Commenta sul punto 9: Gestione dei servizi comunali

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57 Risposte a “Commenta sul punto 9: Gestione dei servizi comunali”

  1. MODERATORE Dice:

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  2. Giuseppe Dice:

    E’ già stato detto che far partire il sito del Comune di Lettomanoppello è una priorità con una serie di benefici infiniti che non sto qui ad elencare.
    Per i meno inclini all’uso del computer, credo sia utile istituire uno “sportello del cittadino”, punto di riferimento per qualsiasi tipo di dinamica che il riguarda il rapporto tra cittadino e istituzione, dalla richiesta di informazioni fino alla segnalazione di problemi. E’ una realtà gia attiva in molti altri comuni, e la dove questo strumento è stato valorizzato e fatto funzionare seriamente, ha dato ottimi risultati.

    Giuseppe Ferrante

  3. Dr. Mafolle Dice:

    Inserendo software open-source si potranno risparmiare migliaia di euro, magari investirli in finanziamenti per i cittadini che comprano il primo computer, cosi da informatizzare il paese e sopratutto le nuove generazioni. In questo modo il cittadino potrà usufruire dei vantaggi del futuro sito di Lettomanoppello.

  4. anna Dice:

    oltre ai finanziamenti per chi compra il pc, non si potrebbero offrire ai cittadini corsi gratuiti di informatica? Ce n’è bisogno… certo, non sarebbe possibile dare attestati del livello “patente europea”, ma almeno il comune potrebbe contribuire a sanare le carenze di chi è proprio digiuno dell’uso del computer.

  5. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    @anna

    l’iniziativa e’ stata gia fatta da mario di mascio ed e’ finita male

    lasciamo perdere

    ciao

    fab

  6. Marco Ferrante Dice:

    Un piccolo appunto sul corso di informatica svoltosi in passato: preciso che il corso è stato pensato e attuato da l’allora (e attuale) consiliere Esposito Giuseppe.

    E’ solo una precisazione di giustezza….

    Diamo a cesare quel ch’è di cesare….

    Mario Di Mascio lavorava nel progetto…

  7. Mario Di Mascio Dice:

    Fabrì guarda che non sei stato preciso: il corso ebbe un enorme successo (come ben sai visto che sia tu che Andrea D’Angelo vi insegnavate); quindi dal punto di vista di proposta, organizzazione e didattica è finita bene… piuttosto è finita male grazie alla miopia di un apparato amministrativo che boicottava sistematicamente tutto ciò che di innovativo introduceva l’Assessore Di Mascio.

    Se Anna (o chiunque altro) vuole dare un’occhiata alla documentazione riguardante il corso può accedere al mio disco remoto (http://file.webalice.it/ USER: mario_dm, PASS: mario, nella cartella “corso_inf_comunale”).

    Per inciso, il corso istituito aveva l’ambizione, assolutamente realistica, di produrre una didattica e formazione almeno a livello della patente europea (che poi non è una cosa eccellente), cominciando con una prima alfabetizzazione informatica di base e generalizzata per poter arrivare (nel futuro) all’attivazione di corsi anche ben più specialistici.
    Questo perchè mi ero già posto il problema della diffusione e del corretto uso delle tecnologie informatiche sia tra gli uffici comunali che tra la popolazione, “fantasticando” di un portale comunale in grado di interagire col cittadino offredo servizi ed informazioni; ma la cruda realtà era che pochi (pochissimi), avevano una cultura informatica sufficiente per trarre veramente profitto dall’uso di computer ed internet (allora non esisteva neppure l’ADSL!). Da qui la necessità di provvedere innanzi tutto ad una “campagna” di alfabetizzazione informatica.

    La libera e gratuita connessione da parte di tutti (almeno ai soli servizi amministrativi, culturali e di pubblica utilità in genere) mi sembra una ottima idea (che ebbi anche io già in occasione del laboratorio informatico comunale, ma dati i tempi non maturi…).

    Per quanto riguarda invece i sistemi open source, la mia esperienza didattica nel campo (insegnamento dei sistemi linux alle maestre del quarto circolo didattico di Pescara) mi lascia un po’ scettico per l’enorme inerzia di molti impiegati ad aggiornare il proprio “bagaglio” professionale: per alcuni sarebbe un vero guaio passare dalle “tranquille” sponde di Windows a quelle meno note di linux, e forse lo sforzo, almeno per piccole realtà come la nostra non vale la candela; quanto pensate spenda il Comune di Lettomanoppello per acquisto delle licenze Microsoft? Piuttosto chiediamoci (consultando eventualmente il bilancio comunale) quanto spende per software gestionali (e loro aggiornamenti) forniti in esclusiva da decenni sempre dagli stessi soggetti (alla faccia della concorrenza)….

  8. Mario Di Mascio Dice:

    No Marco, il corso di cui accenni tu era tenuto dalla futurekids, con cui collaborai saltuariamente per un ciclo di lezioni di aggiornamento ai dipendenti comunali.
    La futurekids era dell’allora consigliere provinciale Nino D’Annunzio che, a quei tempi, piazzava corsi presso le Amministrazioni Comunali.

    Il mio Laboratorio Comunale Informatico (come puoi vedere presso il mio disco remoto) nasce subito dopo anche per “emancipare” il territorio (come ho già detto altrove) da operatori esterni che spesso chiedevano di attivare corsi presso i cittadini con la benedizione del Comune.
    Il Laboratorio Comunale Informatico, quindi, è tutto di mia ideazione ed organizzazione (ovviamente anche col voto favorevole dell’allora Assessore Esposito)

  9. zijuwa Dice:

    Rimane la mia convinzione sul passaggio a software open source all’interno del Comune. I vantaggi sono troppo grandi per non pensare al cambiamento! La Francia da giugno del 2007 ha obbligato la Pubblica Amministrazione ad avere solamente sistemi Linux, precisamente Ubuntu (probabilmente la versione più intuitiva di Linux).
    Contenimento dei costi (o azzeramento), trasparenza, maggiore sicurezza, non dipendenza da un singolo fornitore, elevata riusabilità, maggiori prestazioni. Se vogliamo più efficienza, questa è la migliore delle soluzioni. Io uso praticamente soltanto sistemi Linux. La mia famiglia usa solamente Ubuntu, e sono rimasti meravigliati della netta superiorità rispetto al sistema operativo Microsoft.
    Vantaggi dal punto di vista economico, dell’efficienza, ma, e questo è fondamentale, anche da un punto di vista etico (e vi esorto a ricercare termini quali “GNU” e “Open source”).
    Le varie barriere che hanno sempre trovato i sistemi operativi Linux, in primis quello dei driver per l’hardware, sono state abbattute abbondantemente, anche se i produttori di hardware si ostinano a non fornire driver per tutte le piattaforme, e qualche problema da questo punto di vista si potrebbe incontrare. Sono però facilmente risolvibili facendo un piccolo studio sulle caratteristiche dei sistemi già esistenti in Comune.

    Acquistando un pc ci viene dato, di base, il sitema operativo della Microsoft. E’ questa procedura (che non dovrebbe essere poi così legale) che ha consentito a Microsoft di diventare per l’utente medio il sistema operativo di riferimento. Oltre a questo, perchè la Commissione Europea ha multato la Microsoft di 497 milioni di euro? Beh…questa non è la sede adatta a parlarne. Il motivo fondamentale è che con il suo comportamento annulla la concorrenza sul software. Meglio allora passare a sistemi che hanno scopi più nobili del puro profitto, non pensate?

    Tornando a noi. Quali sono i software più utilizzati dagli impiegati? In primis c’è sicuramente Microsoft Office (costo che varia tra 130 e 800 euro circa per una licenza valida per un singolo pc). L’alternativa si chiama Open Office, gratuito, anche per Windows, e praticamente uguale al prodotto Microsoft.
    Non entro nel merito di Autocad, il quale ha un costo che varia da 1550 a 7500 euro circa, ma sicuramente un comune che abbia all’interno un proprio geometra, utilizzerà questo tipo di software. Probabilmente l’alternativa gratuita a questo software, in quanto a qualità, non esiste, ma si potrebbe provare a vedere programmi quali il qCad (io non sono un esperto di questi software, e preferisco non esprimermi).
    Per ciò che concerne i gestionali. Dipende da come è stato scritto il software. Se c’è portabilità tra Windows e Linux allora il problema non si pone. Basterebbe contattare il produttore e chiedere una versione per il nuovo sistema operativo. Continuando a pagare ciò che c’è da pagare, naturalmente, ma cercando anche nuove soluzioni.

    Invito a vedere http://www.blender.org/ , sito web del software open source Blender (grafica 3D). Si potrebbe iniziare ad utilizzarlo per il rendering dei progetti di geometri, architetti, designer, per fare filmati pubblicitari. Ne esiste anche una versione per Windows.

    Siccome poi siamo in tema Ubuntu, esiste una versione, chiamata Edubuntu, dedicata alle scuole, ai ragazzi in generale. Uno dei nostri obiettivi sarebbe portare questo sistema nelle scuole. Quando parlo di scopi nobili, mi riferisco anche a questo. La filosofia che c’è alla base può portare ad una reale crescita della società in generale. Rientrando nella sezione “Istruzione” mi fermo qui. Vi invito comunque ad andare sul sito http://www.edubuntu.com/ .

  10. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    @mario

    per finito male nn mi riferivo al riscopntro pubblico ma della grossa differenza tra le aspettative di quello proposto e la reazione del consiglio comunale

    so che e’ venuta molta gente anche fino alle 22.00 pero’ e’ una esperienza che e’ durata un anno

    se fosse stata una cosa fissa negli anni come servizio da offrire ai cittadini e magari con corsi piu’ specifici (come ho letto nel tuo rapporto sul disco remoto) come cad o html per ragazzi allora avrei parlato di successo perche’ sarebbe stato un ulteriore modo per specializzre i ragazzi del territorio a prezzi contenuti ed almeno i soldi delle tasse sarebbero seriti a qualcosa e nn solo per pagare i debiti contratti con i finanziamentei da prodotto derivati (parlo in generale)

    sarebbe stato un modo per togliere i ragazzi del bar e fargli imparare qualcosa che ha riscontro nel mondo reale del lavoro ma….

    vabbe lasciamo perdere, e’ piu’ utile parlare di problemi a livello comunale che pensare a come risolverli….allora pero’ nn ci lamentiamo….

    nulla da fare, penso solo al modo di fare “estero”, nn sono piu’ integrabile ormai…

    ciao

    fab

  11. Giuseppe Dice:

    L’informatizzazione è necessaria, c’è gente che meglio di me sa spiegare i vantaggi. Credo però che non si può passare velocemente ad un sistema del tutto telematico, e rifacendomi alle parole di Mario, faccio appello all’ assenza dell’alfabetizzazione di base in materia informatica. Inoltre esistono generazioni che il computer non l’utilizzeranno mai. Rimango del parere che bisogna aprirsi ai vantaggi tecnologici, ma creando il giusto mix di dinamiche -innovative/tradizionali- per quanto riguarda i rapporti cittadini/istituzione.
    Vi ricordo che il sito del Comune di Lettomanoppello è stato istituito da diversi anni e la è rimasto, passivo e privo di reali contributi per i cittadini.
    Giuseppe Ferrante

  12. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    giuse

    il problema dei siti dei comuni e’ a livello nazionale e nn solo a lettomanoppello

    in italia c’e’ proprio ritardo su tutto ed a livello tecnologico il divario con il resto d’europa e’ imbarazzante

    digital divide, diffusione pc per persone ed altro che da l’idea di diffusione tecnologica…

    pero’ siamo primi per diffusione di cellulari…ma nn e’ la stessa cosa

    ti faccio presente che il sito italia.it e’ costato 90 milioni di euro (tra il magna magna di stanca e rutelli) ai contribuenti italiani ed e’ stato buttato nella tazza del water

    qualunque cosa sia statale in italia finisce male…e la ragione la sai!

    nn e’ polemica ma solo un dato di fatto

    buona lettura

    http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/cronaca/porfan/porfan/porfan.html

    saluti

    fab

  13. Mario Di Mascio Dice:

    Linux, open source, windows, gestionali e software vari per molti sono solo termini vaghi ed ingovernabili, per altri (spesso giovani) sono solo consolle di gioco, per cui succede spesso (come la mia quasi ventennale esperienza di formatore mi insegna) che, una volta appresi (di malavoglia e con una certa insofferenza) quei “tasti” dedicati necessari per lo svolgimento del lavoro di routine, ci si àncora ad essi come le cozze sullo scoglio… (ne ho visto parecchi di casi nei vari uffici…).

    Per migliorare in tal senso la pubblica amministrazione è necessario, a mio avviso, investire a medio-lungo termine, formando in prospettiva una nuova classe di lavoratori man mano che si liberano posti per pensionamento di quelli attuali, oltre che tentare (sempre e comunque) un aggiornamento professionale dei dipendenti ancora in attività.

    Nè è da trascurare, come giustamente si propone in questa sezione, una buona alfabetizzazione informatica visto che, a parte alcuni giovani con una formazione specifica nel campo, molto c’è ancora da fare in tal senso.

    Teniamo infatti conto che ogni Amministrazione che voglia realizzare strutture innovative (rispetto al passato) circa il proprio rapporto con i cittadini e/o servizi vari, ha bisogno di rivolgersi ad una popolazione mediamente in grado di utilizzare ciò che gli viene messo a disposizione, altrimenti si rischia di fare un lavoro di élite.

    Infine rimangono i problemi economico e di trasparenza: spesso le due voci sono risvolti della stessa medaglia, poichè trasparenza vera nei criteri di scelta di operatori e fornitori può significare un’effettiva convenienza economica.

    Per ciò mi permetto di consigliare agli amici di LiberaScelta più attenzione nel notare certe cose e, forse, più informazione, come non era certamente stato nel caso di Marco Ferrante nel suo intervento (in questa sezione) circa il Laboratorio Informatico.

  14. nikdenik Dice:

    Si Mario, non c’è dubbio che per migliorare in tal senso la pubblica amministrazione è necessario investire a medio-lungo termine.
    Teniamo conto del fatto che realizzare strutture innovative in aggiunta (rispetto al passato) circa il proprio rapporto con i cittadini e/o servizi vari può solamente portare un miglioramento. Infatti non è che si toglie quaolcosa, ma la si aggiunge. E’ vero che magari la popolazione non sarebbe al 100% ricettiva con questi strumenti, ma il progetto come dici tu è a medio/lungo termine quindi capisci…
    Infine, per quanto riguarda la spesa per le licenze per i software gestionali, hai ragione, è un discorso da approfondire e da controllare anche a livello di bilancio.
    Anche perché magari molte license Microsoft (che dovrebbero essere pagate per ogni PC su cui è installato Windows e/o Office) ho la vaga impressione (sicuramente opinabile) che potrebbero essere crakkate, o nel linguaggio più comune, siano license pirata.
    Libera Scelta ha fatto una richiesta protocollata al Comune dove richiede i costi relativi alle license software, ma a 10 giorni dalla richiesta non c’è stata risposta da parte degli uffici.
    :-/ mmmmmm la cosa non è molto chiara, ma faremo luce.
    Ciao a tutti

  15. Mario Di Mascio Dice:

    Bravo Nicola, hai capito perfettamente ciò che intendevo (tra l’altro) circa i costi; non esiste confronto tra sistemi open source e quelli proprietari se questi ultimi non sono soggetti ad una “chiara” valutazione dei costi delle licenze (suppongo che quando hai chiesto, più di uno ti abbia riguardato come un marziano!).

  16. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    licenze craccate in un ente pubblico????

    mi sembra esagerato dai!

  17. nikdenik Dice:

    hahah si infatti, diciamo che a voce hanno anche confermato la mia impressione, a quel punto allora ho fatto protocollare la richiesta. Si vedrà.

  18. Giuseppe Dice:

    Fabrizio io capisco che l’Italia è l’italia, ma cerchiamo di non pensare a quello che fanno gli altri. Qui in paese c’è gente che il pc lo fa “cantare”come Mario Di Mascio,Nicola Ferrante, Giovanni Toppi e altri. Penso che “sfruttare” la loro preparazione per informatizzare l’ente municipale, e soprattutto per organizzare corsi di informatica sia un’opportunità per tutti. Perchè non provarci?
    Anzi, premettendo che di pc il sottoscritto è negato, mi sta interessando molto i tecnicismi in merito ai programmi e al loro utilizzo nelle pubbliche amministrazioni. Comunque caro Nik, non per scoraggiarti ma non risponderanno mai, ci sono già passato. Speriamo nel miracolo………!

    Giuseppe Ferrante.

  19. nikdenik Dice:

    Non mi risponderanno mai? Non sarebbe un problema, la richiesta è stata protocollata, ne farò un’altra. Lo statuto del comune dice che la risposta deve arrivare entro i 10 giorni (scarica lo statuto dal sito comunale). Non mi danno la risposta? Carta canta. Anzi, doppia carta canta. :)

  20. Giuseppe Dice:

    Certo Nik, lo statuto lo conosco. Ma chisà…..io però voglio essere fiducioso e sperarci.

  21. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    @giuseppe

    io non e’ che voglio smontare ma visto che siamo nel club dei ricchi dobbiamo confrontarci anche con gli altri o no?

    io sarei il primo contento che si rifacesse un bel corso di alfabetizazione anzi…

    io ero con andrea d’angelo e mario uno degli insegnanti del corso e mi spiace che nn ci sia stato seguito a una cosi bella iniziativa

    anzi ora che le differenze informative si stanno riducendo con l’arrivo dell’adsl a letto e la diffusione in abruzzo perche’ nn rilanciare una cosa simile?

    il pc ed internet sono semrpe piu’ importanti nel mondo del lavoro e se c’e’ una iniziativa a letto per formare ragazzi e non piu’ ragazzi su tecnologie informatiche be… tutto di guadagnato

    cmq io faccio spesso il paragone con l’estero nn per dire “questi sono piu’ fregni di noi e gli italiani nn valgono niente!!” e’ un modo per fare confronto e prendere a modello quelli che stanno meglio di noi per certe cose

    la strada e’ gia solcata dagli altri Paesi ed i risultati che si ottengono si sanno, perche’ nn fare lo stesso anche da noi?

    e quello che nn capisco dell’italia, ci sono 10 milioni di urgenze e si pensa solo alle cazzate.. boh!

    per cazzate intendo nel discorso generale… tipo il registro delle coppie di fatto a pescara, mesi a parlare di ’sta cosa e mesi di polemiche del centrodestra a pescara, fatelo e basta ed andate avanti no?

    vabbe’ fateme laura’

    ciao

    fab

  22. mefisto Dice:

    perchè questa fossilizzazione? gestione dei servizi non solo e soltanto informatizzazione. io sono per il decentramento dei servizi.mi piacerebbe vedere l’fficio postale in contrada pietrara, un’ubicazione diversa dei nostri dottori etc. etc. etc.buon lavoro.

  23. Marco Ferrante Dice:

    Mario, grazie della tua precisazione..infatti io ero a conoscenza solo del progetto di cui hai parlato..e a cui mi riferivo; non sapevo dell’esistenza del “tuo” progetto…grazie ancora per la precisazione…

    marco ferrante

  24. NUE Nicolai Umberto Dice:

    http://lavoropubblico.formez.it/sections/esperienze-e-attori/esperienze/convenzione-per-la

    Vi linko questo articolo. Si parla di gestione progammata e comune.
    E c’è anche qualche parolina come razionalizzazione dei costi. Aggiornamento del personale.

    C’entra qualcosa anche la Comunità Montana di cui sul blog ho visto poco.
    Vuol dire che funziona alla perfezione?!

  25. Mario Di Mascio Dice:

    Tutto funziona alla perfezione se ti permette, tra l’altro, di fare “vacanze” semi-gratis nelle Americhe ed in Australia, di gestire Aziende territoriali multifunzione (….), di garantire le satrapie politiche…

    In realtà, anche se qualcuno vorrebbe eliminare Comunità Montane e Province, penso che possano essere un ottimo strumento di gestione del territorio, purchè si abbattino alcuni “vizietti” di casta…

  26. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    @mario

    ma chi vuole eliminare comunita’ montane e province (all’estero esistono comuni e regioni senza enti inutili come province)?

    ma stai scherzando?

    ti ho regalato la casta e mi scrivi questo????

    e poi le vacanze gratis, ma se di matteo si e’ inventato anche il CRAM per andare a spasso per il mondo e senza dare nessun servizio agli abruzzesi all’estero e nn lo dico solo io ma anche il sito primadanoi ed altri abruzzesi

    ma lo sai che e’?

    meglio cosi che questi si succhiano fino all’ultimo soldo perche’ alla gente piace essere passiva e subire, pensando che magari un giorno gli tocchi qualche briciola che cada dal piatto o che cosi fan tutti

    ma quando finiranno i soldi come sta succedendo ora cosa faranno?

    boh!

    ciao

    fab

  27. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    leggiamoci qualcosa sul nostro territorio

    http://www.repubblica.it/2006/a/rubriche/piccolaitalia/il-partito-dellacqua/il-partito-dellacqua.html

    http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/inchiesta-citta/potere-pescara/potere-pescara.html

    ciao

    fab

  28. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    per valutare il perche’ di questo indice di corruzione dei nostri politicanti

    vi consiglio di consultare questa tabella con i valori della corrruzione nel mondo

    http://www.transparency.it/dettaglioNews1.html

    l’italia e’ tra i paesi piu’ corrotti del mondo

    buona libera scelta

    ciao

    fab

  29. mefisto Dice:

    l’indice di corruzione dei nostri politicanti è data dalla nostra corruttibilità. non dimentichiamo mai che il nostro è il paese delle raccomandazioni e che questo ha generato e genera uno sconquasso immenso nella società.esistono dei responsabili, l’indiziato numero uno è la democrazia cristiana che con il suo agire clientelare ha distrutto le coscienze.a voi giovani il compito del cambiamento anche se sono consapevole che non sarà cosa facile.

  30. Agricolo Dice:

    MA chi ve lo fa fare? formate un bel gruppo di Giovani per il partito prevalente e leccate il culo piu’ non posso…. _Non potete cambiare un bel nulla, in un sistema corrotto essere corrotti è un pregio…

    Io fossi un giovane mi iscriverei sia nel Pd che nella PDL, ( lasciate perdere i partiti minori Rifondazione etc. etc. ) e spingerei per entrare nella stanza dei Bottoni.

    Si va verso la Crisi meglio farsi i Cazzi propri………-………….. magari qualche bricciola cade dal tavolo dei potenti………….

    Ragazzi ci penserà la fame a corrompervi…..

  31. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    Agricolo ha ragione

    ma con il federalismo ed il buco in regione ci sara’ ancora spazio per leccaculo in enti pubblici o societa’ private che lavorano principalmente con enti pubblici?

    sara’ finito il periodo delle vacche grasse?

    e senno’ ragazzi preparate la lingua!!!

    ah ah ah

  32. mefisto Dice:

    è un gioco o il vostro disfattismo vi ha corroso l’anima?c’è poco da ridere fabrizio e molto da piangere se tu giovane ed ardimentoso ti poni limiti così ristretti.si può e si deve credere in una società migliore.

  33. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    mefisto mi sa che nn ci conosciamo se rispondi cosi

    ah ah ah

    ciao

    fab

  34. Mario Di Mascio Dice:

    Concordo con Mefisto; ma sono convinto che Fabrizio voglia solo mettere in guardia con le sue “provocazioni” i più ingenui su ciò che li aspetta nel momento che decideranno per la battaglia elettorale (tentativi di intimidazione, discredito, corruzione, ecc…).
    E sarebbe anche “umano” se qualcuno (o più) non reggesse a simili pressioni (soprattutto se si fa leva sul bisogno economico), ma ciò non fa altro che rimarcare la validità, la novità ed il coraggio dell’iniziativa di LiberaScelta.

  35. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    qui ci vuole questa rivoluzione quando passa un di matteo o un d’ambrosio e …

    http://it.youtube.com/watch?v=gkrnK0igAP0&eurl=http://www.pieroricca.org/

    ciao

    fab

  36. Giuseppe Dice:

    Ma ancora a parlare di raccomandazioni……ma soprattutto chi è che ci crede ancora? Prendiamo ad esempio la scelta di commentare anonimamente. Bene, qualcuno lo fa per discrezione, ma sono sicuro che la maggioranza delle persone lo fanno per la paura di esporsi; non è forse l’anonimato che ci impedisce di essere persone in grado di fare? E al politico di destra, sinistra e centro va bene o va male il fatto di non avere coraggio nel dire quando una cosa non va bene?
    Ripeto non viviamo di aria fritta, di asini che volano e di extraterrestri perchè dai e dai alla fine ci crediamo per davvero. Sono daccordo che in Italia esiste una questione meritocratica, ma il futuro, che siamo noi (giovani) è nelle nostre mani. Dobbiamo decidere se vogliamo avere un nome e cognome oppure non esistere.

    Giuseppe Ferrante

  37. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    @giuseppe

    ne ho parlato con nicola qualche giorno fa

    ed ho pronosticato per lui un bel posto all’universita’ di pescara se molla la lista poco prima delle elezioni comunali

    ah ah ah

    Nicola Ferrante docente ad honorem!

  38. Giuseppe Dice:

    @fab

    sul fatto che Nik possa insegnare all’università non ho dubbi.

    Sui servizi comunali, credo che si dovrebbe riflettere sulla questione della fornitura del metano. Bisogna affidare a più ditte la gestione del servizio e lasciare liberi i cittadini di stilare autonomamente con la ditta più vantaggiosa il prorpio contratto. La presenza di più interlocutori non potrebbe che giovare alle nostre tasche che in inverno piangono. Dall’ aumento della concorrenza credo che potremmo ottenere solo vantaggi.

  39. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    allora dici che vi molla e va a pescara?

    sogni la concorrenza?

    bello sognare

  40. Giuseppe Dice:

    No, non ho detto questo. Voglio dire che ha le capacità per farlo. Nik è uno di quei casi in cui non è lui a cercare il lavoro, ma è il lavoro a cercare lui.

  41. Giuseppe Ferrante Dice:

    Uno strumento amministrativo utile ed essenziale alla vita governativa del paese, in grado davvero di ottimizzare il rapporto cittadino/istituzione, è la commissione comunale.
    Le commissioni comunali sono costituite in maniera mista dai consiglieri di maggioranza e opposozione, con un presidente, anche qui nominato tra i consiglieri che ne fanno parte, a prescindere se faccia parte della maggioranza o dell’opposizione.
    Il compito della commissione è di fare riferimento ad un tema ben preciso, come il sociale, l’ambiente, il commercio locale, cultura, turismo e sport e ogni altro aspetto cardine della vita sociale della comunità, per cercare soluzioni in grado di risolvere eventuali problemi o comunque potenziare le realtà che già hanno ragguinto livelli soddisfacenti.
    Purtroppo, ed è una costatazione personale, non mi sembra di aver percepito negli ultimi anni la presenza di questi importanti organi sul nostro territorio, nonostante amministratori che hanno scritto su questo blog, hanno palesato in alcune circostanze la neccissità di incentivare iniziative di ambito amministrativo per risolvere vari problemi.
    Al di là dei fatti veri o presunti del passato, -più volte ho sentito di qualche amministratore che snobbava le riunioni di commissione- credo che bisogna ripristinare il coretto funzionamento di questi organismi, non solo perchè rappresentano uno strumento democratico che “accorcia” la distanza tra ente municipale e cittadino, ma soprattutto possono incentivare progettualità e spirito di iniziativa, che oggi, è poco percepito o addirittura del tutto latente.

  42. Mario Di Mascio Dice:

    Nela mia prima esperienza amministrativa (ultima amministrazione Dionisio fino al ‘99) le commissioni comunali proliferavano; personalmente sono stato membro della Commissione Cultura, di quella Affari Sociali, presidente della Commissione Bilancio, membro della Commissione Ambiente e di quella dello Statuto (il cui presidente era allora Antonio De Rentiis, del tutto “latitante”), per cui ho potuto ben constatare pregi e difetti inerenti le loro attività.
    I pregi erano che le commissioni, se ben tenute, producevano documenti di valore da sottoporre alla Giunta e/o Consiglio; ad esempio fu nell’ambito della Commissione Affari Sociali che proposi l’Albo comunale per le Associazioni (redigendo e presentando alla discussione il relativo strumento normativo), era nell’ambito della stessa commissione che vagliavamo collegialmente le richieste di assistenza da parte di cittadini bisognosi e poi da proporre alla Giunta, fu con la stessa commissione che scrissi il regolamento cimiteriale (approvato poi dal consiglio comunale); fu con la Commissione Ambiente (il cui presidente era Dino Di Cecco) che, dopo un lungo studio e documetazione sul tema, riuscimmo a far partire la prima “ipotesi” di raccolta differenziata con le campane di raccolta usate fino all’introduzione dell’attuale metodo (certamente migliore) del porta a porta. Infine con la commissione bilancio si riusciva a realizzare un’analisi più obiettiva delle esigenze di bilancio annuale e pluriennale dell’ente.
    Infine la Commissione Statuto, nonstante l’assenza del suo presidente, realizzò il dettato dello statuto comunale, approvato dal consiglio e dagli organi di controllo.

    Il lato negativo di tutto ciò era che l’attività di commissione costringeva i consiglieri membri (in pratica tutto nelle varie commissioni) ad una girandola di incontri (di solito serali) non sempre in grado di soddisfare.

    Allora le Commissioni (di solito quella Affari Sociali) vagliava, e spesso realizzava capitolati d’appalto di utilità sociale, ad esempio quelli per la Mensa della Scuola Materna o della r.s.u.
    Con l’avvento dell’era Trovarelli le commissioni si sono “estinte”, riaccentrando il potere decisionale tutto all’interno della Giunta (o meglio, parte di essa).

  43. mefisto Dice:

    mario non basta la cronostoria,osa di più,osa di più,hai dalla tua l’onestà intellettuale.

  44. Mario Di Mascio Dice:

    Mefisto, non so se mi conosci ma io non ho paura di nulla, ma penso anche che per qualsiasi futuro sia necessario conoscere il passato prossimo, altrimenti è sempre possibile “ricalcare” gli stessi errori.

    Grazie per l’apprezzamento sull’onestà intellettuale.

  45. Giuseppe Ferrante Dice:

    Caio Mario.
    Permettimi una precisazione sugli aspetti negativi delle commissioni.
    Pur non avendo esperienza amministrativa, credo che il “fastidio” della girandola degli incontri è legato al fatto che in commissione non c’è il gettone di presenza (cioè non si prendono euro) e soprattutto non è prevista l’esenzione dal lavoro, che invece i consiglieri hanno durante le sedute del consiglio comunale.
    Sono sicuro al 110% che se anche le commissioni comporterebbero in vantaggi in questo senso, altro che “fastidio”.
    Purtroppo, chi amministra si fa anche i conti, sottraendo però che essere figura istituzionale comporta anche sacrifici. Non voglio generalizzare perchè il tuo intervento ha dimostrato come in passato le commissioni hanno lavorato con risultati positivi, e ripristinarle è fondamentale.

  46. Mario Di Mascio Dice:

    Lungi da me il voler negare la validità dell’operato delle Commissioni Consiliari; se ben tenute sono una componente indispensabile per la “macchina” amministrativa e per un migliore esercizio di democrazia e trasparenza.
    E poi, per quello che mi riguarda, non ho mai considerato un problema l’assenza del gettone.

  47. Giuseppe Ferrante Dice:

    Ciao Mario,
    non volevo attribuirti nessuna delle mie riflessioni anche perchè conosco la tua “storia amministrativa”. Forse mi sono espresso male. Semplicemente ho provato a dare una chiave di lettura personale del perchè le commissioni non funzionano, e il riferimento era rivolto agli ultimi anni.

  48. Mario Di Mascio Dice:

    Se gli amici di LiberaScelta (e chiunque altro) sono interessati, potranno trovare nel mio disco remoto (http://file.webalice.it/ USER: mario_dm, PASS: mario) copia del regolamento che disciplina l’accesso agli atti comunali (cartella REG_ACCESSO_ATTI), approvato dal Consiglio Comunale il 04/12/1997 su proposta della Commissione Affari Sociali.

    Non mi risulta che sia stato mai abolito o modificato

  49. zijuwa Dice:

    Ciao Mario. il regolamento comunale sul diritto di accesso alle informazioni e ai procedimenti amministrativi dice che per avere una risposta non si dovrebbe attendere più di dieci giorni. Noi abbiamo fatto una richiesta che sarebbe dovuta essere consegnata il 25 settembre. Siamo andati il 2 ottobre a chiedere se fosse pronta ma niente. Vedremo questo sabato se é pronta, altimenti semplicemente ne faremo un’altra, anche se penso che dovrebbero essere attenti a certe cose, in quanto altre persone, più esigenti, potrebbero ricorrere addirittura al TAR in caso di mancata risposta, e lì penso che la situazione non sarebbe delle più ottimali per il Comune. io non me la prendo con gli impiegati, loro fanno il loro lavoro. E’ il sistema in generale che non va.
    Rimane il fatto che non si trattano così dei cittadini che si interfacciano con il Comune. E’ sintomo di mancato rispetto.

  50. Mario Di Mascio Dice:

    Una pratica consolidata nelle nostre amministrazioni è quello di fare i regolamenti (spesso dovuti per legge, oltre che per etica politica) per poi ignorarli totalmente; provate a chiedere in comune una copia del regolamento di accesso agli atti, probabilmente avranno anche dimenticato che esiste!.

    Comunque consiglio di chiedere sempre i documenti per iscritto e protocollati facendo riferimento specifico agli articoli di legge attinenti ed ai comma del Regolamento.

  51. Giuseppe Ferrante Dice:

    RISPOSTE….cari miei roba vecchia, un film già visto e francamente non sono molto ottimista ma speriamo nel miracolo.
    Comunque se il buon giorno si vede dal mattino, è già un segnale di come questa iniziativa venga vista in una certa “maniera”.
    Tutti sono in grado di dire belle parole ma sono i fatti che contano.

  52. zijuwa Dice:

    Avviso i lettori che, visto il rinnovamento del sito web da parte del nostro Comune (ed in questo penso Libera Scelta abbia dato un contributo fondamentale), mi è stato chiesto, in quanto opero nel settore, di dare una mano per la stesura di un documento per la creazione di un concorso riguardante la veste grafica del sito web.
    Vi invito a mandarmi i vostri suggerimenti all’indirizzo di posta gmtoppi@liberascelta.it, e se volete potremmo aprire una discussione su questo blog.
    I suggerimenti possono essere sia di natura legislativa che di natura tecnica.

    Ad oggi sul sito web sono presenti alcuni documenti che vi invito a leggere.
    C’è inoltre un’interessante “Operazione trasparenza” sul sito web. http://www.comune.lettomanoppello.pe.it/operazione_trasparenza.html che di per se non vuol dire molto, comuque sia…andate a vedere.
    Probabilmente le pressioni di Libera Scelta porteranno il Comune ad adottare le riprese dei consigli comunali che verranno trasmesse sul web. Speriamo bene!

    Appena avrò scritto una bozza di documento accettabile ve la condividerò!

    Giovanni Manuel Toppi

  53. zijuwa Dice:

    Per saperne di più su “Operazione trasparenza” http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/economia/statali-online/statali-online/statali-online.html

  54. Artemio Dice:

    Il comune ha l’obbligo di pubblicare sul sito web gli incarichi di collaborazione in atto (L. 244/2007) in particolare: nominativo, motivo dell’incarico, compenso, durata.
    La legge inoltre dice: “In caso di omessa pubblicazione, la liquidazione del corrispettivo per gli incarichi di collaborazione o consulenza di cui al presente comma costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale del dirigente preposto”.

  55. zijuwa Dice:

    http://mcz.altervista.org/
    e guardatevi il video

    allora (IPOTESI):
    Ci sono 2 persone:
    1 - Carlo che usa software libero, completamente gratuito, espandibile, efficiente ed efficace
    2 - Pasquale che usa software proprietario, paga e non poco per tutti il sistema operativo e per i software, non espandibile, efficiente ed efficace anch’esso (si spera)

    Chi di quei due sarà più felice? Penso proprio che sia Carlo! (naturalmente sono nomi inventati)
    Purtroppo nel mondo la maggior parte delle persone si chiama Pasquale.

    Io sinceramente non lo riesco a concepire. Per favore spiegatemelo perchè sono anni che me lo chiedo, e l’unica risposta che ne viene fuori è quella del potere di mercato di alcune aziende di informatica.
    Oppure vuol dire che la voglia di illegalità spinge tutti a crackare i software…tanto per il gusto di essere illegali, e le amministrazioni e le scuole invece preferiscono pagare perchè è bello sperperare i soldi pubblici. Ditemi che non è così!

    Se ipotizziamo che Carlo sia la Pubblica Amministrazione, lo sapete quanti soldi si risparmierebbero??????????? Vabbè….tanto i soldi mica sono nostri!?!?!?
    E per favore informateviiiiiiii!

  56. M.I.B. Dice:

    Guardate http://www.comuneditorraca.it/ è il sito di un paese di 1200 abitanti…il primo in italia completamente illuminato a led…

  57. zijuwa Dice:

    Bologna sceglie l’open source:
    Da “Il domani” del 11/03/09:

    Entro ottobre quasi tutta la dotazione informatica migrerà verso software liberi e gratuiti. Licenze tagliate sui pc del Palazzo. Computer “convertiti” all’open source: risparmiati 300 mila euro

    Palazzo D’Accursio fa economia e taglia i costi delle licenze per i computer. Grazie all’open source, i software liberi da vincoli e messi a disposizione dai “proprietari”, il Comune di Bologna ha risparmiato oltre trecentomila euro in spese di licenze. Nel 2006, Palazzo D’Accursio spendeva circa 580.000 euro per le licenze dei programmi di tutti i 3.600 personal computer dell’amministrazione. Con il graduale passaggio al software libero, per ora 600 pc, nel 2009 i costi per le licenze sui programmi a pagamento si sono ridotte a 450.000 euro, e nel 2010 saranno inferiori a 400.000 euro.

    Se il regime non fosse cambiato, ma si fossero mantenuti tutti i computer con software a pagamento, la spesa quest’anno sarebbe stata di oltre 700.000 euro. Entro i prossimi sette mesi la “migrazione ” verso il software libero interesserà 2.400 computer, il 66% del totale. Una rivoluzione, appena all’inizio nell’intenzione del Comune, presentata in commissione dal vicesindaco, Giuseppe Paruolo, esperto di computer. Il progetto che ha visto la luce in questi giorni risale al febbraio del 2008 mentre a giugno dell’anno scorso è stato preparato il pacchetto personalizzato di documentazione, materiale e corsi per i “technology leader”, cioè le persone che all’interno degli uffici sono più esperte d’informatica e possono essere punto di riferimento per i colleghi. «Il tema è di tipo culturale, anche noi dobbiamo fare di più per acquisire coscienza dell’importanza di questi processi», ha ricordato il vicesindaco Paruolo. Sulla stessa lunghezza d’onda, Daniele Carella, capogruppo di Forza Italia, che ha proposto di mettere in campo azioni premianti «per valorizzare la figura dei dipendenti comunali appassionati d’informatica che possono guidare gli altri su questa strada». Il percorso di “liberalizzazione” delle licenze, che ha già permesso di reinvestire il denaro risparmiato in spese di supporto e servizi sul territorio, è andato avanti da novembre, quando è avvenuta la migrazione totale del settore Cultura, mentre a dicembre è avvenuta la migrazione totale del settore Sistemi informativi e telematici. A gennaio 2009 si sono attivati i corsi di formazione ufficiali all’Istituto Aldini Valeriani, ed è avvenuta la migrazione del settore Salute. La prossima tappa del percorso di liberalizzazione dei computer del Comune dalle licenze è quella del cambio di sistema operativo, più complicato da realizzare rispetto ai programmi d’uso quotidiano, ma non impossibile. A proposito, Paolo Serra (Pd) suggerisce di studiare questa possibilità in sede Anci, ovvero con l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, «con la creazione di una task force ad hoc». Il percorso del Comune è stato apprezzato anche dalle associazioni promotrici dell’utilizzo del software libero, presenti in commissione.

    Perchè non istituire una commissione nel nostro Comune per fare uno studio su quanto si risparmierebbe se si passasse anche noi all’open source?

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