Majella - Difendiamola

Grazie alla collaborazione della dott.ssa Maria Rita D’Orsogna siamo riusciti a “scovare” un testo che praticamente dimostra perlomeno gli interessi a studi sulla nostra montagna, nel nostro Parco.
Il testo, datato 30 settembre 2008, ed intitolato “RIPARTE LA RICERCA PETROLIFERA IN ITALIA: COINVOLTI I GEOLOGI DELL’UNIVERSITA’ DI CAMERINO” è visibile all’indirizzo http://www.unicam.it/unicam-info/archivio/articoli/petrolio.htm.
L’articolo pone in rilievo la situazione per la quale essendo alcune compagnie petrolifere interessate nel ricercare nuove aree estrattive, gli studiosi di Scienza della Terra traggono un gran beneficio da tutto ciò, in quanto si permette loro di applicare i loro studi, di fare esperienza. Si parla perciò di “nuove opportunità alla ricerca italiana nel campo di Scienze della Terra“, e di come “Non si può, infine, non evidenziare l’effetto che ciò può avere in futuro sulla qualità dell’ambiente naturale nel quale si svolge la vita delle nostre comunità“.

Sempre un link gentilmente fornitoci dalla D’Orsogna, http://ngm.nationalgeographic.com/2009/03/canadian-oil-sands/kunzig-text, vi mostrerà gli effetti in un giacimento canadese.

Per completezza di informazione è però doveroso pubblicare una parte della risposta che Emanuele Tondi (docente e ricercatore del Dipartimento di Scienze della Terra presso l’università di Camerino) dà sul blog della D’Orsogna, una risposta che ci può in parte rincuorare:
Lettomanoppello è ancor più interessante in quanto c’è il bitume nelle rocce e quindi è un vero e proprio giacimento di geofluidi a cielo aperto, da osservare, Maria Rita, esclusivamente da osservare e studiare. A questo sono finalizzate le escursioni con studenti, ricercatori e esperti delle società petrolifere, i quali, in questo modo, hanno anche modo di conoscere ed apprezzare il territorio e la gente dell’Abruzzo.
Sia la Majella che la cava di Lettomanoppello sono per noi un patrimonio, oltre che naturalistico, anche scientifico, e quindi siamo “due volte” interessati a preservarli, così come sono.
Spero che l’equivoco sia chiarito e, anzi, mi rendo disponibile, per chi è interessato, a guidare una escursione in Majella allo scopo di illustrare alcuni caratteri della geologia abruzzese non sempre noti, tra i quali l’aspetto legato alle manifestazioni bituminose.
Un cordiale saluto e…VIVA IL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA!!!

Quindi possiamo capire come gli studiosi vengano nel nostro territorio per fare studi geologici. L’amministrazione comunale probabilmente dovrebbe conoscere queste cose, cosa che non risulta comunque ufficialmente, così come da risposta del Sindaco (risposta all’interrogazione presente in Consiglio comunale 24 giungo 2009).
C’è inoltre da sapere che i territori interessati sono di proprietà della Italcementi, e dovrebbero essere quelli nei pressi della SAMA e probabilmente quelli in zona Cese.

Riprendo un interessante commento da parte di “ade” che dice “Fate caso all’inidenza di malattie importanti che colpiscono i giovani in una comunita’ piccola come la nostra“. Sarebbe importante informarsi su questi casi, fare studi per capire a cosa sia dovuto tutto ciò. Se ci sono delle statistiche si prega di renderle accessibili. Ci impegneremo a studiare la situazione.

Libera Scelta invita la cittadinanza lettese all’informazione, nella speranza che avendo le giuste conoscenze si evitino scempi e disastri ambientali. Non più passivi dinnanzi i poteri forti e le false promesse!

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28 Risposte a “Majella - Difendiamola”

  1. Metello Dice:

    Le manifestazioni bituminose sono note dall’epoca romana, quando tale materiale veniva prelevato per rendere impermeabile il fondo delle navi.
    La domanda che vorrei rivolgere al Dott. Emanuele Tondi è questa: perchè le multinazionali del petrolio finanziano le ricerche del dipartimento di geologia dell’università di Camerino…? per apprezzare le belezze della montagna di Lettomanoppello…ma davvero vuole metterci a credere questa favola…!!!
    Credo che ci sono altre apsettative dalle attività che state svolgendo sul territorio di Lettomanoppello, che a quanto pare, sono contestuali ad altre iniziative non solo d’Abruzzo ma anche nel resto d’Italia.

  2. Sante Di Biase Dice:

    Dietro visione dell’interrogazione presentata dal gruppo consiliare di Libera Scelta ho avuto la premura di contattare il Magnifico Rettore dell’Università di Camerino, dr. Fulvio Esposito relativamente alle attività di ricerca che interessano il sottosuolo del nostro territorio comunale, ricevendo l’assoluta conferma che si tratta di studi preliminari atti ad acquisire ulteriori informazioni sulla natura e le dinamiche dei giacimenti di bitume al fine di elaborare progetti di studio tesi ad una migliore comprensione dei processi di interazione con i vari paesaggi ambientali tra i quali quello della Maiella. Ovviamente ognuno è libero di pensare che dietro tali ricerche possano esserci retroscena legati ad un eventuale processo estrattivo a fini petroliferi sul nostro territorio, ipotesi peraltro smentita dal Magnifico Rettore. Quello che penso è che occorre ribadire con chiarezza la ferma contrarietà dell’attuale maggioranza comunale ad uno scenario di sfruttamento delle eventuali risorse petrolifere presenti sul territorio lettese, ribadendo l’apprezzamento per il campanello d’allarme attivato dall’iniziativa che ha visto la presenza nel nostro Comune della stimata prof.sa D’Orsogna.
    Da parte mia posso garantire che ho informato il Consigliere Regionale Walter Caporale dei fatti, ricevendo le più ampie garanzie sull’attenzione che mostrerà in futuro nell’espletare il suo incarico nell’inforrmare la comunità lettese di eventuali notizie relative ad ulteriori sviluppi degli studi sul sottosuolo e sulle risorse bituminose.

  3. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    sulla Shell e’ meglio non spendere parole perhce’ si sa chi sono e cosa sono capaci di fare (chiedere ai morti della Nigeria per averne un’idea)

    su Walter Caporale ho le mie riserve dato che usa la politica solo per sistemare i parenti

    http://www.spreconi.it/2008/11/abruzzo-portabo.html

    se Shell e Caporale sono i riferimenti per Lettomanoppello allora sono cazzi amari….

  4. Mario Di Mascio Dice:

    La riposta all’interrogazione di Libera Scelta sulla “questione petrolizzazione a Lettomanoppello” non è molto tranquillizzante poiché il Sindaco afferma, in sintesi, di essere “completamente all’oscuro” di tutto ciò, cosa che non significa che “non esista” alcun tentativo di aggressione sul territorio!

    Siamo comunque fiduciosi della promessa del Sindaco di riportare alla discussione del Consiglio Comunale ogni eventuale questione sul tema di cui l’amministrazione dovesse venire a conoscenza.

  5. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    La Shell e’ una multinazionale anglo-olandese e tra le piu’ a livello mondiale per dimensioni e fatturato

    accusata (e provata con il maxi rimborso di 20 milioni di dollari dato al figlio del prinicipale oppositore della politica distruttiva Shell in Nigeria, morto ammazzato) di collaborare con il regime militare nigeriano per sfruttare la Nigeria e prendersi il petrolio distruggendo l’ambiente, affamando la gente e spingendo la gente all’emigrazione clandestina verso le coste italiane (la percentuale piu’ grossa di quelli che sbarcano col gommone sono nigeriani come anche le prostitute sulle vostre strade)

    la sede mondiale e’ a Den Haag a 2 passi da casa mia, propongo a Nicola, Veronica ed al gruppo di libera di organizzare un viaggio in Olanda per la protesta ;-) con festa finale a leidesplein ad Amsterdam

    ah ah ah

    ps
    la Shell e’ una brutta bestai…

  6. Alias Dice:

    Bisogna considerare che le compagnie petrolifere non sono società filantropiche, se decidono di spendere loro fondi per una ricerca universitaria è per avere un ritorno economico nell’immediato o nel futuro.

    E’ da notare la “strana coincidenza” che questi studi sono iniziati dopo che il governo italiano ha concesso l’autorizzazione a multinazionali del petrolio di effettuare ricerche petrolifere sul nostro territorio.

    D’altronde il comunicato ufficiale dell’Università di Camerino parla chiaro quando dice: “La nuova fase di esplorazione petrolifera da poco intrapresa nel Mar Adriatico e nella dorsale appenninica da parte di alcune compagnie private quali Shell, Total ed ENI apre infatti nuovi scenari nel campo delle Scienze della Terra in Italia.”

  7. Mario Di Mascio Dice:

    L’attenzione che le multinazionali del petrolio stanno volgendo verso l’Abruzzo e le nostre zone potrebbe anche sembrare “lusinghiera” in vista della possibile creazione di nuovi posti di lavoro e, quindi, aumento del reddito e del benessere.

    Questa è una ipotesi che ho sentito sventolare da qualcuno!

    Ma è facile capire che, perlomeno, si tratta di una vana speranza, a volte dettata dalla secolare predisposizione un po’ “borbonica” che induce le popolazioni del sud Italia ad attendere sempre qualche intervento esterno risolutivo per i problemi nostrani, evitando di “rimboccarsi le maniche”; mentalità questa che, per fortuna, comincia a mostrare qualche cedimento.

    La speranza è vana perché, come del resto la Prof. D’orsogna ha spiegato perfettamente e senza nessuna “enfasi eversiva”, le attività petrolifere paventate rivestono l’aspetto di una vera e propria aggressione al territorio con nulla, o poco, benessere per i residenti; anzi, i fanghi di risulta (quelli usati durante le trivellazioni) e la parziale lavorazione in loco del prodotto grezzo sarebbero da soli già sufficienti per degradare pesantemente l’ambiente in termini di contaminazione di metalli pesanti ed acidi a base solforosa.

    Il risultato sarebbe , probabilmente, il definitivo tramonto di una speranza di evoluzione turistica ed ambientalistica del territorio, a fronte di un’atmosfera carica delle esalazioni di idrocarburi aromatici (il classico odore della benzina ed affini), di falde acquifere (e quindi le vecchie fontane sorgive nostrane, come Pirella, Fonte Marte, se non anche la zona Pilone del Lavino, ecc…) cariche di composti acidi e pesanti (si vocifera di piombo, cadmio, mercurio, ecc…), ovvero la possibile impennata esponenziale della curva dell’incidenza di malattie gravi come i tumori (già adesso non è che ci sia da scherzare!).

    Un caso importante che può essere rapportato alla (possibile) situazione abruzzese è rappresentato dalla Basilicata, terra selvaggia, lussureggiante di verde, bellissima da un punto di vista ambientale e ricca di parchi naturali che, fino alla fine degli anni ottanta (se ricordo bene), scommetteva sulle sue bellezze per incrementare il turismo, e che ora sembra essere scomparsa dalla mappa del benessere italiano.
    Tutto ciò dopo l’aggressione delle trivelle che la Basilicata ha subito negli ultimi vent’anni, deturpandone l’ambiente senza nessuna ricaduta seria in tema di occupazione, oltre che distruggendo quel po’ di speranza di benessere che avrebbe potuto avere col turismo.

    Allora, stiamo attenti che le multinazionali, come hanno abbondantemente dimostrato in tutto il mondo, non verrebbero a portarci il benessere ma solo a depredarci delle nostre ricchezze. Rimbocchiamoci le maniche e pensiamo noi al nostro benessere scommettendo sull’unica “industria” possibile dalle nostre parti che è quello del turismo ambientalista e naturalista, senza per questo assumere forme “massimaliste”, visto che il rispetto dell’ambiente può essere coniugato con uno sviluppo compatibile sul territorio

  8. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    @Mario

    quando arrivano le multinazionali petrolifere hanno gia personale specializzato da impiegare

    l’Abruzzo ha la fortuna di avere mare, montagna e relativa vicinanza ad una magnifica citta’ come Roma

    inoltre abbiamo un aeroporto che e’ diventato hub Ryanair con numerosi collegamenti internazionali

    e’ un peccato che:
    - non si rispetti mare e montagna a livello individuale ed istituzionale (legge antisole e legge fogna, approvata anche dal verde Caporale, numerose cave e porti turistici dannosissimi a livello ambientale)
    -i trasposti pubblici ed i collegamenti con Roma (ed interni) siano penosi e disincentivanti per chi viene dall’esterno
    - che non si e’ incentivati per imparare inglese o altre lingue straniere
    - che non venga fatta seria promozione turistica e che vengano usati i soldi pubblici solo per sistemare amici (l’affitto dell’uffico di rappresentanza a Bruxelles per promozione turistica, dove sono stato, non fa nessuna attivita’ e solo di affitto costa 6000 euro al mese escludendo gli altissimi stipendi dei dipendenti)
    - che non vengano fatte piste ciclabili serie (amate dagli stranieri, specie del nord Europa)
    ……………………………

    potrei scrivere per ore ma penso di essere stato chiaro sul concetto e se continuate a fare svolte distruttive verso l’ambiente vi ritroverete sempre piu’ disoccupati (o in cassa integrazione) a favore degli interessi di pochissimi in un ambiente desolante (chiedete ai lucani come e’ stata ridotta la loro terra e come era la loro qualita’ della vita)

  9. Mario Di Mascio Dice:

    Appunto…. Mi pare che concordiamo!

  10. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    Un’altra cosa…

    La promozione turistica si fa a livello nazionale (come fa la Spagna) se si vuole avere successo e non a livello regionale come si fa adesso (dove si fa solo clientelismo)

    Per questo ho visto con favore la re-Istituzione del ministero del Turismo (cancellato dal referendum) da parte del Governo Berlusconi

    L’unico problema e’ che a capo del Ministero e’ stata messa una incompetente come Michela Vittoria Brambilla

    Famosa, come la Carfagna, non per le sue capacita’ ma perche’ “ingoia”

    cmq contenti voi, che gli pagate lo stipendio, contenti tutti…

  11. mefisto54 Dice:

    certe malattie devastanti forse sono dovute alla storia che ci lega fortemente al bitume e all’asfalto?c’è qualche cristo che si prende la bega di studiare attentamente la nostra storia? siccome non credo affatto alla conversione ambientalistica di amministratori che hanno permesso lo scempio cava,chiedo a voi minoranze di adoperarvi per far fare uno studio attento per cercare di capire come mai in una piccola comunità come la nostra c’è un numero così elevato di giovani portatori di malattie devastanti per loro e per la loro famiglia.

  12. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    mefisto 54

    ti riferisci ad un ipotetico inquinamento ambientale che porta malattie di cui il caso emblematico di Bussi e’ solo la punta dell’iceberg di un comportamento diffuso?

    e a questo che ti riferisci?

  13. mefisto54 Dice:

    i nostri amministratori e noi tutti dovremmo presentarci come parte civile al processo bussopoli perchè abbiamo ingerito anche noi l’acqua inquinata,e dovremmo preoccuparcene seriamente; quindi è ovvio che alla questine bitume-asfalto dobbiamo aggiungerci l’acqua. HANNO E VOGLIONO CONTINUARE A DEVASTARE IL NOSTRO TERRITORIO.

  14. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    @mefisto

    ti rispondo come ti risponderebbe una persona “normale” (senza riferirmi a nessun caso)

    “se ha distrutto l’ambiente, ha fatto ammalare delle persone, ha guadagnot dei soldi e non e’ andato in galera allora e’ piu’ fregno di me”

    il tuo punto di vista cade alla base, rassegnati e vai avanti..

  15. mefisto54 Dice:

    è vero che vivono nel lusso fregandosene del male che arrecano ,ma non per questo sono fregni.vi sono anche spacciatori di droghe che non vanno in galera,ma non per questo sono fregni:MEGLIO L’ONESTA’ e poi,prima o dopo saranno giudicati e ripiomberanno nelle loro miserie.CRISTO I MERCANTI LI SCACCIO’ DAL TEMPIO.

  16. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    @mefisto

    chiedi in giro e vedi cosa ti rispondono….

    provare per credere

    cia’

    fab

  17. Arturo Iovine Dice:

    Povero paese, senza più rispetto per la sua terra, offeso nella morale, immerso di bruttezza, genuflesso e servile. Cosa ci salverà?

  18. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    una curiosita’

    l’ambiente e’ al piu’ grossa ricchezza che avete da quelle parti

    una volta sfregiato quello cosa vi resta?

  19. mefisto54 Dice:

    purtroppo siamo maledettamente assuefatti a cicli di potere ventennali e questo ci ha sempre rattrappiti,però questa volta nel nostro territorio vi sono delle novità che possono (se sapranno lavorare bene)scuotere le coscienze e aprire nuovi orizzonti.la nascita del movimento “la ghiandaia”ha il preciso scopo di portarci verso un’ambientalismo possibile e di spronarci a lottare per la difesa del nostro territorio.UN’ALTRA LETTOMANOPPELLO E’ POSSIBILE.

  20. LetteseCurioso Dice:

    La ghiandaia è nata per fare la guerra al Comune a suon di carta bollata, e forse è stata “usata” da alcuni dei suoi rappresentanti; ma sia durante la campagna elettorale che dopo, con la sua rappresentanza, mi pare che abbia già capitolato.

  21. Metello Dice:

    Vogliamo essere realisti…e allora Lettomanoppello ha molto ma molto poco rispetto ai paesi del comprensorio, e quel poco che abbiamo ce lo stiamo giocando. Non possiamo contare su un santuario come il volto santo o eremi celestiniani come quelli di Roccamorice. L’unica attrattiva che ci pone alla pari delle comunità vicine è la natura.
    Dobbiamo capire, però, cosa vogliamo dal nostro territorio: petrolio o benessere collettivo e qualità della vità…!

  22. Cittadino Libero Dice:

    Lo sviluppo non è solo l’ambiente, ma questo è l’argomento, e si potrebbe, ad esempio, far crescere i nostri giovani con la conoscenza per la natura che ci circonda.
    Noi si parla di natura, di difenderla, ma in quanti la conoscono? A scuola o fuori scuola approfondire questi argomenti, arrivare a conoscere almeno 100 piante e 10 animali che popolano il notro territorio. La conoscenza come base! Potrebbe essere anche un modo di far riavvicinare gli anziani ed i giovani. Non parlo quindi di una manifestazione, ma di una vera e propria routine.
    Senza conoscenza non si va da nessuna parte, e si cede più facilmente alle tentazioni!

    Libera Scelta, chiedo a te, proponi un progetto del genere (a lungo termine) con il Parco!
    vedo che hanno questa pagina http://www.parcomajella.it/att_programmiPerLeScuole.asp sul loro sito. Quindi teoricamente :-| c’è un qualche interesse alla formazione.

  23. nando conte Dice:

    Entrando in negozio di ferramenta trovo un bimbo attento a scegliere un rubinetto, lo prendeva , lo appoggiava a muro e lo riponeva, il padre nel vederlo indeciso gli chiese : allora hai deciso quale dobbiamo aquistare per la nostra cucina ?
    -Certo pa’ , appena trovo quello che funziona .
    -Come funziona ? - Rispose il padre.
    - Mbe Pa’ , li sto provando tutti , ma da nessuno finora quando giro la manopola esce l’acqua .
    Il padre , stupefatto , si guarda intorno ed esclama - ma alla scol ch vann szegne ? -

    Oggi alla quinta elementare i nostri figli conoscono l’inglese e non conoscono la differenza tra l’insalata e la bietola .
    Conoscono l’intera galassia e non si sanno muovere nella loro contrada, grazie alle calcolatrici fanno conti impossibili e non conoscono la tabellina,
    insomma la scuola non insegna più a diventare uomo partendo da zero , ma si dà per scontato che alcune cose non sono più utili.
    Sapete qual’è il maggior terrore oggi ?
    La mancanza della luce elettrica, non per paura del buio .
    In un prossimo futuro chi vuole conquistare il mondo deve solo minacciarci di toglierci la corrente , tanto fra qualche anno tra la gente comune nessuno più saprà produrla. Nessuno più saprà accendere un fuoco , nessuno più saprà coltivare. Insomma l’uomo sta avendo una evoluzione al contrario , chi è più intelligente tra mio nonno che con le sue mani produceva cibo e me che al mercato riesco sempre a scegliere la frutta marcia ?

    Questo vale anche per la nostra montagna , dobbiamo capire come e quando le miniere erano produttive, i sistemi di estrazione erano tali da permettere alla natura di rigenerarsi.

    Oggi tutto questo non è più possibile , le nostre abitudini sono tali da non poterci pemettere di cambiare i nostri luoghi , le nostre abitudini , la nostra aria , semmai dobbiamo fare uno studio sul territorio per capire come ricavare utilità per tutta la collettività , ma questo deve partire dall’interno della comunità Lettese e non dall’esterno , dove i sentimenti , i ricordi non sono tali e prioritari.

    Evitiamo la retorica e rimbocchiamoci le maniche , facciamoci trovare pronti e uniti nelle scelte da fare , maggioranza e opposizione , bianchi e rossi , uomini e donne , associazioni e partiti, gruppi e singoli , insomma tutta Lettomanoppello per un unico obiettivo : CHI ERAVAMO, CHI SIAMO E CHI VOGLIAMO ESSERE . Conte Nando.

  24. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    altra porcheria trovata a Francavilla

    http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=21757

  25. lucio 59 Dice:

    Utilizzo questo sito per fare un appunto al Sindaco di questo paese e ai consiglieri di minoranza, per far si che certe cose non succedono più, non riesco ancora a capire il compito dei vigili urbani al servizio del nostro comune, ho notato che in molte occasioni durante le funzioni funebri (correggetemi se sbaglio) i vigili che dovrebbero fare il servizio d’ordine in alcune funzioni sono presenti in altri no, quindi voglio dire che neanche nell’aldilà siamo tutti uguali come recitava Totò (la livella ),augurandomi che questo messaggio venga letto anche dal Sindaco in modo che possa prendere provvedimenti in merito aspettando qualche risposta vi saluto a presto

  26. Enrico Di Paolo Dice:

    Ciao a tutti,
    qui di seguito riporto il link sull’osservazione da me fatta.
    Non sono osservazioni da tecnico ma da amante del proprio territorio, che conosce bene come si elabora e quali sono gli interessi nella formazione di un programma edilizio e urbanistico, quindi non abbraccia tutte le sfaccettature contenuto nel piano ma solo quelle realmente importanti e che sono oggetti della variante.

    Date uno sguardo:

    http://docs.google.com/View?id=dfxhwbcc_69dc9hdvhg

  27. alessandro toppi Dice:

    x lettese curioso
    ” La ghiandaia è nata per fare la guerra al Comune a suon di carta bollata, e forse è stata “usata” da alcuni dei suoi rappresentanti; ma sia durante la campagna elettorale che dopo, con la sua rappresentanza, mi pare che abbia già capitolato. ”
    questo è quello che tu hai scritto. mi sento di fare alcune osservazioni. la ghiandaia di cui faccio parte è nata per cercare di risolvere un problema creato dall’allora amm/ne comunale. su questo abbiamo fatto un report che abbiamo distribuito a tutti, se non ce l’hai me lo chiedi e te lo do. poi, visto che io sono il rappresentante della ghiandaia in comune, perchè avremmo capitolato? cosa è stato fatto o non fatto dopo due consigli comunali “tecnici ” per affermare che la ghiandaia è capitolata? mi piacerebbe chiamarti per nome e cognome e non lettese curioso.
    alessandro toppi

  28. anna Dice:

    mi ha colpita un’affermazione della D’Orsogna e del suo collega a proposito delle fonti di energia.
    La differenza tra le fonti esauribili è quelle rinnovabili non è solo nell’impatto ambientale, ma anche nella concentrazione o meno della loro gestione (e dei relativi profitti) nelle mani di una o più persone.
    Il petrolio non potrà mai arricchire questo paese, come non ha potuto arricchire la Nigeria o la Basilicata, perchè il possesso dei mezzi di estrazione e lavorazione è nelle mani di un oligopolio (le compagnie petrolifere).

    I danni ambientali, alle risorse naturali, alla salute (cfr il discorso sui tumori, e la preoccupazione della D’Orsogna nel vedere gli alberi al campo sportivo tutti secchi…), invece, sono “equamente” ripartiti (ma in fondo non è vero nemmeno questo: chi avrà tratto i profitti, magari, sarà felicemente in vacanza in quelche isola tropicale, mentre noi resteremo a subire gli effetti delle trivellazioni…)

    Le fonti rinnovabili, al contrario, per loro natura sono “democratiche”. Ognuno è proprietario della propria sorgente di energia, come nel caso dei pannelli solari, con impatto ambientale minimo, risparmio, autosufficienza. Si creerebbe una sorta di “reticolo energetico”, in cui ogni singolo produttore potrebbe rifornire se stesso ed i vicini, con equa distribuzione dei vantaggi e ampio recupero delle spese.

    Mi chiedo perchè, se questa soluzione è la migliore per tutti, continuiamo a permettere che si rischi la devastazione del nostro ambiente, solo per permettere a pochissimi di ottenere guadagni vertiginosi.

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