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	<title>Commenti a: Commenta sul punto 2: Sanità, assistenza e disagio sociale.</title>
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	<description>Gruppo civico per il rinnovamento - Uniti per Lettomanoppello</description>
	<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:52:18 +0000</pubDate>
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		<title>Di: mefisto54</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2008/09/02/commenta-sul-punto-2-sanita-assistenza-e-disagio-sociale/#comment-6514</link>
		<dc:creator>mefisto54</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 15:19:46 +0000</pubDate>
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		<description>come mai non si parla più di problematiche giovanili e non ? stiamo tutti bene in famiglia?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>come mai non si parla più di problematiche giovanili e non ? stiamo tutti bene in famiglia?</p>
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		<title>Di: mefisto54</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2008/09/02/commenta-sul-punto-2-sanita-assistenza-e-disagio-sociale/#comment-4452</link>
		<dc:creator>mefisto54</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 19:03:31 +0000</pubDate>
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		<description>ho riletto con piacere il tutto e mi sono accorto che vi si intrecciano esperienze di chi l'ha vissuto direttamente e chi lo vive per professione,e mi piacerebbe dare ai ragazzi che non navigano la possibilità di leggere le cose che abbiamo detto e le cose che diremo.se c'è un ragazzo o una ragazza che si prende l'impegno di stampare il tutto, potremmo fare un'opera di divulgazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho riletto con piacere il tutto e mi sono accorto che vi si intrecciano esperienze di chi l&#8217;ha vissuto direttamente e chi lo vive per professione,e mi piacerebbe dare ai ragazzi che non navigano la possibilità di leggere le cose che abbiamo detto e le cose che diremo.se c&#8217;è un ragazzo o una ragazza che si prende l&#8217;impegno di stampare il tutto, potremmo fare un&#8217;opera di divulgazione.</p>
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		<title>Di: Alessia</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2008/09/02/commenta-sul-punto-2-sanita-assistenza-e-disagio-sociale/#comment-4393</link>
		<dc:creator>Alessia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 14:23:53 +0000</pubDate>
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		<description>...non riesco ad inserirmi in un discorso che sa di artificioso;la riflessione lasciamola ai salotti...penso ci sia bisogno di intraprendenza e creatività x proporre non soluzioni magiche,ma piccole azioni concrete.
Scusate ma sono contraria al filosofare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;non riesco ad inserirmi in un discorso che sa di artificioso;la riflessione lasciamola ai salotti&#8230;penso ci sia bisogno di intraprendenza e creatività x proporre non soluzioni magiche,ma piccole azioni concrete.<br />
Scusate ma sono contraria al filosofare.</p>
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	<item>
		<title>Di: zijuwa</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2008/09/02/commenta-sul-punto-2-sanita-assistenza-e-disagio-sociale/#comment-4381</link>
		<dc:creator>zijuwa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 22:25:27 +0000</pubDate>
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		<description>"Nessuno ha ragione da solo e nessuno si salva da solo". Se la ragione è dimostrabile, nel tempo chi l'ha verrà salvato....si spera almeno!!! Prima la terra era piatta...poi c'è stato un pazzo che ha pensato che non fosse così. Da vivo non avrà vissuto bene...da morto si spera un pò meglio. Con questo per dire che non bisogna avere la presunzione di avere la soluzione definitiva ai problemi.
Non penso che la scuola sia disabitata di amore e di fiducia...di solito chi si occupa di bambini lo fa con passione ed amore, ma forse poi, viste le condizioni di lavoro, si scoraggia. Non viviamo certo nella migliore delle società, si potrebbe fare di meglio, ma penso che alcuni problemi siano sempre esistiti, come quello del bullismo. Poi un bel giorno i media non si sa per quale motivo ti bombardano di notizie, di accadimenti assurdi, provocando in questo caso il panico tra gli adulti, e la voglia di provare nei più giovani. E' un pò come la storia delle violenze sessuali. Da qualche tempo, anche se le statistiche dicono che i reati in Italia sono diminuiti, si è creato questo panico, misto ad attacchi contro gli stranieri. La probabilità che una ragazza sia vittima di violenze oggi è, statisticamente, minore alla probabilità dello stesso accadimento nel passato. Di fatto oggi si è creata la paura e le ragazze sono molto più intimorite di prima quando sono all'aperto, quando devono tornare a casa. In generale si pone un problema, guarda caso, di comunicazione.
Immaginate ora, dopo questo bombardamento dei media, un'amministrazione comunale che voglia invece andare controcorrente, che inviti ad esempio un gruppo di romeni integrati nella società italiana a parlare della loro esperienza di vita. Teoricamente non ci sarebbe nulla di male, sarebbe una possibilità di crescita collettiva. Secondo voi però, non si creerebbero malumori nella cittadinanza? Le persone più sensibili ai mezzi di comunicazione sarebbero d'accordo con questa decisione degli amministratori? Io ho i miei forti dubbi, ma per questo lo farei, per far capire al "sensibile" che sta sbagliando, che il romeno è come l'italiano (il quale, tra l'altro, non è certo ben visto all'estero). Anche perchè chi fosse in disaccordo andrebbe contro la Costituzione; sarebbe forse meno italiano del romeno. 
Se riuscissimo a far capire alle persone (giovani e non) che un maggior numero di persone felici farà più felici anche loro stessi, allora qualche problema si risolverebbe. 
Basta con chi ne sa più dell'altro, con chi vuole fare il "professore". 
Se al posto di fare le cantilene, di dire "questo non si fa", di fare temi sui bulli, si cercasse di creare comunicazione, compartecipazione nelle attività studentesche, spingere lo studente a sviluppare quelle che sono le sue vere doti, non si raggiungerebbe un risultato migliore? 
Questo lo chiedo agli esperti in materia, visto che io non ne so molto.

Ciao!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nessuno ha ragione da solo e nessuno si salva da solo&#8221;. Se la ragione è dimostrabile, nel tempo chi l&#8217;ha verrà salvato&#8230;.si spera almeno!!! Prima la terra era piatta&#8230;poi c&#8217;è stato un pazzo che ha pensato che non fosse così. Da vivo non avrà vissuto bene&#8230;da morto si spera un pò meglio. Con questo per dire che non bisogna avere la presunzione di avere la soluzione definitiva ai problemi.<br />
Non penso che la scuola sia disabitata di amore e di fiducia&#8230;di solito chi si occupa di bambini lo fa con passione ed amore, ma forse poi, viste le condizioni di lavoro, si scoraggia. Non viviamo certo nella migliore delle società, si potrebbe fare di meglio, ma penso che alcuni problemi siano sempre esistiti, come quello del bullismo. Poi un bel giorno i media non si sa per quale motivo ti bombardano di notizie, di accadimenti assurdi, provocando in questo caso il panico tra gli adulti, e la voglia di provare nei più giovani. E&#8217; un pò come la storia delle violenze sessuali. Da qualche tempo, anche se le statistiche dicono che i reati in Italia sono diminuiti, si è creato questo panico, misto ad attacchi contro gli stranieri. La probabilità che una ragazza sia vittima di violenze oggi è, statisticamente, minore alla probabilità dello stesso accadimento nel passato. Di fatto oggi si è creata la paura e le ragazze sono molto più intimorite di prima quando sono all&#8217;aperto, quando devono tornare a casa. In generale si pone un problema, guarda caso, di comunicazione.<br />
Immaginate ora, dopo questo bombardamento dei media, un&#8217;amministrazione comunale che voglia invece andare controcorrente, che inviti ad esempio un gruppo di romeni integrati nella società italiana a parlare della loro esperienza di vita. Teoricamente non ci sarebbe nulla di male, sarebbe una possibilità di crescita collettiva. Secondo voi però, non si creerebbero malumori nella cittadinanza? Le persone più sensibili ai mezzi di comunicazione sarebbero d&#8217;accordo con questa decisione degli amministratori? Io ho i miei forti dubbi, ma per questo lo farei, per far capire al &#8220;sensibile&#8221; che sta sbagliando, che il romeno è come l&#8217;italiano (il quale, tra l&#8217;altro, non è certo ben visto all&#8217;estero). Anche perchè chi fosse in disaccordo andrebbe contro la Costituzione; sarebbe forse meno italiano del romeno.<br />
Se riuscissimo a far capire alle persone (giovani e non) che un maggior numero di persone felici farà più felici anche loro stessi, allora qualche problema si risolverebbe.<br />
Basta con chi ne sa più dell&#8217;altro, con chi vuole fare il &#8220;professore&#8221;.<br />
Se al posto di fare le cantilene, di dire &#8220;questo non si fa&#8221;, di fare temi sui bulli, si cercasse di creare comunicazione, compartecipazione nelle attività studentesche, spingere lo studente a sviluppare quelle che sono le sue vere doti, non si raggiungerebbe un risultato migliore?<br />
Questo lo chiedo agli esperti in materia, visto che io non ne so molto.</p>
<p>Ciao!!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: vincenzo andraous</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2008/09/02/commenta-sul-punto-2-sanita-assistenza-e-disagio-sociale/#comment-4377</link>
		<dc:creator>vincenzo andraous</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 16:54:18 +0000</pubDate>
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		<description>TRE INGIUSTIZIE DA RIPARARE

In una scuola lombarda per svolgere il tema: bullismo, che fare ?
C’è una grande difficoltà ad ammettere questa forma di disagio, e perfino una non troppo velata presunzione a negarne la presenza in casa propria.
Che ciò non si verifichi in tutti gli istituti scolastici è chiaramente una cosa buona, ma svolgere un intervento educativo, una forma diretta di prevenzione, per conoscerne i lati oscuri, quelli meno avvistabili persino da chi è deputato a ben vedere e meglio leggere una eventuale forma di disagio nei giovani, ritengo sia altrettanto buona cosa  da svolgere tutti insieme.
Ho incontrato ragazzi vivaci e pronti al gioco, ma soprattutto ho avuto modo di apprezzarne la partecipazione, l’attenzione e collaborazione a fare i conti con eventuali forme bullistiche.
Allievi e docenti attenti a considerare nel rispetto delle distanze che sottendono i ruoli e i significati delle parole, lo sforzo di crescere insieme, di non dare forfet sotto il peso della fatica, quella che attende il ragazzo impegnato nello studio, e l’adulto-educatore a modificare un apprendimento sociale a volte irresponsabile.
Raccontare a una classe di adolescenti posizionati al nastro di partenza, l’importanza di custodire  la propria libertà, nel rispetto che ci vuole per mantenerla inalterata, farlo anche dove non c’è violenza né prevaricazione, quanto meno per non ritrovarsi smarriti e privi di strumenti a difesa se improvvisamente dovesse accadere, o solo perché conoscere significa non avere paura di affrontare i pericoli e le conseguenze.
Occorre parlare di queste cose, farne materia di confronto, bisogna costringere a uscire dal proprio fatalismo come dalla disattenzione, raccontare come un bullo, un violento, un prepotente, è artefice di tre grandi ingiustizie, che relegano la giustizia a fare da palo alla propria inefficienza.
Tre ingiustizie che occultano l’anormalità quotidiana, la prima riguarda la vittima, quello etichettato a sfigato, lacerato e contuso nell’anima, che subisce la violenza senza ricevere il sollievo irrinunciabile della riparazione.
La seconda ingiustizia concerne i compagni-complici nel silenzio, quelli che sono fiancheggiatori per paura e disamore per la verità, perché costa impegno e fatica, ma abbatte l’infamia dell’omertà, che fa pagare il prezzo più alto agli innocenti.
La terza ingiustizia colpisce l’eroe negativo, lo pseudo-furbo del gruppo, quello che non è mai escluso, ma sempre al centro della commedia da recitare, ma spesso apparire sulla pelle dei più deboli con l’arma della violenza, significa perdere contatto con la realtà: allora la panoramica muta sembianze, la visuale non è più la stessa, e la caduta conseguente si fa dirompente, tutta dentro una finzione del silenzio inaccettabile.
Bulli di  una  società disarcionata dalle sue regole, che invece sono terra fertile per  fare ottenere all’albero della vita radici profonde, da non spiantare alla prima folata di vento.
Ritorno da quella scuola con una grande speranza, in forza dei tanti insegnanti, degli educatori, delle persone formate alla pazienza della speranza, che non ci consente di abituarci mai ad una scuola disabitata  di amore e di fiducia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>TRE INGIUSTIZIE DA RIPARARE</p>
<p>In una scuola lombarda per svolgere il tema: bullismo, che fare ?<br />
C’è una grande difficoltà ad ammettere questa forma di disagio, e perfino una non troppo velata presunzione a negarne la presenza in casa propria.<br />
Che ciò non si verifichi in tutti gli istituti scolastici è chiaramente una cosa buona, ma svolgere un intervento educativo, una forma diretta di prevenzione, per conoscerne i lati oscuri, quelli meno avvistabili persino da chi è deputato a ben vedere e meglio leggere una eventuale forma di disagio nei giovani, ritengo sia altrettanto buona cosa  da svolgere tutti insieme.<br />
Ho incontrato ragazzi vivaci e pronti al gioco, ma soprattutto ho avuto modo di apprezzarne la partecipazione, l’attenzione e collaborazione a fare i conti con eventuali forme bullistiche.<br />
Allievi e docenti attenti a considerare nel rispetto delle distanze che sottendono i ruoli e i significati delle parole, lo sforzo di crescere insieme, di non dare forfet sotto il peso della fatica, quella che attende il ragazzo impegnato nello studio, e l’adulto-educatore a modificare un apprendimento sociale a volte irresponsabile.<br />
Raccontare a una classe di adolescenti posizionati al nastro di partenza, l’importanza di custodire  la propria libertà, nel rispetto che ci vuole per mantenerla inalterata, farlo anche dove non c’è violenza né prevaricazione, quanto meno per non ritrovarsi smarriti e privi di strumenti a difesa se improvvisamente dovesse accadere, o solo perché conoscere significa non avere paura di affrontare i pericoli e le conseguenze.<br />
Occorre parlare di queste cose, farne materia di confronto, bisogna costringere a uscire dal proprio fatalismo come dalla disattenzione, raccontare come un bullo, un violento, un prepotente, è artefice di tre grandi ingiustizie, che relegano la giustizia a fare da palo alla propria inefficienza.<br />
Tre ingiustizie che occultano l’anormalità quotidiana, la prima riguarda la vittima, quello etichettato a sfigato, lacerato e contuso nell’anima, che subisce la violenza senza ricevere il sollievo irrinunciabile della riparazione.<br />
La seconda ingiustizia concerne i compagni-complici nel silenzio, quelli che sono fiancheggiatori per paura e disamore per la verità, perché costa impegno e fatica, ma abbatte l’infamia dell’omertà, che fa pagare il prezzo più alto agli innocenti.<br />
La terza ingiustizia colpisce l’eroe negativo, lo pseudo-furbo del gruppo, quello che non è mai escluso, ma sempre al centro della commedia da recitare, ma spesso apparire sulla pelle dei più deboli con l’arma della violenza, significa perdere contatto con la realtà: allora la panoramica muta sembianze, la visuale non è più la stessa, e la caduta conseguente si fa dirompente, tutta dentro una finzione del silenzio inaccettabile.<br />
Bulli di  una  società disarcionata dalle sue regole, che invece sono terra fertile per  fare ottenere all’albero della vita radici profonde, da non spiantare alla prima folata di vento.<br />
Ritorno da quella scuola con una grande speranza, in forza dei tanti insegnanti, degli educatori, delle persone formate alla pazienza della speranza, che non ci consente di abituarci mai ad una scuola disabitata  di amore e di fiducia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: vincenzo andraous</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2008/09/02/commenta-sul-punto-2-sanita-assistenza-e-disagio-sociale/#comment-4376</link>
		<dc:creator>vincenzo andraous</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 16:53:48 +0000</pubDate>
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		<description>ultimo da 35 anni e so bene perchè, nulla da obiettare.
Messia, sapiente, a memoria il Vangelo? Distacco che sa di gelo?
Nuovamente nulla da obiettare, solamente raccontare un storia, anzi una gran brutta storia, e poi tentare uno sguardo in alto, per non riconfermare che  “nel paese delle bugie, la verità è una malattia”.
Nessuno ha ragione da solo e nessuno si salva da solo, forse potrebbe essere questa la premessa per qualsiasi ri-costruzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ultimo da 35 anni e so bene perchè, nulla da obiettare.<br />
Messia, sapiente, a memoria il Vangelo? Distacco che sa di gelo?<br />
Nuovamente nulla da obiettare, solamente raccontare un storia, anzi una gran brutta storia, e poi tentare uno sguardo in alto, per non riconfermare che  “nel paese delle bugie, la verità è una malattia”.<br />
Nessuno ha ragione da solo e nessuno si salva da solo, forse potrebbe essere questa la premessa per qualsiasi ri-costruzione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: talete</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2008/09/02/commenta-sul-punto-2-sanita-assistenza-e-disagio-sociale/#comment-4269</link>
		<dc:creator>talete</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 14:19:30 +0000</pubDate>
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		<description>Sarebbe bello che si parlasse sempre usando i propri pensieri, le proprie parole,riflessioni e commenti senza usare quelli degli altri anche se questi collimano e si fondano con i nostri.....sono "le sfumature" anche piccole che ci rendono unici ed irripetibili......
luciana</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe bello che si parlasse sempre usando i propri pensieri, le proprie parole,riflessioni e commenti senza usare quelli degli altri anche se questi collimano e si fondano con i nostri&#8230;..sono &#8220;le sfumature&#8221; anche piccole che ci rendono unici ed irripetibili&#8230;&#8230;<br />
luciana</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: SIlente</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2008/09/02/commenta-sul-punto-2-sanita-assistenza-e-disagio-sociale/#comment-4259</link>
		<dc:creator>SIlente</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 21:23:27 +0000</pubDate>
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		<description>Vincenzo, ma sei proprio tu?  o qualcuno che si spaccia per te?

http://www.edscuola.it/archivio/informagiovani/andraous.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vincenzo, ma sei proprio tu?  o qualcuno che si spaccia per te?</p>
<p><a href="http://www.edscuola.it/archivio/informagiovani/andraous.html" rel="nofollow">http://www.edscuola.it/archivio/informagiovani/andraous.html</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: mefisto54</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2008/09/02/commenta-sul-punto-2-sanita-assistenza-e-disagio-sociale/#comment-4257</link>
		<dc:creator>mefisto54</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 19:23:21 +0000</pubDate>
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		<description>se solo bastasse raccontare le proprie esperienze io sarei l'uomo più fortunato della terra,ma non è così carissimo vincenzo.tu affronti questi argomenti con un distacco che sa di gelo : SCIOGLITI.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se solo bastasse raccontare le proprie esperienze io sarei l&#8217;uomo più fortunato della terra,ma non è così carissimo vincenzo.tu affronti questi argomenti con un distacco che sa di gelo : SCIOGLITI.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Zorro</title>
		<link>http://www.liberascelta.it/2008/09/02/commenta-sul-punto-2-sanita-assistenza-e-disagio-sociale/#comment-4256</link>
		<dc:creator>Zorro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 14:40:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.liberascelta.it/?p=27#comment-4256</guid>
		<description>Vincenzo Andraus....... ma sei proprio tu.......!!!!!!!!!!!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vincenzo Andraus&#8230;&#8230;. ma sei proprio tu&#8230;&#8230;.!!!!!!!!!!!!!!!</p>
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