nei processi formativi delle tematiche cercando, dove possibile, di trovare il "giusto mezzo" e di formare il consenso.

Tornando all'esempio delle Commissioni, accorgendoci di non essere maggioranza nella proposta, avremmo potuto caparbiamente insistere nella soluzione del "voto multiplo", troppo avveniristico nel nostro contesto e percepito dai più come "macchinoso", e denunciare ai quattro venti la lesa maestà della "democrazia". Ma così, oltre a non ottenere il riconoscimento dei nostri diritti, non saremmo stati democratici, ma solo "massimalisti" alla ricerca della bagarre: l'atto democratico si è compiuto quando tutte le forze in campo hanno capito il problema ed hanno prodotto una soluzione condivisa.

Questo per dire, Consigliere Sante, che una manovra di bilancio così come presentata da questa maggioranza, al di la di alcuni spunti condivisibili (che del resto ho messo in risalto nei miei interventi in aula e fuori dell'aula), è di di per sè un atto di "imperio", di dittatura della maggioranza, poichè non permetteva alcuna variazione, anche minima, sulle decisioni già prese.

Sarebbe stato bello che la maggioranza avesse approvato almeno una delle nostre osservazioni, e ciò non è stato, dando un ottimo esempio di arroganza amministrativa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se fosse solo un fatto di &#8220;capelli&#8221;, allora io dovrei essere la &#8220;il pragmatico in persona&#8221;!</p>
<p>Comunque a parte le battute, noi un bell&#8217;esempio di &#8220;dovere morale di lanciare alcune proposte&#8221;, l&#8217;abbiamo dato nel momento in cui abbiamo lanciato la proposta-problematica della rappresentanza democratica delle minoranze nelle commissioni, sfidando la maggioranza ad &#8220;allargare&#8221; la propria ottica in merito.</p>
<p>Ma democrazia non è soltanto lanciare la propria proposta e &#8220;contare&#8221; i voti di consenso (o dissenso) che se ne ricava, è anche coinvolgimento degli &#8220;altri&#8221; nei processi formativi delle tematiche cercando, dove possibile, di trovare il &#8220;giusto mezzo&#8221; e di formare il consenso.</p>
<p>Tornando all&#8217;esempio delle Commissioni, accorgendoci di non essere maggioranza nella proposta, avremmo potuto caparbiamente insistere nella soluzione del &#8220;voto multiplo&#8221;, troppo avveniristico nel nostro contesto e percepito dai più come &#8220;macchinoso&#8221;, e denunciare ai quattro venti la lesa maestà della &#8220;democrazia&#8221;. Ma così, oltre a non ottenere il riconoscimento dei nostri diritti, non saremmo stati democratici, ma solo &#8220;massimalisti&#8221; alla ricerca della bagarre: l&#8217;atto democratico si è compiuto quando tutte le forze in campo hanno capito il problema ed hanno prodotto una soluzione condivisa.</p>
<p>Questo per dire, Consigliere Sante, che una manovra di bilancio così come presentata da questa maggioranza, al di la di alcuni spunti condivisibili (che del resto ho messo in risalto nei miei interventi in aula e fuori dell&#8217;aula), è di di per sè un atto di &#8220;imperio&#8221;, di dittatura della maggioranza, poichè non permetteva alcuna variazione, anche minima, sulle decisioni già prese.</p>
<p>Sarebbe stato bello che la maggioranza avesse approvato almeno una delle nostre osservazioni, e ciò non è stato, dando un ottimo esempio di arroganza amministrativa.</p>
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	<item>
		<title>Di: Sante Di Biase</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2010/04/23/cronaca-di-un-consiglio/#comment-6934</link>
		<dc:creator>Sante Di Biase</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 06:07:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.liberascelta.it/?p=138#comment-6934</guid>
		<description>Potrei aver frainteso ( e nel caso dato che il contenuto mi sembra ampiamente condivisibile gli chiedo umilmente scusa ) il precedente intervento di "Tony Pagoda"...tra l'altro è stato un gran bel libro...ma io non ho affatto detto che il bilancio partecipato è un'idea della "mia" maggioranza ma una mia personale posizione.
Non sono dunque stato "sfacciato" nello scrivere alcune cose...esprimevo solo una mia personale riflessione politica che mi ha condotto nelle ultime settimane ad assumere alcuni atteggiamenti che mi portano oggi ad essere fortemente critico nella prassi gestionale di un significativo momento legislativo quale il bilancio comunale, di cui non nego molti interessanti spunti amministrativi. 
Poi sarà che inizio a perdere qualche capello ma inizio a diventare molto pragmatico in determinate riflessioni..non è che un atto come il bilancio partecipato non si faccia...il problema è vedere chi realmente lo vuole fare dato che le posizioni in una democrazia per fortuna non sono fisse e dogmatiche. Mi ricorda una vecchia discussione con alcuni "compagni" in occasione del referendum sull'estensione dell'art.18 che mi vide protagonista nel comitato promotore regionale, in cui mi rimproveravano di combattere una battaglia persa in partenza. Una persona ha il dovere morale di lanciare alcune proposte...poi in democrazia occorre vedere quanti siano d'accordo..e se ci si accorge di non essere maggioranza si continuerà pacificamente a continuare a perorare le proprie posizioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Potrei aver frainteso ( e nel caso dato che il contenuto mi sembra ampiamente condivisibile gli chiedo umilmente scusa ) il precedente intervento di &#8220;Tony Pagoda&#8221;&#8230;tra l&#8217;altro è stato un gran bel libro&#8230;ma io non ho affatto detto che il bilancio partecipato è un&#8217;idea della &#8220;mia&#8221; maggioranza ma una mia personale posizione.<br />
Non sono dunque stato &#8220;sfacciato&#8221; nello scrivere alcune cose&#8230;esprimevo solo una mia personale riflessione politica che mi ha condotto nelle ultime settimane ad assumere alcuni atteggiamenti che mi portano oggi ad essere fortemente critico nella prassi gestionale di un significativo momento legislativo quale il bilancio comunale, di cui non nego molti interessanti spunti amministrativi.<br />
Poi sarà che inizio a perdere qualche capello ma inizio a diventare molto pragmatico in determinate riflessioni..non è che un atto come il bilancio partecipato non si faccia&#8230;il problema è vedere chi realmente lo vuole fare dato che le posizioni in una democrazia per fortuna non sono fisse e dogmatiche. Mi ricorda una vecchia discussione con alcuni &#8220;compagni&#8221; in occasione del referendum sull&#8217;estensione dell&#8217;art.18 che mi vide protagonista nel comitato promotore regionale, in cui mi rimproveravano di combattere una battaglia persa in partenza. Una persona ha il dovere morale di lanciare alcune proposte&#8230;poi in democrazia occorre vedere quanti siano d&#8217;accordo..e se ci si accorge di non essere maggioranza si continuerà pacificamente a continuare a perorare le proprie posizioni.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Tony Pagoda</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2010/04/23/cronaca-di-un-consiglio/#comment-6933</link>
		<dc:creator>Tony Pagoda</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 20:01:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.liberascelta.it/?p=138#comment-6933</guid>
		<description>L'intervento di Sante di Biase è chiaro e coerente con le posizioni espresse in consiglio. In merito al cosidetto bilancio partecipato (cosa buona e giusta) non so se la sua maggioranza ne conosca il significato considerato il "grave precedente": in merito ai parcheggi a pagamento, la giunta aveva deciso " di avviare un tavolo aperto di confronto per raccogliere le diverse posizioni dei cittadini, associazioni, aziende, attività presenti sul territorio".

Durante il consiglio comunale si viene a sapere che questi tavoli aperti non sono stati altro che chiacchierate estemporanee con alcuni residenti.

Comportamento che denota scarsa serietà politica, mancanza di rispetto verso i cittadini e soprattutto la sfacciataggine di scrivere cose sapendo che non verrano realizzate.

Aspettiamoci un bilancio partecipativo estemporaneo discusso in piazza con alcuni residenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intervento di Sante di Biase è chiaro e coerente con le posizioni espresse in consiglio. In merito al cosidetto bilancio partecipato (cosa buona e giusta) non so se la sua maggioranza ne conosca il significato considerato il &#8220;grave precedente&#8221;: in merito ai parcheggi a pagamento, la giunta aveva deciso &#8221; di avviare un tavolo aperto di confronto per raccogliere le diverse posizioni dei cittadini, associazioni, aziende, attività presenti sul territorio&#8221;.</p>
<p>Durante il consiglio comunale si viene a sapere che questi tavoli aperti non sono stati altro che chiacchierate estemporanee con alcuni residenti.</p>
<p>Comportamento che denota scarsa serietà politica, mancanza di rispetto verso i cittadini e soprattutto la sfacciataggine di scrivere cose sapendo che non verrano realizzate.</p>
<p>Aspettiamoci un bilancio partecipativo estemporaneo discusso in piazza con alcuni residenti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Sante Di Biase</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2010/04/23/cronaca-di-un-consiglio/#comment-6932</link>
		<dc:creator>Sante Di Biase</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 16:35:07 +0000</pubDate>
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		<description>Penso che Giovanni abbia colto il senso del mio intervento in Consiglio comunale, che voglio ulteriormente ribadire. Penso che la realtà commerciale nei piccoli centri sia un problema certamente non affrontabile solo con affermazioni demagogiche sul problema parcheggi. Sono piuttosto evoluzioni della società contemporanea ( e consentitemi di dire non sempre da demonizzare dato che Giovanni ha pienamente ragione nel sottolineare la scarsa differenziazione dell'offerta locale ) che non hanno francamente nulla a che vedere con il fatto se un parcheggio si paghi o meno. Se poi da un parcheggio a pagamento derivano addirittura i destini di istituti bancari non posso negare che a stento ho trattenuto un sorriso quantomeno poco "rispettoso" del politically correct...chissà se il parcheggio di fronte la Merryl Linch fosse a pagamento o meno....! :-)))
Ho ricevuto negli ultimi giorni alcune aspre critiche sulla mia posizione assunta in merito nel dibattito consiliare ma penso che, al di là degli attuali assetti amministrativi, un consigliere abbia il dovere in primo luogo di esprimere con chiarezza indirizzi programmatici che coinvolgano l'intero paese e di non poter esimermi da questa peculiarità per "obblighi di scuderia" (che peraltro data la mia posizione politica autonoma all'interno del mio gruppo non mi sento affatto di vivere).
Poi, francamente, per una persona che ha fatto del bilancio partecipato una delle grandi linee guida della sua riflessione politica, penso che tali momenti politici non possano schematicamente seguire contingenze politiche dell'immediato ma che meritino ampia discussione al di là dello sterile contrapporsi tra maggioranza e opposizione. Capisco con amarezza che però la degenerazione del sistema politico italiano porti, soprattutto a livello locale, al progressivo abbandono di queste modalità di discussione, addirittura vivendo come un fastidio i momenti di concretizzazione consiliare delle scelte amministrative di una maggioranza. 
Mi verrebbe quasi da osservare, date le scelte nel firmare i post come il problema non sia "fermare il mondo per scendere" ma piuttosto si debba iniziare a darsi da fare per mettersi dietro di esso e iniziare a spingere per farlo ripartire...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che Giovanni abbia colto il senso del mio intervento in Consiglio comunale, che voglio ulteriormente ribadire. Penso che la realtà commerciale nei piccoli centri sia un problema certamente non affrontabile solo con affermazioni demagogiche sul problema parcheggi. Sono piuttosto evoluzioni della società contemporanea ( e consentitemi di dire non sempre da demonizzare dato che Giovanni ha pienamente ragione nel sottolineare la scarsa differenziazione dell&#8217;offerta locale ) che non hanno francamente nulla a che vedere con il fatto se un parcheggio si paghi o meno. Se poi da un parcheggio a pagamento derivano addirittura i destini di istituti bancari non posso negare che a stento ho trattenuto un sorriso quantomeno poco &#8220;rispettoso&#8221; del politically correct&#8230;chissà se il parcheggio di fronte la Merryl Linch fosse a pagamento o meno&#8230;.! :-)))<br />
Ho ricevuto negli ultimi giorni alcune aspre critiche sulla mia posizione assunta in merito nel dibattito consiliare ma penso che, al di là degli attuali assetti amministrativi, un consigliere abbia il dovere in primo luogo di esprimere con chiarezza indirizzi programmatici che coinvolgano l&#8217;intero paese e di non poter esimermi da questa peculiarità per &#8220;obblighi di scuderia&#8221; (che peraltro data la mia posizione politica autonoma all&#8217;interno del mio gruppo non mi sento affatto di vivere).<br />
Poi, francamente, per una persona che ha fatto del bilancio partecipato una delle grandi linee guida della sua riflessione politica, penso che tali momenti politici non possano schematicamente seguire contingenze politiche dell&#8217;immediato ma che meritino ampia discussione al di là dello sterile contrapporsi tra maggioranza e opposizione. Capisco con amarezza che però la degenerazione del sistema politico italiano porti, soprattutto a livello locale, al progressivo abbandono di queste modalità di discussione, addirittura vivendo come un fastidio i momenti di concretizzazione consiliare delle scelte amministrative di una maggioranza.<br />
Mi verrebbe quasi da osservare, date le scelte nel firmare i post come il problema non sia &#8220;fermare il mondo per scendere&#8221; ma piuttosto si debba iniziare a darsi da fare per mettersi dietro di esso e iniziare a spingere per farlo ripartire&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: zijuwa</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2010/04/23/cronaca-di-un-consiglio/#comment-6930</link>
		<dc:creator>zijuwa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 10:24:46 +0000</pubDate>
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		<description>Probabilmente in Italia siamo arrivati al punto per cui anche molti amministratori locali sono lontani dal cittadino. E questo perchè, se i politici ai livelli più alti riescono a fare una vita agiata con il solo stipendio da politico, a livello più basso i politici sono stati inglobati nel sistema dei favoreggiamenti e del posto di lavoro che viene dal sistema politico. Quindi anche gli amministratori locali, pur non avendo i vantaggi dei loro colleghi ai piani superiori, risultano comunque privilegiati rispetto al cittadino medio.
Faccio un esempio che viene dal Consiglio. Nel punto del Consiglio sui parcheggi, si discuteva come per evitare che le persone escano dal paese per andare a fare la spesa, i parcheggi a pagamento fossero una soluzione. Sante Di Biase faceva notare come il vero problema sono i prezzi dei prodotti dei nostri commecianti rispetto a quelli che riescono a fare i centri commerciali. Qui mi ricollego ai politici che sono fuori dal mondo dei normali. Antonietta Di Biase diceva invece che noi dobbiamo preferire la qualità, e quindi i prodotti che vendono a Lettomanoppello, rispetto ad andare nei centri commerciali per avere un prodotto di dubbia qualità. E' un bel discorso senza dubbio, e tutti vorrebbero acquistare prodotti di qualità rispetto a prodotti commercali, ma questo non fa parte della realtà, e il motivo principale sono i prezzi, al quale si aggiunge la scarsa differenziazione dell'offerta. Non si può dibattere sul fatto che i prezzi dei piccoli negozi non potranno mai essere competitivi rispetto a quelli dei centri commerciali. Ai piccoli negozi rimangono quindi i clienti d'élite, i piccoli acquisti e chi compra prodotti buoni per un'occasione e per la domenica. E' un processo inevitabile se non c'è differenziazione del prodotto. Sfido il consigliere A. Di Biase ad acquistare la stessa quantità di prodotti con lo stesso budget in paese o in un centro commerciale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente in Italia siamo arrivati al punto per cui anche molti amministratori locali sono lontani dal cittadino. E questo perchè, se i politici ai livelli più alti riescono a fare una vita agiata con il solo stipendio da politico, a livello più basso i politici sono stati inglobati nel sistema dei favoreggiamenti e del posto di lavoro che viene dal sistema politico. Quindi anche gli amministratori locali, pur non avendo i vantaggi dei loro colleghi ai piani superiori, risultano comunque privilegiati rispetto al cittadino medio.<br />
Faccio un esempio che viene dal Consiglio. Nel punto del Consiglio sui parcheggi, si discuteva come per evitare che le persone escano dal paese per andare a fare la spesa, i parcheggi a pagamento fossero una soluzione. Sante Di Biase faceva notare come il vero problema sono i prezzi dei prodotti dei nostri commecianti rispetto a quelli che riescono a fare i centri commerciali. Qui mi ricollego ai politici che sono fuori dal mondo dei normali. Antonietta Di Biase diceva invece che noi dobbiamo preferire la qualità, e quindi i prodotti che vendono a Lettomanoppello, rispetto ad andare nei centri commerciali per avere un prodotto di dubbia qualità. E&#8217; un bel discorso senza dubbio, e tutti vorrebbero acquistare prodotti di qualità rispetto a prodotti commercali, ma questo non fa parte della realtà, e il motivo principale sono i prezzi, al quale si aggiunge la scarsa differenziazione dell&#8217;offerta. Non si può dibattere sul fatto che i prezzi dei piccoli negozi non potranno mai essere competitivi rispetto a quelli dei centri commerciali. Ai piccoli negozi rimangono quindi i clienti d&#8217;élite, i piccoli acquisti e chi compra prodotti buoni per un&#8217;occasione e per la domenica. E&#8217; un processo inevitabile se non c&#8217;è differenziazione del prodotto. Sfido il consigliere A. Di Biase ad acquistare la stessa quantità di prodotti con lo stesso budget in paese o in un centro commerciale.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2010/04/23/cronaca-di-un-consiglio/#comment-6929</link>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 10:06:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.liberascelta.it/?p=138#comment-6929</guid>
		<description>I problemi sollevati da Nando Conte sono reali, la famiglia è diventata un ambiente di abusi e violenze e l'italia è tra i primi posti nelle classifiche mondiali. In una nazione governata per decenni da un partito d'ispirazione cristiana, sede del papato che, hanno improntato la loro azione politica ed evangelica sul valore della famiglia questi sono i risultati.

Lo stato dovrebbe investire molto più soldi nei servizi pubblici che forniscono spazi di ascolto a chi soffre. Tanti, troppo delitti in famiglia sono compiute da persone che vivono in uno stato di disagio mentale. Se qualcuno parlasse con loro, li aiutasse a uscire dal tunnel a cui sono finiti, di stragi familiari ce ne sarebbero di meno.

Il problema è che questi SERVIZI PUBBLICI diventano spesso meri strumenti di propaganda politica utilizzati per crare clientele, parassitismo, sperpero di denaro pubblico, a discapito del cittadino bisognoso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I problemi sollevati da Nando Conte sono reali, la famiglia è diventata un ambiente di abusi e violenze e l&#8217;italia è tra i primi posti nelle classifiche mondiali. In una nazione governata per decenni da un partito d&#8217;ispirazione cristiana, sede del papato che, hanno improntato la loro azione politica ed evangelica sul valore della famiglia questi sono i risultati.</p>
<p>Lo stato dovrebbe investire molto più soldi nei servizi pubblici che forniscono spazi di ascolto a chi soffre. Tanti, troppo delitti in famiglia sono compiute da persone che vivono in uno stato di disagio mentale. Se qualcuno parlasse con loro, li aiutasse a uscire dal tunnel a cui sono finiti, di stragi familiari ce ne sarebbero di meno.</p>
<p>Il problema è che questi SERVIZI PUBBLICI diventano spesso meri strumenti di propaganda politica utilizzati per crare clientele, parassitismo, sperpero di denaro pubblico, a discapito del cittadino bisognoso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: positivo</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2010/04/23/cronaca-di-un-consiglio/#comment-6928</link>
		<dc:creator>positivo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 08:14:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.liberascelta.it/?p=138#comment-6928</guid>
		<description>@fermante il mondo...

Ma come!! con quasi  cinquantamila euro che il Comune di Lettomanoppello paga ogni anno col Piano di Zona al carrozzone clientelare dell'Azienda Majella e Morrone s.p.a., prossima a "defungere" per tracollo da debiti (e prossima a "risorgere" come la fenice con altro nome e stessi "clienti"), mi dici che la nostra Amministrazione non "cura" i problemi sociali dei suoi cittadini?

Col mantenimento di ben 23 associazioni sul territorio, con contributi tratti dalle tasche dei cittadini, mi dici che il nostro Comune pensa solo a telecamere, parcheggi a pagamento ed aumento delle tasse, senza preoccuparsi di finanziare le feste da "tarallucci e vino"?.

Ma dai, mondo che gira.., pensa in positivo!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@fermante il mondo&#8230;</p>
<p>Ma come!! con quasi  cinquantamila euro che il Comune di Lettomanoppello paga ogni anno col Piano di Zona al carrozzone clientelare dell&#8217;Azienda Majella e Morrone s.p.a., prossima a &#8220;defungere&#8221; per tracollo da debiti (e prossima a &#8220;risorgere&#8221; come la fenice con altro nome e stessi &#8220;clienti&#8221;), mi dici che la nostra Amministrazione non &#8220;cura&#8221; i problemi sociali dei suoi cittadini?</p>
<p>Col mantenimento di ben 23 associazioni sul territorio, con contributi tratti dalle tasche dei cittadini, mi dici che il nostro Comune pensa solo a telecamere, parcheggi a pagamento ed aumento delle tasse, senza preoccuparsi di finanziare le feste da &#8220;tarallucci e vino&#8221;?.</p>
<p>Ma dai, mondo che gira.., pensa in positivo!!!</p>
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