Libertà e Giustizia

Completamente in linea con l’associazione “Libertà e Giustizia”, ne pubblichiamo l’appello.
“Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme”
Norberto Bobbio
Rompiamo il silenzio. Mai come ora è giustificato l’allarme. Assistiamo a segni inequivocabili di disfacimento sociale: perdita di senso civico, corruzione pubblica e privata, disprezzo della legalità e dell’uguaglianza, impunità per i forti e costrizione per i deboli, libertà come privilegi e non come diritti. Quando i legami sociali sono messi a rischio, non stupiscono le idee secessioniste, le pulsioni razziste e xenofobe, la volgarità, l’arroganza e la violenza nei rapporti tra gli individui e i gruppi. Preoccupa soprattutto l’accettazione passiva che penetra nella cultura. Una nuova incipiente legittimità è all’opera per avvilire quella costituzionale. Non sono difetti o deviazioni occasionali, ma segni premonitori su cui si cerca di stendere un velo di silenzio, un velo che forse un giorno sarà sollevato e mostrerà che cosa nasconde, ma sarà troppo tardi.
Non vedere è non voler vedere. Non conosciamo gli esiti, ma avvertiamo che la democrazia è in bilico.
Pochi Paesi al mondo affrontano l’attuale crisi economica e sociale in un decadimento etico e istituzionale così esteso e avanzato, con regole deboli e contestate, punti di riferimento comuni cancellati e gruppi dirigenti inadeguati. La democrazia non si è mai giovata di crisi come quella attuale. Questa può sì essere occasione di riflessione e rinnovamento, ma può anche essere facilmente il terreno di coltura della demagogia, ciò da cui il nostro Paese, particolarmente, non è immune.
La demagogia è il rovesciamento del rapporto democratico tra governanti e governati. La sua massima è: il potere scende dall’alto e il consenso si fa salire dal basso. ll primo suo segnale è la caduta di rappresentatività del Parlamento. Regole elettorali artificiose, pensate più nell’interesse dei partiti che dei cittadini, l’assenza di strumenti di scelta delle candidature (elezioni primarie) e dei candidati (preferenze) capovolgono la rappresentanza. L’investitura da parte di monarchie o oligarchie di partito si mette al posto dell’elezione. La selezione della classe politica diventa una cooptazione chiusa. L’esautoramento del Parlamento da parte del governo, dove siedono monarchi e oligarchi di partito, è una conseguenza, di cui i decreti-legge e le questioni di fiducia a ripetizione sono a loro volta conseguenza.
La separazione dei poteri è fondamento di ogni regime che teme il dispotismo, ma la demagogia le è nemica, perché per essa il potere deve scorrere senza limiti dall’alto al basso. Così, l’autonomia della funzione giudiziaria è minacciata; così il presidenzialismo all’italiana, cioè senza contrappesi e controlli, è oggetto di desiderio.
Ci sono però altre separazioni, anche più importanti, che sono travolte: tra politica, economia, cultura, e informazione; tra pubblico e privato; tra Stato e Chiesa. L’intreccio tra questi fattori della vita collettiva, da cui nascono collusioni e concentrazioni di potere, spesso invisibili e sempre inconfessabili, è la vera, grande anomalia del nostro Paese. Economia, politica, informazione, cultura, religione si alimentano reciprocamente: crescono, si compromettono e si corrompono l’una con l’altra. I grandi temi delle incompatibilità, dei conflitti d’interesse, dell’etica pubblica, della laicità riguardano queste separazioni di potere e sono tanto meno presenti nell’agenda politica quanto più se ne parla a vanvera.
Soprattutto, il risultato che ci sta dinnanzi spaventoso è un regime chiuso di oligarchie rapaci, che succhia dall’alto, impone disuguaglianza, vuole avere a che fare con clienti-consumatori ignari o imboniti, respinge chi, per difendere la propria dignità, non vuole asservirsi, mortifica le energie fresche e allontana i migliori. È materia di giustizia, ma anche di declino del nostro Paese, tutto intero.
Guardiamo la realtà, per quanto preoccupante sia. Rivendichiamo i nostri diritti di cittadini. Consideriamo ogni giorno un punto d’inizio, invece che un punto d’arrivo. Cioè: sconfiggiamo la rassegnazione e cerchiamo di dare esiti allo sdegno.
Che cosa possiamo fare dunque noi, soci e amici di Libertà e Giustizia? Possiamo far crescere le nostre forze per unirle alle intelligenze, alle culture e alle energie di coloro che rendono vivo il nostro Paese e, per amor di sé e dei propri figli, non si rassegnano al suo declino. Con questi obiettivi primari.
Innanzitutto, contrastare le proposte di stravolgimento della Costituzione, come il presidenzialismo e l’attrazione della giurisdizione nella sfera d’influenza dell’esecutivo. Nelle condizioni politiche attuali del nostro Paese, esse sarebbero non strumenti di efficienza della democrazia ma espressione e consolidamento di oligarchie demagogiche.
Difendere la legalità contro il lassismo e la corruzione, chiedendo ai partiti che aspirano a rappresentarci di non tollerare al proprio interno faccendieri e corrotti, ancorché portatori di voti. Non usare le candidature nelle elezioni come risorse improprie per risolvere problemi interni, per ripescare personaggi, per pagare conti, per cedere a ricatti. Promuovere, anche così, l’obbligatorio ricambio della classe dirigente.
Non lasciar morire il tema delle incompatibilità e dei conflitti d’interesse, un tema cruciale, che non si può ridurre ad argomento della polemica politica contingente, un tema che destra e sinistra hanno lasciato cadere. Riaffermare la linea di confine, cioè la laicità senza aggettivi, nel rapporto tra lo Stato e la Chiesa cattolica, indipendenti e sovrani “ciascuno nel proprio ordine”, non appartenendo la legislazione civile, se non negli stati teocratici, all’ordine della Chiesa.
Promuovere la cultura politica, il pensiero critico, una rete di relazioni tra persone ugualmente interessate alla convivenza civile e all’attività politica, nel segno dei valori costituzionali.
Sono obiettivi ambiziosi ma non irrealistici se la voce collettiva di Libertà e Giustizia potrà pesare e farsi ascoltare. Per questo chiediamo la tua adesione.
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12 Febbraio 2009 alle 15:49
succube della politica berlusconiana,veltroni sta spianando la strada al presidenzialismo più becero.il grave pericolo per la nostra democrazia viene dalla mancanza di rappresentanza, e veltroni gioca a fare lo gnorri.si possono zittire milioni d’italiani mettendo uno sbarramento così elevato?io sono contro ogni tipo di sbarramento perchè tutti hanno diritto ad essere rappresentati altrimenti la democrazia va a farsi benedire.viva la libertà.
12 Febbraio 2009 alle 17:35
IL VATICANO ED I SUOI RAPPRESENTANTI MALE DI ITALIA, MIGLIORI ALLEATI DEL PIDUISTA
http://italiadallestero.info/archives/3278
12 Febbraio 2009 alle 17:39
mefisto
il problema e’ ancora piu’ grave
quelli dei piccoli partiti ci vanno all’europarlamento ed hanno le presenze piu’ elevate tra i politici italiani
al contrario del pd e del pdl che lo usano solo come un albergo e nn vanno mai a strasburgo a difendere i nostri diritti ed a cercare di risolvere i nostri problemi
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Euronorevoli-fannulloni/2064472&ref=hpsp
ma agli italiani piace cosi e non ci puoi fare niente
eh eh eh
cia’
fab
12 Febbraio 2009 alle 18:03
LA CINA STA DIVENTANDO REALTA’, E MO’ SO CAZZI…VOSTRI
Consiglio ai frequentatori del blog ed ai ragazzi di libera scelta di leggere il post di beppegrillo sul disegno di legge (gi approvato in senato) come arma puntata contro i blog, youtube, facebook
http://www.beppegrillo.it/2009/02/il_merda_wall_c.html#comments
la rete si fa sempre piu’ stringente in italia ed i pesciolini resteranno impigliati
mafiosi in parlamento e cittadini onesti perseguitati
a voi la vostra scelta…libera….di usare la vaselina
eh eh eh
18 Febbraio 2009 alle 18:15
Invito gli amici del Blog a sottoscrivere l’appello
http://www.libertaegiustizia.it/appelli/dettaglio_appello.php?id_appello=11
20 Febbraio 2009 alle 09:19
che bella nazione con un partito unico e con una unica persona che comanda tutto
ah ah ah
ecco a cosa ha portato il continuo passivismo degli italiani, mentre discutete settimane sulla tettona del grande fratello e sul gol di mano di adriano…
….lo prendetre into o c**o
grande cetto laqualunque
ah ah ah
ma si pensiamo a daniela del basso e l’altra zoccola polacca che si strusciano, e mentre ci facciamo le pippe scopriamo che sono state tolte tutte le liberta’ come nel piano P2
saluti al manicomio pipparolo
26 Aprile 2009 alle 01:28
Carissimi,
invidio la vostra scelta, resa possibile dalla vostra sensibilità nei confronti della res pubblica, dalla vita associativa che si conduce in paese ma, soprattutto, dalla volontà di abbandonare la posizione a volte anche comoda di chi si fa guidare dagli ”esperti” in politica traendo da tale opzione spesso vantaggi individuali e riducendo in tal modo il proprio diritto di cittadinanza a semplice militanza obbediente. Avete preferito, rispetto al tipico modello italiano appena descritto di partecipazione passiva, mettere in gioco la vostra persona, con tutte le conseguenze del caso, in modo da dichiarare nettamente le motivazioni, gli obiettivi e gli strumenti da utilizzare per questa fantastica esperienza. Sono con voi e appoggerò simili iniziative ovunque esse prenderanno corpo. L’augurio più sincero, oltre al già tangibile risultato politico di quante attenzioni la vostra inziativa abbia già riscosso, attenzioni senza dubbio anche interessate a disinnescare il vostro potenziale politico destrutturante per la ”quiete” del paese, l’augurio dicevo non può essere che quello di riprendere direttamente la gestione della cosa pubblica nelle vostre mani, mani di cittadini liberi, chiarendo fin d’ora che, comunque andrà a finire la battaglia elettorale, chiunque uscirà vincitore dalla contesa, dovrà d’ora in poi fare i conti con voi, cittadini che avete recuperato la passione per la politica non politicante e l’avete fatto in proprio senza alcun mandante o grande vecchio che vi comandi a distanza. E questo accade a prescindere dal voto ma solo perchè loro devono sapere e senza dubbio sanno già che voi sarete sempre presenti nel dibattito politico, senza delegare a nessuno la cura dei vostri interessi di cittadini partecipi alla propria vita quotidiana e a cui tutti dovranno rendere conto di quanto verrà deciso e realizzato nel vostro paese.
Un abbraccio
26 Aprile 2009 alle 07:44
Grazie a nome di tutta Libera Scelta per il tuo apprezzamento ed appoggio.
In questa fase delicata per la vita politica di Lettomanoppello e per la coraggiosa decisione che il gruppo di Libera Scelta ha preso all’unanimità nel proporsi in piena indipendenza al giudizio dei cittadini, rifiutando di annegare la propria identità in coalizioni stracotte, cartelli elettorali creati presso le segreterie e referenti di partito e spacciati per “innovativi”, rifiutando varie proposte di “un posto al sole” (tipo qualche assessorato e/o qualche consigliere) ; in questa fase, dicevo, i ragazzi di Libera Scelta hanno bisogno di tutto il calore, il sostegno, la critica costruttiva di chiunque capisca che il futuro è di questi giovani che, in piena autonomia intellettuale e politica, senza nessuna organizzazione partitica dietro le quinte, ha ridato speranza a quanti, come me, consideravano Lettomanoppello ormai terra in preda alle mafie politiche, dominata dagli interessi incrociati e contrapposti di Famiglie e clan che da decenni producono “consensi” a tavolino.
Già ci si dice che, comunque, la battaglia per Libera Scelta è persa; se anche fosse (ma la campagna elettorale sta appena cominciando), per noi comunque la Guerra non sarebbe persa perché il “germe” della speranza sarebbe comunque stato seminato, e solo il futuro potrà dirci come, se, quando germoglierà