Commenta sul punto 1: Ambiente

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78 Risposte a “Commenta sul punto 1: Ambiente”

  1. Dr. Mafolle Dice:

    Finalmente con la costruzione di una piattaforma ecologica e un maggior controllo territoriale si eviterà l’abbandono selvaggio dei rifiuti speciali sulla nostra montagna, come gomme, lavatrici, frigo, etc.
    Tutti dovremmo salvaguardare la nostra montagna, finalmente c’è qualcuno che ne parla continuate cosi ragazzi. “LIBERA SCELTA”

  2. NUE Dice:

    In merito alla questione Ambiente mi permetto di segnalare l’Associazione dei Comuni Virtuosi (comunivirtuosi.org).
    Il manifesto e lo statuto rispecchiano a pieno l’idea di libera scelta.

    Leggetelo che lo commentiamo insieme…

  3. nikdenik Dice:

    Bellissimo! Cito una parte dell’articolo:
    Considerato che mediamente è possibile abbattere i costi della pubblica illuminazione di oltre il 30% semplicemente sostituendo le lampade più vecchie con quelle a basso consumo e introducendo i regolatori di flusso su ogni singolo punto luce, o addirittura dell’80% montando la tecnologia dei LED, due sono le cose davvero incredibili: l’assoluta miopia, pigrizia e paralisi di gran parte della classe politica italiana e le eccellenze virtuose che si fanno largo nell’indifferenza generale.
    Io credo che il risparmio energetico è importatissimo sia in termini di bilancio che, soprattutto, in termini di rispetto per l’ambiente.
    Grazie NUE

  4. Marco Ferrante Dice:

    Concordo con nue, con tutti. La tutela dell’ambiente è un tema molto delicato e importante. Bisognerebbe riportare al centro dell’attenzione queste problematiche e creare “dialoghi” su questo argomento.

  5. zijuwa Dice:

    Segnalo che il sito comunivirtuosi.org è raggiungibile all’indirizzo http://www.comunivirtuosi.org, altrimenti avrete una pagina bianca!
    Ringrazio NUE per questa segnalazione. Credo sia seriamente da prendere in considerazione ma, prima di farlo, avremmo bisogno di un forte cambiamento di rotta. Arrivare ad essere un comune virtuoso necessita di un reale impegno sulle tematiche ambientali quali la valorizzazione della montagna, l’utilizzo di fonti energetiche alternative, incentivi agli imprenditori che vogliano creare strutture ricettive, ecc, ecc.

    Dovremmo necessariamente confrontarci con il Parco della Majella, e farlo seriamente, insieme agli altri comuni. Siamo praticamente ad uno stato di semi-abbandono. La nostra flora comprende un terzo delle specie vegetali di tutta Italia, ed oltre 150 specie animali, Lettomanoppello è citato anche su wikipedia come uno dei punti di accesso principali del Parco (e non c’era bisogno di wikipedia per saperlo). Noi cosa facciamo per il turista? E l’Ente come ci aiuta?

    L’anno scorso abbiamo assistito ad un incendio catastrofico, e una buona parte di responsabilità è del Parco, che non ha permesso la pulizia del sottobosco, un’attività che è sempre stata fatta. Le linee tagliafuoco sono di grande importanza, ma il Parco non concede nulla, e adesso ci ritroviamo nella situazione che tutti conosciamo! Il Parco deve essere per noi una risorsa primaria, permettendo lo sviluppo turistico e culturale.

    Parlando della montagna, il nostro intento è quello di valorizzare ciò che abbiamo, farlo seriamente, mantenere le aree picnic in uno stato decoroso, sensibilizzare la popolazione, creare percorsi per le biciclette, creare scuole di equitazione, avere dei pullman che partano dal centro del Comune, e che arrivino nelle aree del Parco, oltre che nelle stazioni sciistiche di Passolanciano (sperando che il Parco non le tolga). Il Comune dovrebbe essere attrezzato per l’accoglienza al turista, quindi avere almeno un punto informativo, e, ripeto, strutture ricettive. Inoltre saremmo in grado, vista la vicinanza al mare, la vicinanza alle terme di Caramanico, ecc, di creare per il turista una situazione di eccellenza che nessun comune ha finora.

    Mi sono dilungato abbastanza credo!
    Segnalo che sulla Majella è stato trovato per la prima volta il Vespertilio, un pipistrello che a quanto pare esisteva già sulla nostra montagna, ma di cui non se ne conosceva la presenza.

  6. NUE Dice:

    E vai ragazzi, avanti così.
    Si è aperto il tema “risparmio energetico”…

    lo chiedo agli amministratori che frequentano il blog…
    La miriade di costuziioni che sono nate a Lettomanoppello su iniziativa del comune (casa gialla, gioco dei 9, teatro al Bivio e via discorrendo) rispecchiano le nuove idde di struttura eco compatìbile? Con quale metodo sono coibentate? Qual’è la tipologia di riscaldamento predisposta? Lì sta il risparmio energetico.

    La risposta l’ho cercata sul sito del comune (legge sulla trasparenza) ma cos’ho trovato lo sappiamo tutti.

    Prego risposte. Risposte ma poi non dilunghiamoci con le chiacchiere.

    E ci sarebbe da parlare dei mezzi del comune (bussini, auto etc) non proprio EURO4…

    Vai, avanti con le idee…

  7. Lettese D.O.C. Dice:

    Guarda NUE, io non sono un’amministratore, ma per quanto riguarda i mezzi di trasporti del comune….. quello è il di meno! Noi a Lecto non abbiamo problemi di inquinamento di benzene o di micro-polveri. Io mi soffermerei più sul fatto di far capire ai cittadini, inculcare la mentalità del risparmio energetico, far capire che conviene a loro (nelle loro tasche) e agli altri.
    no?

  8. NUE Dice:

    Certo che si Lettese D.O.C., il problema culturale c’è (ma non solo a Letto) per l’Ambiente, per la sicurezza stradale etc.
    Quale può essere la soluzione?

    Non so, durante la manifestazione delle 10 giornate in pietra premiare con una borsa di studio (€ 600-800 in buoni libri etc) il ragazzo compreso tra i 6 e i 16 anni che, sottoforma di componimento, opera d’arte, fumetto etc. da un idea di ambiente sostenibile.

    O premiare con la stessa somma (in buoni d’acquisto per i supermercati etc) la famiglia che ha realizzato un qualcosa di concreto per l’ambiente: pannelli fotovoltaici sull’abitazione, risistemazione di un terreno con colture biologiche, incentivazione della pastorizia e dei vecchi mestieri.

    Insomma, far piacere l’ambiente e il territorio anche ai palati, diciamo così, meno fini.

    Io ho dato qualche idea, magari banale e terra-terra, ma questo è uno spazio per discutere….no?

  9. il bafometto Dice:

    concordo con qll che avete scritto.sinceramente non so quante e quali autorizzazioni sono necessarie x l’installazione di simili impianti ( le autorizzazioni potrebbero essere un grosso problema al di là di qll economico)pensiamo positivo e facciamo conto che abbiamo i permessi x installare questi impianti:io mi associo a lettese D.O.C. nel dire che dobbiamo informare i lettesi dei benefici che potrebbero trarne…e parlo di benefici economici che sono quelli a cui, GIUSTAMENTE, guardano soprattutto i pensionati.ma ve l’immaginate se vado da mia nonna e le dico che dobbiamo mettere dei soldi in comune x montare le pale eoliche???naturalmente mi dirà :”c m n prem a moj,jaj pej 700 eur lu mois,chi jan ss sctubbutaggene”…..povera nonna!!ha ragione!!
    insomma:informiamo i lettesi sull’energia pulita.come?sempre coi soliti manifesti, belli grossi, dove ci scrivi più o meno come funzionano qst cose, che ci sono agevolazioni fiscali(qst lo dobbiamo scrivere GRANDE) etc..poi quando sarà il momento penso che dovremmo far intervenire pubblicamente un esperto in materia, magari più di uno per ascoltare più pareri..poi su qst,come su altri argomenti, potremmo fissare delle riunioni periodiche (mensili x es) e magari all’aperto o se fa freddo dentro qlc locale bello grande(i piani sotto la casa gialla che fine hanno fatto?)x ascoltare la voce del popolo…in fondo è il popolo che deve decidere,noi gli esponiamo il problema ma se i lettesi non vogliono le pale…niente pale!!certo non faremo delle riunioni di 3000 persone ma secondo me è utile coinvolgere la gente, più che altro è GIUSTO.
    che ne dite?
    ciao

  10. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    edoa’ ti do una dritta VIA

    valutazione impatto ambientale che e’ la commissione regionale che da l’autorizzazione per queste cose

    gente che di ambiente ….

    lasciamo perdere va’

    cmq ambiente? ma avete notato la monnezza in montagna?
    eolico?solare? vi ricordo che tra le ultime cose del turco approvo’ la legge fogna ed antosole

    e la cava autorizzata di fronte al campo sportivo?

    ragazzi ma che stiamo a parla’ de3 ambiente in abruzzo? lasciate perde!!!

    ciao

    fab

  11. Metello Dice:

    La questione ambientale è quanto mai attuale. Un problema che ritengo centrale sono gli scarichi delle case non collegate ai depuratori. In pratica in paese, se non mi sbaglio, ci sono 2 depuratori: 1 per il centro storico, l’altro al bivio. Mi sono reso conto che ci sono case a valle dei 2 depuratori. Dove scaricano le prorpie acque nere quelle case?

  12. NUE Dice:

    E bravo Portogallo. Sappiamo, e ne abbiamo parlato spesso, che c’è bisogno di informazione. Belli e costruttivi i tuoi interventi.

    E mi rendo anche conto che l’informazione siamo NOI.

    Fabrizio, se ho capito bene tu stai all’estero. Non rassegnarti, tu per il paese puoi essere una miniera di informazioni. Idee. Confronti.

  13. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    DA ESEMPIO

    http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=3954

    LEGGE ANTISOLE E FIUMICIDA

    (www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=12936)

    e poi ragazzi abbiamo a due passi la discarica tossica piu’ grande d’europa e come ha reagito la gente?

    ha preso i forconi e cacciato i politici coinvolti?

    a messo a ferro fuoco i vertici dell’ato?

    hanno fatto il pellegrinaggio a casa dei politici locali?

    hanno bruciato le sedi dei partiti locali?

    NULLA E’ SUCCESSO!!!

    anzi i politici coinvolti nello scandalo sono piu’ forti di prima ed il pres della provincia di pescara DE DOMINICIS (che tra l’altro e’ di quel paese di distrattoni di bussi) ha preso pure la poltrona a pescara

    chi e’ stato mandato a fare le indagine?

    uno che era in pensione e che ha la moglie che lavora al comune di pescara e lui stesso e’ nel consiglio di amministrazione di attiva spa, una municipalizzata del comune di pescara

    se avete letto gomorra capirete che il tossico e’ la frontiera del business della camorra, bussi ne e’ un esempio, il caso amadori a mosciano lo avete sentito?

    quella fabbrica di polli sotterrava dei bei rifiuti tossici

    io propongo che quando verra’ finita la cava, nello spazio vuoto rimasto ci vengano messi i rifiuti tossici del veneto e della lombardia, ma non interrarli o coprirli a luce aperta perche’ tanto in abruzzo,come dice biancardi, siamo una massa di addormentati quindi una piu’ una meno…

    (www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=16538)

    ciao ragazzi e viva la festa all’ambiente!!!

    stat’v’ bon’

    fab

  14. Metello Dice:

    Fabrizio hai fatto centro: le cose vanno dette! Prima provocatoriamente ho chiuso il mio post con la domanda:dove va a finire l’acqua delle case a valle del depuratore? va bene dialogare, confrontarsi, proporre, però deve essere una cosa costruttiva. Chi ci ascolta deve sapere come stanno le cose.
    A Lettomanoppello ci sono 2 depuratori ma il servizio è fatto a metà. Per riallacciarmi al risparmio energetico, non sembra assurdo che spendiamo energia per far funzionare 2 depuratori, ma poi alla fine le acque nere giungono ugualmente al fiume? non è forse un doppio inquinamento questo? come si fà a non polemizzare davanti a certe cose?
    La soluzione: si costruisce un unico grande depuratore, moderno, nella zona più bassa del paese, e gli altri 2, anche datati tra le tante cose, vanno in pensione.
    Qui mi fermo, altrimenti dovrei tirare fuori le cose che ho visto in giro.

  15. NUE Dice:

    E torniamo sul programma presentato da Libera Scelta.

    - Lettomanoppello città della Pietra (senza neanche una cava aperta.)-

    SEGNALO IL LINK: http://casoli.iobloggo.com/archive.php?eid=2436991&y=2006&m=08

    manifestazione sulla Pietra della Majella. Notare il coinvolgimento del Centro Culturale della Regione Abruzzo.

  16. NUE Dice:

    ALTRO LINK IMPORTANTISSIMO

    DELIBERA DELLA REGIONE PER IL RICONOSCIMENTO DI LETTOMANOPPELLO COME CITTA’ DELLA PIETRA.

    http://consiglio.regione.abruzzo.it/leggi/lexreght/testilex/019006f.htm

    PRESTARE MASSIMA ATTENZIONE AI PUNTI DELL’ ART. OBIETTIVI

    …ad un certo punto si parla di una Fondazione…spiegatemi meglio….
    e parliamone

  17. Metello Dice:

    Ciao Nue. Riporto uno dei miei post vecchi:Una proposta:
    Lettomanoppello è conosciuto come “Città della Pietra” e questa definizione andrebbe potenzia.

    -1 La prima cosa da fare è il museo della pietra dove si racconta la storia dei nostri scalpellini, si conservano gli strumenti tradizionali di lavorazione, si spiega il perché la pietra della majella si presta alla lavorazione dello scalpello, si possono raggruppare foto d’epoca sull’argomento, custodire lavori e tanto altro ancora.

    -2 Riorganizzare la manifestazione “10 giornate in pietra”. Spesso le amministrazioni che si sono succedute hanno lamentato difficoltà nell’organizzare l’evento che negli anni è risultato discontinuo. Anziché 10, si potrebbe passare a 3 sole giornate, con molte manifestazioni di contorno e soprattutto una grande pubblicità dell’evento.

    -3 Incoraggiare la nascita di associazioni che si “occupano”della pietra (tutela, promozione, diffusione …).

    -4 Incentivare i residenti del centro storico -con un contributo economico- a utilizzare per i propri balconi, porticati, portali, davanzali, l’uso della caratteristica pietra locale lavorata dagli artigiani lettesi in modo da rendere caratteristico il borgo e allo stesso tempo rinvigorire l’attività degli scalpellini offuscati dai materiali moderni prodotti in serie.

    -5 Dotare il centro storico di arredi urbani commissionati alle botteghe di scalpellini.

    Credo che all’interno del programma di “libera scelta” un ruolo rilevante spetta al nostro bagaglio culturale.
    E’ solo con la crescita culturale della comunità che si può mutare lo stato delle cose attuali, primo obiettivo di questa lista civica. Inoltre l’immagine, il turismo e quindi l’economia del nostro centro, dipendono in massima parte proprio dagli aspetti tradizionali, naturalistici, folcloristici e di costume che rappresentano la nostra carta di identità e il nostro marchio pubblicitario. Sfruttiamoli.

  18. Marco Ferrante Dice:

    Voglio fare i complimenti a NUE per quanto ha espresso fino ad ora..aspetto di incontrarti nei nostri incontri (anche se so già chi sei)

    :)

    Vorrei farti una domanda: cosa ne pensi della cava di Lettomanoppello e della nostra situazione generale?

  19. NUE Dice:

    Marco, sono stato coppato…

    Domanda troppo varia la tua. Provo a risponderti brevemente:

    Credo che se vogliamo chiamare Lettomanoppello “Città della Pietra”, con annesse manifestazioni (ho già postato qualcosa in merito), dobbiamo avere UNA cava.
    Razionalizzata, dove ci sia attenzione allo sfruttamento del sottosuolo; all’impatto ambientale, acustico e sulla morfologia del terreno. Siamo d’accordo. Ma se vogliamo portare avanti questa forma di incentivo economico e turistico (speriamo) del paese dobbiamo capire che lo scalpellino senza la pietra non può fare niente. Negli ultimi anni difatti non si è posto l’accento sulla sola “arte dello scalpellino” pura in se stessa; in previsione della chiusura delle cave.
    Si è cercato di valorizzare la Pietra Bianca della Majella, che, allo stato dei fatti attuale non c’è più.

    E come (lo dico in termini scherzosi) se Farindola, dopo aver pubblicizzato l’ormai celeberrimo Pecorino, facesse sopprimere tutti gli ovini del territorio. Non so se mi sono spiegato.

    Il problema, e ne ho già dibattuto con qualcuno di Libera Scelta, è che il nostro non è un Parco (dove la natura è preservata, con attenzione agli abitanti che in tale natura vivono, devono mangiare e crescere. cercano di creare incentivo cosidetti eco compatibili con la popolazione residente) ma una Riserva. Un luogo dove tutto non deve essere toccato. A nessun costo.
    Senza guardare a sentieri tagliafuoco, pulizia del sottobosco, agriturismi per la salvaguardia delle tradizioni culturali e culinarie etc.
    Questo però, lo dobbiamo capire, non è il PRIMO PROBLEMA di LIBERA SCELTA.
    Dobbiamo partire da qui, certo, ma non pretendendo di cambiare un Ente Parco: figurati, non ci riesce un Governo!

    per la restante parte della domanda “situazione in generale”, bhe, si potrebbe scrivere una collana di libri. Adesso ho scritto il mio paragrafo.
    E’ insieme che dobbiamo scrivere il primo Capitolo.

  20. El Che Dice:

    bravo nue hai centrato in pieno il problema riguardante la pietra qui a lettomanoppello!!
    ma come si fa a chiamare un paese “Città della pietra” quando TUTTE LE CAVE SONO CHIUSE e GLI SCALPELLINI LOCALI NON HANNO LA POSSIBILITà DI AVERE LA “NOSTRA” PIETRA E DEVONO COSI’ RIPIEGARE SU ALTRI MATERIALI.
    Al contrario,però, il Comune “regala” carichi di pietra in cambio di lavori effettuati da scalpellini NON di lettomanoppello(vedete ad es. la pavimentazione in pietra della maiella della biblioteca in costruzione di fronte a Mario lu bar e informatevi da chi è stata fatta).

  21. El Che Dice:

    comunque io credo che se il comune, ma anche tutti i lettesi, vogliono essere conosciuti in italia(e spero anche nel mondo) perchè abitanti della città della pietra bisogna tornare a cavare la pietra locale perchè senza di questa si viene a sciogliere quel binomio a noi tanto caro “scalpellino-pietra della maiella”(non so se mi sono spiegato) oppure,se viene a mancare la possibilità di cavare, “regalare” 4-5 carichi di pietra all’anno ad ogni scalpellino-non sono poi cosi’ numerosi-(ogni giorno passano forse una decina di camion carichi di pietra che viene gettata al mare come SCOGLIERA!!!!!).Tutto ciò per far si che gli scalpellini possano lavorare solo la nostra pietra perchè per questa sono rinomati.
    p.s. chiedete agli operatori del settore(la bob,fauzaric,gennarin) se sanno qualcosa riguardo alle “10 giornate in pietra” che si svolgerà tra poco…

  22. anna Dice:

    ho notato un certo imbarazzo quando si parla della cava…
    qualcuno, quando ho tirato fuori l’argomento in “proposte eccetera”, mi si è mangiata…
    non so, magari sbaglio, sono ignorante sull’argomento… però mi sembra ci sia un po’ di differenza tra regalare qualche carrettata di pietra agli scalpellini (per questo si potrebbero forse riaprire, sempre in modo controllato e con estrazione limitata,le vecchie cave? anche questa è solo un’ipotesi e non so se fattibile) e attuare un vero e proprio sventramento che renderebbe irriconoscibile la fisionomia del nostro territorio, e soprattutto priverebbe coloro che verranno dopo di noi di una risorsa capitale.
    Mi sembra che stiamo facendo la figura dell’Uganda: arrivano le multinazionali, estraggono tutto quello che c’è da estrarre e poi se ne vanno lasciandoci con il cartellino “Paese-in-via-di-sviluppo-e-povero-di-risorse”.

  23. Marco Ferrante Dice:

    Concordo in pieno con quanto detto da Anna. Incentivare la lavorazione della Pietra e degli scalpellini è diverso da favorire senza controllo l’estrazione mineraria senza valutare le compatibilità sul territorio e l’impatto che ne deriva.

  24. El Che Dice:

    Infatti non mi riferivo alla cava vicino al campo sportivo,che andrebbe chiusa(è uno scempio!!), bensi’ alle vere cave(tipo costa dell’avignone)

  25. Marco Ferrante Dice:

    Concordo con El Che sulla cava sita nei pressi del campo sportivo..
    per quanto riguarda le altre cave penso ci sia bisogno di una verifica sullo stato attuale delle cose..certo sono meno “invasive” dell’ultima aperta in ordine di tempo, tuttavia occorre, secondo me, un’attenta riconsiderazione di queste attività sul territorio. L’obiettivo ,comunque, rimane quello di incentivatre la crescita dei nostri scalpellini nel rispetto dell’ambiente e degli altri cittadini di Lettomanoppello.

  26. alessandro toppi Dice:

    MSG PER ANNA.

    CARA ANNA, FACCIO PARTE DELL’ASSOCIAZIONE ” LA GHIANDAIA ” E CONDIVIDO IN PIENO QUELLO CHE DICI SULLA CAVA. LA NOSTRA AMMINISTRAZIONE CI HA REGALATO UN DISASTRO AMBIENTALE DI ENORMI DIMENSIONI CHE PURTROPPO ANCHE I NOSTRI FIGLI SARANNO COSTRETTI A VIVERE. LA NOSTRA MONTAGNA SARA’ DISTRUTTA PER FARE SEMPLICEMENTE UN FAVORE AD UN IMPRENDITORE E LA COSA GRAVE CHE LA COMUNITA’ NON CI GUADAGNA NULLA. I NOSTRI AMMINISTRATORI HANNO DATO UNA MOTAGNA DA SFRUTTARE A COSTO ZERO, O QUASI VISTO CHE IL PAGAMENTO FATTO E’ STATO DI CIRCA 60 MILA EURO, CON UN BUSINESS STIMATO TRA 15 E 20 MILIONI DI EURO!!! ULTIMA NOTA SULL’UGANDA: IO SONO STATO IN UGANDA PER LAVORO QUATTRO ANNI E TI POSSO ASSICURARE CHE LE AUTORITA’ UGANDESI SI FANNO PAGARE BENE LO SFRUTTAMENTO DELLE LORO RISORSE NATURALI. LA GHIANDAIA STA FACENDO ” UNA BATTAGLIA DI CIVILTA’ ” PER CERCARE DI SCONGIURARE QUESTO ” DISASTRO AMBIENTALE ANNUNCIATO “, SPERIAMO CHE INSIEME FARE QUALCOSA DI POSITIVO.

  27. Lettese D.O.C. Dice:

    Ciao Alessandro, secondo me l’imprenditore deve fare l’imprenditore. Cioè se ci guadagna porta a compimento l’obiettivo, la mission aziendale. Il profitto. Perciò lui fai il suo lavoro, e magari lo fa anche bene. I problemi, come dici tu, sono soprattutto altri. Molte volte sono le semplici decisioni poco trasparenti.
    Ci sapresti spiegare meglio la situazione dei 60 mila euro e dei 15 milioni? almeno a me, non è chiarissima!

  28. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    l’imprenditore deve fare l’imprenditore ma l’amministratore pubblico deve pensare all’interesse pubblico

    te che ne pensi?

    pero’ strano ’sto collegamento…

    cava a lettomanoppello -> d’alfonso e’ di lettomanoppello e sindaco di pescara -> il materiale va alla lafarge di pescara (che prima reperiva questo tipo di materiale fuori regione, cosi risparmia un sacco di soldi) -> il comune di pescara decide la non delocalizzazione della cementeria (grosso risparmnio della cementeria) -> la lafarge sponsorizza piazza salotto a pescara e compra l’ambulanza per lettomanoppello…

    il materiale della cava e questo “strana” concessione c’entrano qualcosa?

    mah tutto casuale…..solo che io al caso credo poco

    cmq la festa all’ambiente con la cava (come ha detto cristian petaccia) e’ come fare la festa della pace ed invitare bush e putin

    ah ah ah

    facce ride!

  29. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    il facce ride era rivolto alla festa all’ambiente

    ah ah ah

    fab

  30. alessandro toppi Dice:

    x lettese doc.
    ti faccio una breve cronostoria di quanto accaduto per farti capire meglio quanto è stato pagato e quanto di profitto si dovrebbe realizzare (a tal proposito noi della ghiandaia abbiamo realizzato un report dove abbiamo riportato nei particolari la storia della cava).
    1993 il comune di letto con delibera di consiglio rinuncia alla concessione mineraria presente sul suo territorio;
    per perfezionare l’iter della rinuncia passano anni;
    intanto i canoni dovuti allo stato per lo sfruttamento della miniera crescono e vengono formalizzati al 2001 in 306.000.000 di vecchie lire;
    nel 2000 con una delibera di giunta l’attuale maggioranza chiede al ministero di trasferire la concessione mineraria ad una ditta locale, dove si legge tra l’altro che la medesima ditta si impegnava a versare alle casse dello stato i debiti del comune consistenti in 306.000.000 di vecchie lire;
    e qui c’è già la prima cosa non chiara anzi direi scurissima, ragionamento: il canone di concessione mineraria si pagava per 728 ettari quindi i famosi 306.000.000 tanto sventolati dagli amministratori per giustificare il motivo di aver ceduto una concessione mineraria, ma nel 1995 viene istituito il Parco Nazionale della Maiella e della concessione mineraria restano solo 90 ettari, oggetto oggi della concessione, quindi all’epoca della delibera di trasferimento gli amministratori sapevano che la cifra non poteva essere mai di 306.000.000 ma evidentemente faceva comodo gonfiare la cifra per non far vedere alla popolazione che stavano cedendo un territorio per pochi soldi; ebbene dopo fatti i vari conteggi, accertato da noi dell’associazione la ditta concessionaria ha pagato per debiti pregressi circa 60 mila euro (circa 120.000.000 milioni di vecchie lire meno della metà della cifra detta); ora passo agli introiti. da dove ricaviamo gli introiti. ebbene il primo dato è preso dal progetto che la ditta ha presentato per la coltivazione mineraria cioè di 3 milioni di metri cubi, ora è facile calcolare la portata del business, il prezzo di mercato medio del calcare è di 5 euro al mc, ecco da dove escono i 15 milioni dell’affare cava. spero di essere stato esauriente, comunque per qualsiasi cosa mi puoi contattare e ti darò tutto il materiale in nostro possesso. ultima nota: devi sapere che una volta che la ditta era diventata concessionaria e prima di presenatre il primo progetto di coltivazione, vi era un problema con i proprietari dei terreni, in quanto la concessione mineraria è per estrarre l’asfalto e il bitume che si trova a profondità non prima di 30 metri, allora cosa è accaduto in questo paese, che i proprietari dei terreni della cava sono stati chiamati IN COMUNE dagli ammistratori che li hanno invitati a ” FIRMARE PER LA STRADA ” ebbene io ho chiesto ad alcuni di questi cosa avessero firmato e la copia di quanto sottoscritto, ebbene nessuno ha una copia, e tutti mi hanno detto di aver firmato l’autorizzazione a passare sui loro terreni per la realizzazione di una strada in superficie che collegava collerotondo a fonte del papa, in realta poi sappiamo come è andata a finire. be forse mi sono dilungato un po troppo ma questa è una storia davvero avvincente penso che la faremo sceneggiare per portarla su qualche teatro, ci sono tutti gli elementi di sicuro successo.

  31. Mario Di Mascio Dice:

    La “fattoria Eolica” riportata ad immagine di questo punto mi ricorda che, qualche anno fa, a Lettomanoppello arrivarono un paio di proposte per realizzare un sito del genere, l’allora assessore all’ambiente si ritrovò ad analizzare la convenienza delle proposte avanzate, con il sospetto che una delle due era (forse) sponsorizzata da qualche “potente” della maggioranza amministrativa.

    L’analisi comparata (distribuita a tutti i consglieri dell’epoca) produsse un risultato interessante (e che diede un non “luogo a procedere”) e la metto a disposizione di chiunque abbia voglia (oltre che Andrea) di dargli un’occhiata presso il mio disco remoto (USER: mario_dm; PASS: mario).

    A proposito delle “risate” di Fabrizio circa l’ambiente, nello stesso disco remoto vi è un “piagnisteo” (che gli dedico) intitolato “il deserto fiorito” (parliamo di quel lontano 2002…) che l’assessore dell’epoca voleva distribuire come omaggio a quei genitori che dovevano festeggiare la ricorrenza di “un albero per ogni nuovo nato”: distribuzione, ovviamente, bloccata dal sindaco…

    Infine, anche se forse sarebbe da citare nella sezione delle proposte elettorali in genere, potrebbe essere uno spunto (sempre dal disco remoto) la lettura della relazione a consuntivo del primo anno di corso del “laboratorio informatico comunale”, redatto a cura dell’assessore dell’epoca e distribuito a tutti i consiglieri (nessuna rispostra da nessuno, ovviamente!!). Forse si potrebbe riproporre un programma del genere, con i dovuti aggiornamenti e, soprattutto, portandolo a termine.

    Comunque io sarei favorevole, con i dovuti incentivi di legge, ad imporre almeno uno studio di fattibilità sulla possibilità di installare batterie di celle fotovoltaiche sui tetti delle abitazioni con licenza di ristrutturazione o nuova costruzione (La Germania a riguardo ci insegna molto)

  32. Mario Di Mascio Dice:

    …Dimenticavo che per accedere al disco remoto bisogna prima collegarsi al sevizio di alice all’indirizzo http://file.webalice.it/ e poi inserire l’user e la pass richiesti.

  33. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    In una recente intervista, Carlo Rubbia ( premio Nobel per la fisica ) ( come Scajola ) ha dichiarato:

    “Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra”.

    ” Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie”.

    “ Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali.”

    ” Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell’umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l’anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso”.

    “C’è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”.

    “I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”.

    Se è così semplice, perché allora non si fa?

    “Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa”.

  34. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    mario ho letto la relazione del laboratorio di informatica (per motivi personali visto che ci insegnavo)

    molto precisa complimenti ma capisco perche’ non e’ continuata l’esperienza :))))))))))

    ciao

  35. nikdenik Dice:

    Mario ho letto il materiale, in particolare il documento sull’energia eolica, molto interessante. Si potrebbe ragionevolmente affermare che quelle considerazioni valgono ancora oggi? specialmente la parte relativa allo strudio di fattibilità sui costi e il risparmio? E sullo studio di fattibilità per le celle fotovoltaiche sono pienamente d’accordo.
    Oltre che dalle altre nazioni, abbiamo molti esempi anche nel nostro paese. Guardate sul progetto comunivirtuosi.
    Ciao

  36. Giuliano Di Pietrantonio Dice:

    Nicola……..
    vatti ad informare al comune sull progetto eolico, fotovoltaico lampade a risparmio e rallentatori di flusso di corrente…Plaese

  37. nikdenik Dice:

    Certo Giuliano, come ti ho detto ho già parlato con un’assessore che mi ha spiegato bene la questione.
    E’ vero, non si finisce mai di imparare, sicuramente andrò più a fondo e ti ringrazio per avermi spronato.
    Nel frattempo, per favore potresti ancticiparci qualcosa sull’argomento?

  38. Giuliano Di Pietrantonio Dice:

    Primo con quale assessore hai parlato..perchè se avessi parlato con un assesore ti avrebbe edotto in materia perchè le decisioni in giunta e consiglio si prendono in massima collegialità
    secondo…….Abbiamo installato su in montagna tr serramonacesca e lettomanoppello uno strumento ( non so come si chiama) che serve per rilevare il vento affinche ci dia la possibilità affinche installare un impianto eolico convenga o meno( con i costi intendo) e tra l’altro i risultati sonos coraggianti perchè non ci sono giornate ventilate a suffiicnza e di tale potenza. ( comunque dicasi studio di fattibilià…durata 5 anni)
    Abbiamo approvato in consiglio comunale un progetto redatto l’anno scorso mediante il quale ad una ditta dovra appaltarsi il sistema d’illuminazione comunale che prevede…..il sistema di controllo del fusso di corrente alternata con un risparmi netto per il comune ..il quae riparmio verrà dato per la manutenzione ordinaria e straordinaria del sistema con completa sostituzione delle lampade con quelle a risparmio energetico( questo in parte già lo abbiamo fatto)
    terzo 3 grossi impianti fotovoltaici sono stati approvati in giunta per poi passare ai fatti con la realizzazione( uno sopra la tribuna del campo, uno sul terrazzo dell’edifico della provincia al bivio ed un terzo a terra sopra la fonte del papa)…..se però vai a vedere il conto energia dello stato troverai che di fronte alle favole dell’impianto gratis troverai come il comune deve firmare il mutuo alla banca……….( che non era previsto)
    e gli impianti costano un botto ..calcola 6mila euro per Kw………per i soli 2 impianti sopra gli edifici si parla di 600.000 euro…e di fronte al gratis completamnete ed al prendere un mutuo di 600.000 euo ci si è fermati in attesa di trovare finanziamenti i redimensionamenti dei priogetti…cmq l’iter burocratico e politico è stato fatto con voti unanime in giunta e consiglio e questo la dice lunga sulla paventata pigrizia dei tuoi
    amministratori………………………………………………………..
    ma perchè non utilizzi tutte ste energie per aiutarci?..invece di filofofeggiare ( invito concreto e pacato rivolto a tutti)

  39. Giuliano Di Pietrantonio Dice:

    Nicola..il mio invito èseriamente rivolto a te affinchè mi aiuti concretamente…..so della tua mente brillante

  40. zijuwa Dice:

    Scusa Giuliano, a quanto so il progetto di impianto fotovoltaico da fare sopra la fonte del Papa non è stato approvato, per lo meno questo fino ad un mesetto fa, e sapevo che la proposta era stata respinta un paio di volte. E’ cambiata la situazione o mi hanno informato male? Potresti dirmi la data di approvazione?

  41. Marco Ferrante Dice:

    INfatti..risulta anche a me che il progetto di realizzazione dell’impianto di cui si sta parlando non è mai divenuto esecutivo data la non approvazione in sede di Giunta Comunale…puoi confermare Giuliano? Un’altra domanda: puoi chiarire i termini del progetto? (proprietario del terreno su cui realizzare il progetto,numero di pannelli fotovoltaici, spese, entrate..etc…) Grazie.

  42. Metello Dice:

    Giuliano ti dispiace dirci anche il volume di energia prodotta dalla centrale progettata?
    Comunque in provincia di chieti a Cupello c’è una delle centrali fotovoltaiche pù grandi Europa.

  43. Metello Dice:

    Problemi di connessione e ho lasciato a metà il mio post.
    Stavo dicendo che la discussione sull’ambiente è molto varia e fatta di ottime proposte.

    “Ieri il mio amico Luca Addario parlava di Leggi contro gli abusi dei luoghi incendiati.Per fare chiarezza riporto l’articolo di Marco Parini ( vice presidente nazionale di Italia Nostra, “Leggi e Fiamme”:
    (…) Apprendiamo che il 60% degli incendi ha origine dolosa.(…)Nel 2000, con la legge 353, si cercò di arginare la portata con l’introduzione del divieto di edificazione e di variante urbanistica nelle aree devastate dal fuoco. Le regioni predisposero piani di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi ed i i Comuni avrebbero dovuto poi approntare un catasto delle aree attraversate dal fuoco per l’applicazione,in queste, dei divietidi cui sopra. Un deterrente forte per le intenzioni speculative dei criminali mandanti dei piromani che s’aggirano con zaini ripieni d’inneschi. Ma questa legge non ha trovato piena attuazione.(…)La battaglia contro il fuoco credo non necessiti di nuove leggi ma impone la doverosa applicazione delle norme esistenti.(…).Si dovrà quindi ottenere che i Comuni adempiano a tale compito e in caso contrario sarà il commissario ad acta, nominato dal ministero dagli interni a procedered’ufficio.(…)potremmo invitare e poi diffidare i sindaci a provvedere, denunciandoli, in caso di persistente inadempimento, per omissioni di atti d’uffcio.”
    Inoltre aggiungo caro Luca che chi è riconosciuto colpevole di aver appicato un incendio incorre in sanzioni previste dal codice penale.

    In campo legislativo, per quanto riguarda gli incendi il Parco non ha alcun ruolo, mentre regioni e Comuni devono attenersi alle leggi dello Stato e precisamente la legge N°353 del 2000.

  44. nikdenik Dice:

    Ho dato una letta alla legge, riporto qui sotto la per te dell’articolo 10 comma 1 che ci riguarda:

    [...] Sono vietate per cinque anni, sui predetti soprassuoli, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell’ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla regione competente, negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici. [...]

    Vorrei capire bene: ad esempio una cooperativa, un’associazione o l’amministrazione (senza l’aiuto di risorse finanziarie pubbliche) potrebbe ripulire e/o riqualificare le suddette aree?
    Chi è più esperto di me su leggi (interpretazione) e giusrisprudenza per favore mi dia un parere…. smentitemi

  45. Metello Dice:

    Nikdenik, se leggi attentamente lo spezzone della legge 353 la cosa già è molto chiara. Anzi alcuni intervento sono già stati concessi:la strada per Passolanciano, dopo gli incendi, è stata chiusa perchè divenuta pericolosa.Quindi per riaprirla, la Regione ha dato disposizione di intervenire visto il livello pericoloso dovuto all’importante dissesto idrogeologico che ha visto molte pietra invadere la carreggiata.
    Per quanto riguarda il ripristino dello stato naturale dei luoghi, bisogna vedere come è classificato il Parco della Majella, perchè il testo della legge 353 parla di una particolare tipologia di riserva, cioè la riserva naturale statale.Oppure se comunque, intendendo tutte le riserve sul territorio dello stato come statali, le richiama tutte con quella specifica definizione.

    Però è chiaro che il Parco non è coinvolto nelle decisioni. Ad agire è il Ministero dell’ambiente che da disposizioni a Regioni e Comuni.

  46. Giuliano Di Pietrantonio Dice:

    Per progetto del fotovoltaico invito tutti gli interessati a venire al comune…possibilmente il sabato mattina o il mercoledi mattina ( salvo impegni lavorativi) affinche come ho già detto per il progetto di ampliamento del cimitero, si possa visionare con calma del progetto o dei progetti e chiedere chiarimenti in merito.
    credo che il luogo adatto per discutere in maniera dettagliata di progetti comunali sia il comune per tutti i cittadini.
    vi informo che il mattino al comune da sempre vengono i cittadini per essere ricevuti dal sindaco o da altri consiglieri e per ottenere le dovute informazioni.
    Al comune tutti possono ricevere informazioni su tutto per la legge della trasparenza…….
    logicamente il discorso si fa più difficile se richiedete un documento o una documentazione perchè …non lo so..le solite lungaggini burocratiche e soprattutto impiegatizie…invece se venite al comune vi posso garantire tutte le informazioni necessarie…

  47. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    http://it.youtube.com/watch?v=hYlAw88E3rA&feature=email

  48. Metello Dice:

    FINALMENTE….questa sera su rai 3 al Tg abruzzese un bel servizio sulla manifestazione sulle “10 giornate in pietra” a Lettomanoppello.

    A questo proposito bisogna rafforzzare la proposta sul museo della pietra. Deve essere il prossimo obiettivo su cui dobbiamo lavorare tutti insieme.

    La lavorazione degli scalpellini, un’arte millenaria che è da prendere come modello di sostenibilità e allo stesso tempo modernità simbolo di Lettomanoppello.

  49. Marco Ferrante Dice:

    Certo, incentivare la nascita di un’insieme di inziative che possano rivalutare la tradizione dei nostri scalpellini è un impegno importante da aggiungere in agenda.

    A questo proposito, però, voglio riportare un tratto dell’intervento dell’assore provinciale all’ambiente intervenuto al convegno di apertura delle 10 giornate in pietra: “non smontiamola tutta questa nostra montagna”. Sobno daccordo con lui, bisogna si incentivare la riscoperta di queste importanti attività che si lega al nostro patrimonio storico-culturale, ma, è altrsì importante salvaguardare i nostri “polmoni verdi”, le nostre montagne favorendo la promozione di esse in modo da poter riattivare interesse turistico nelle nel nostro territorio.

    In parole povere: si alla lavorazione della pietra, si alla tutela del territorio, si al turismo.

  50. Mario Di Mascio Dice:

    D’accordo con la dichiarazione dell’Assessore.
    Tutto ciò che riqualifica il nostro ambiente deve essere sostenuto, altri lo hanno già fatto da tempo e con successo.

    A proposito per gli amanti d’archivo, su questo tema propongo la lettura di “missione a Firenzuola” che troverà nel mio disco remoto in formato .doc (http://file.webalice.it/ , USER: mario_dm; PASS: mario)

  51. christian pertaccia Dice:

    ….voglio rispondere a Fabrizio sul tema dell’ energia alternativa…hai perfettamente ragione…stiamo utilizzando energie fortemente inquinanti e soprattutto in via di esaurimento.. purtroppo il petrolio fa girare l’ economia mondiale e il nucleare è un buon deterrente in caso di conflitti. ti consiglio di dare un occhiata a questo documentario…potresti trovare molte risposte alle tue domande..http://video.google.com/videoplay?docid=1070329053600562261
    un saluto a tutti!

  52. Agricolo Dice:

    MAnca l’acqua da 4 giorni a PE Portanuova, ma meglio così se prima c’arrivava quella al veleno………

    Che regione e Provincia e Stato delle Banane….. li TUB LI TUB

  53. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    @agricolo

    ho letto la notizia su internet ed e’ scandaloso

    la cosa fa pensare visto che pescara e’ la citta’ piu’ importante d’abruzzo ed una cosa simile e’ scandalosa specie per una rottura di una sola tubatura

    e ora?

  54. Giuseppe Ferrante Dice:

    A proposito di riduzione dell’inqiunamento, in Abruzzo abbiamo un caso in questo senso molto importante…..

    VASTO. Il Comune di Vasto è il primo in Abruzzo ad avere un regolamento per il contenimento dell’inquinamento luminoso.
    Regolamento, approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale, per l’applicazione della Legge regionale 12/2005 relativa alle misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico. Ieri mattina nel corso di una conferenza stampa, il consigliere comunale Maurizio Vicoli, presidente del Comitato tecnico Scientifico e relatore in aula del provvedimento, non ha nascosto la propria soddisfazione.
    «Per la prima volta – ha detto Vicoli – un regolamento comunale viene approvato con esplicito riferimento al Protocollo di Kyoto. Infatti, si prevede al comma 16 dell’art. 3 un contenimento del consumo di energia elettrica che non può superare, anche per una città in espansione come Vasto, l’aumento dell’1% all’anno».
    Per raggiungere questo obiettivo occorre installare lampade con un consumo non superiore ai 75 W (ora le lampade sono di 150-200W). Allo stesso modo sono previsti riduttori di flusso energetico che, dopo la mezzanotte abbassano i consumi del 30%.
    Inoltre con il regolamento si istituisce un abaco delle apparecchiature per l’illuminazione installabili sul territorio a cui case produttrici, progettisti, installatori e cittadini devono attenersi.
    Si tratta di apparecchiature che non permettono il diffondersi, e quindi lo spreco, della luce verso l’alto e che abbiano lampade non più a mercurio (luce bianca) ma a sodio (luce gialla). «Questo adeguamento», ha spiegato Vicoli, «permetterà, nel giro di due-tre anni di ammortizzare le spese sostenute e di realizzare un sensibile risparmio sulle bollette energetiche oltre a fare bene all’ambiente».
    Inoltre le insegne luminose dovranno essere spente entro le ore 24 nel periodo di ora legale estiva ed entro le ore 22 nel periodo solare o, preferibilmente, alla chiusura dell’esercizio.
    Le aree protette (Riserva naturale di Punta Aderci e Dune di Vasto
    Marina) avranno norme più severe. «Non saranno consentite apparecchiature che sparano nel cielo fasci luminosi laser, tra l’altro vietati anche dal Codice della strada. Altro punto qualificante del regolamento è l’istituzione di un albo comunale degli illuminotecnici al fine di creare professionalità da cui il Comune può attingere in materia».
    (fonte PrimadaNoi.it)

  55. Daniele missiè Dice:

    Notizia fresca su Il centro: “denuncia penale per un cittadino di Lettomanoppello con sequestro di un cantiere in contrada Collerotondo per aver “scavato troppo” su un pendio alberato…
    Ma la Cava? Quella forse non si vede dal satellite è troppo grande? e pure l’elicottero della Forestale sorvola ogni giorno quel tratto!!! Ha visto solo uno scempio? e l’altro? BOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Un saluto a tutti i CORLEONESI DI LETTOMANOPPELLO…

  56. Agricolo Dice:

    Addirittura Penale, cmq da lontano sembrava quella la cava, un buco considerevole uno skifo che si vede per benino quando da scafa si sale verso il paese… Certo che se autorizzano una mega-cava poi, un cittadino si sente libero di Disboscare quel che gli pare……..

    Quindi, togliamo questa denuncia, libertà per tutti, legge uguale per tutti…….

  57. Enrico Di Paolo Dice:

    Il tema della “sostenibilità”, al di là delle molteplice interpretazione e i diversi processi locali, ha segnato un momento di critica nei confronti di un modello di sviluppo che considerava “illimitate” le risorse naturali a disposizione dell’umanità. Non solo, ma gli scarti o i rifiuti che si produce, stanno mettendo a serio rischio la vita stessa del nostro pianeta. I numerosi rapporti scientifici di diverse istituzioni internazionali e Agenzie ambientali , da tempo vanno denunciando lo stato presente a cui occorre mettere riparo.

    Le ricerche scientifiche sviluppatesi negli ultimi anni, hanno individuato alcuni dispositivi di “misurazione” dei disastri ambientali e sociali che quotidianamente, sia a livello locale che globale, si “abbattono” sui nostri luoghi di vita.

    La città, luogo “primario” di consumo di risorse, è oggetto da tempo di numerosi studi e applicazione di modelli scientifici, volti ad individuare e contribuire alla soluzione dei tanti problemi che affliggono l’ambiente urbano, dalla mobilità alla qualità dell’aria, dalla produzione dei rifiuti al risparmio energetico, dalla “negazione di ambienti naturali ai problemi sociali, ect..

    E’ stato recentemente pubblicato “La città fuori dal caos”, un saggio sulla sostenibilità dei Sistemi Urbani, di E. Tiezzi e R. Pulselli dell’Università dei Biosistemi di Siena, già consulenti scientifici della Provincia di Pescara..

    L’Associazione Ambientalista, la “Ghiandaia”, volta alla tutela dell’ambiente naturale della Maiella organizza mercoledì 5 novembre alle ore 16:00 un incontro pubblico con gli autori del libro presso la Sala Figlia di Iorio della Provincia di Pescara.

    Ritenendo il tema di interesse generale oltre che, attuale, colgo l’occasione per invitare a partecipare tutti quelli che parlano in “difesa” dell’ambiente.
    Hanno già dato la disponibilità , l’Ass.re All’Ambiente S. Di Paolo della Provincia di Pescara, il Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Pescara, Arch. M. Volpe, il Presidente, Antonio D’Intino della Scuola Edile di Pescara.

    VEDI IL PROGRAMMA DELL’INCONTRO

  58. Alis Dice:

    Stralcio di un’intevista alla ricercatrice statunitense Maria Rita D’Orsogna, impegnata nella ricerca e divulgazione di materiale scientifico inerente i rischi ambientali e igienico sanitari che la raffinazione del petrolio comporta nel territorio abruzzese. (Si parla di Lettomanoppello).

    In un suo recente intervento mette in guardia gli abruzzesi su alcuni territori dell’entroterra a rischio petrolizzazione, come Lettomanoppello. Cosa ci può dire a riguardo?

    “Sono a conoscenza di alcuni studi che la shell sta portando avanti sul territorio di Lettomanoppello in collaborazione con l’Università di Camerino. In quella zona c’è il bitume, un tipo di roccia petrolifera ancora più difficile da raffinare del petrolio presente ad Ortona. Si tratta di una sostanza molto simile a quella scavata in Canada, dove sono stati generati disastri ambientali di vario genere ed entità, lo stato dell’Alberta in particolare ne è uscito devastato, anche socialmente. Di per sè, il bitume non si presta ad essere lavorato o commercializzato. E’ infatti troppo denso e non scorre nelle tubature. Occorre prima scavare il terreno, creando delle buche abbastanza grandi, e poi cercare di ridurre la viscosità delle sabbie petrolizzate con apposite sostanze chimiche, vapori o mescolando il bitume a petrolio più liquido per favorirne la mobilità. Occorrono ingenti dosi di acqua per trattare questo tipo di roccia, il cui petrolio è chiamato “extra pesante” a causa delle molte impurità presenti.

    Il governo dell’Alberta non ha mai detto di no a nessuna ditta petrolifera in questi dieci anni e ci sono progetti per aumentare le estrazioni. I risultati? Puzza permanente di idrogeno solforato e di idrocarburi nelle maggiori città della zona, specie Fort McMurray, la scomparsa della pesca e delle alci. Fiumi inquinati. Pesci deformi. Morie di animali. Tumori e malattie rare. Concentrazioni di arsenico 500 volte maggiore ai limiti di legge. Fra il fegato e il piccolo intestino ci sono dei vasi sanguigni che ne facilitano il collegamento. Il tumore di questi vasi, detto cholangiocarcinoma e’ molto raro. Si stima che l’incidenza sia di un caso su 100,000. In un paese dell’Alberta dove fino a dieci anni fa non si erano registrati casi di questa malattia, nel solo 2008 ne sono stati rilevati sei su 1,200 persone.

    Una delle maggiori ditte che operano in Canada e’ proprio la Shell. La stessa società che ha di recente sponsorizzato lo studio del bitume di Lettomanoppello. Sono soltanto studi, ma memori dell’esperienza canadese non è assurdo collegare tali ricerche all’eventualità che la Shell, come altre società petrolifere, abbia messo gli occhi su questa zona per incrementare la propria attività” .

  59. danceHall Dice:

    Uno scenario terrificante…. a me vengono in mente solo parole della canzone “Le Radici Ca Tieni”…..
    ….DIFENDILA, quando puoi DIFENDILA, e’ la terra tua: AMALA e DIFENDILA, SENTILA e DIFENDILA!!!

    Io penso che dovrebbero essere proprio le amministrazioni locali a tutelare determinate porzioni di territorio… la Shell per fare gli studi ha chiesto autorizzazione al Comune di Lettomanoppello??? L’amministrazione ha avvertito i cittadini o doveva farlo Alis con Maria Rita D’Orsogna???
    SIAMO NEL BUIO!!!
    Amministratori DOVETE informare i cittadini, ohhh!!
    Ricordate che VOI siete i nostri dipendenti!!!!

  60. Mario Di Mascio Dice:

    Appunto, gli amministratori sono dipendenti dei cittadini che li hanno votati (ed anche di quelli che non hanno votato); però temo che per decisioni del genere poco possano gli enti locali, in quanto sembra essere materia strategica di pertinenza statale.

    Ma anche se così fosse, la gente ha diritto di sapere che cosa si prevede sul proprio territorio (e sulla propria testa).

  61. danceHall Dice:

    Puo’ essere anche statale la cosa! Ma la devono rendere noto ai cittadini!!!

    Inoltre qualora si debba manifesare…. a quel punto dev’essere la Giunta a manifestare, con tutti i cittadini in coda!

    Penso che che se non hanno avvertito nessuno significa che a loro va bene cosi’.
    Non basta nascondersi dietro un “non dipende dal comune”….. non dipende dal comune? Beh, allora TU comune, insieme ai cittadini, MANIFESTI se non sei d’accordo!!
    E quando e’ IL SINDACO a manifestare… voglio vedere che cosa succede dopo!!!

    Le telefonate ai giornalisti (allineati) per farsi pubblicare le notizie…. le fanno solo quando conviene a loro… vabbe’ va’….

  62. Mario Di Mascio Dice:

    Concordo, anche se si fosse impotenti, si potrebbe comunque cercare di fare pressioni ad ogni livello, con amministrazione e sindaco in testa; per questo l’informazione è tutto.

  63. zijuwa Dice:

    http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=20114

    …e basta!!!

  64. Beppe Dice:

    Capito come stiamo?
    Siamo in un paesino di 3000 abitanti territorialmente discreto.
    E queste notizie le vengo a sapere dal quotidiano????

    Ma io vi sequestro come fanno gli operai in francia!!!! Ohhh!!
    Amministrazione!!!! Ma ci parlate con la cittadinanza??? La avvertitre sui piani che fate??? Ohhh!!! Parlo con voi!!! Giulià, Giusè, Osvà!!!!
    Ci volete dire che cavolo è stato pianificato con queste società petrolifere??? Che accordi avete preso????

    Ohhhhhhh!!!! Come la francia ho detto!!!

  65. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    http://www.corriere.it/cronache/09_agosto_04/anno_cemento_indagine_999b1b8e-8106-11de-87b4-00144f02aabc.shtml

  66. mefisto54 Dice:

    la verità è che noi lettesi siamo poco propensi alla ribellione,altrimenti non assisteremmo passivamente allo scempio che ci stà regalando la ditta addario “sul territorio e nei polmoni”la nascita della ghiandaia dovrebbe avere come compito primario l’aprirci le coscienze verso l’ambiente e portarci a lottare per far chiudere la maledettissima cava.

  67. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    Fortissimo sisma in Giappone (densita’ abitativa tra le piu’ alte del mondo)

    http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_1644212719.html

    scossa di oltre un grado superiore a quella dell’Aquila e nessun morto

    riflettete su questa notizia e del perche’ e’ successo il disastro a L’Aquila

  68. zijuwa Dice:

    Visto che ci sono interessi in Abruzzo, ecco un buon motivo per farci dubitare della benevolenza della Shell

    http://it.wikipedia.org/wiki/Ken_Saro-Wiwa

    Ne sta parlando in questo preciso momento Roberto Saviano a “Che tempo che fa”, e quindi penso che qualcuno di voi lo stia guardando!

    Crimini ambientali in Nigeria

    leggiamo questo pdf

    ed ecco cosa dice Ken Saro-Wiwa
    “35 anni di esplorazioni petrolifere da parte delle compagnie multinazionali, hanno lasciato l’ambiente degli Ogoni completamente devastato. Quattro torri di combustione che bruciano 24 ore al giorno da 35 anni, vicinissime alle abitazioni umane; oltre un centinaio di pozzi petroliferi nei cortili dei villaggi; e un complesso petrolchimico, due raffinerie, una fabbrica di fertilizzanti chimici, e oleodotti che incrociano lungo tutto il paesaggio, hanno rappresentato la morte per gli esseri umani, per la flora e per la fauna. Questo è inaccettabile”

    Riflettiamo e cerchiamo di non svendere la nostra terra!

  69. zijuwa Dice:

    http://www.primadanoi.it/notizie/23853-Petrolio-la-giunta-Chiodi-dice-il-no-definitivo-al-Centro-Oli

    Buona notizia per un NO che sembra definitivo al Centro Oli di Ortona!

  70. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    @zijuwa

    verra’ fatto in mare come in Basilicata

    cosi Chiodi li fa fregati e contenti

  71. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    manca l’approvazione del consiglio regionale, siamo abituati ai rovesciamenti di fronte quindi aspetterei prima di gioire di questa notizia

  72. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    Pacentro e Scanno tra i piu’ bei paesaggi italiani, di prodotto turistico da vendere in abruzzo ce n’e’ pero’ si dovrebbe fare una scelta chiara e netta per orientare l’economia e lo sviluppo in tal senso, non esiste solo la fabbrica ed il petrolio…

    http://www.corriere.it/gallery/cronache/11-2009/comuni/1/ritratti-citta-italiane_6ec46bc8-dddf-11de-a61b-00144f02aabc.shtml#1

  73. fabriziocardinale@tin.it Dice:

    Il disastro ambientale di Bussi

    http://speciali.espresso.repubblica.it/popup/Italia_veleni/

  74. Cittadino Libero Dice:

    Salve a tutti e buon anno. Vi segnalo questo link.

    http://www.primadanoi.it/notizia/4643-Chi-%E8-l-abruzzese-dell-anno-Maria-Rita-D-Orsogna-la-pi%F9-citata

    Come siamo messi sui famosi studi che il comune di Lettomanoppello avrebbe dovuto effettuare dopo il problema della vegetazione morta segnalato da Maria Rita D’Orsogna? Voi di Libera Scelta avete qualche notizia?

  75. Cittadino Libero Dice:

    http://www.vivereilmare.it/vim/settimanazzurra2009/video/sosabruzzo.html
    Ecco un bel progetto dei ragazzi di Lanciano!

    sembra un pò come un video
    http://www.youtube.com/watch?v=bAwTFNDzc98

    che Libera Scelta fece qualche tempo fa sul territorio lettese.

  76. Salvatore Dice:

    http://dorsogna.blogspot.com/

  77. bianca Dice:

    CIAO A TUTTI

    VORREI PRPORRE UN TEMA MOLTO INTERESSANTE

    visto che siamo in tema di ambiente ed ecologia, vi espongo cio di cui sono venuta a conoscenza: un proggetto interessantissimo adottato da molti comuni in italia ,primo fra tutti quello di Firenze:

    L’ INSTALLAZIONE DELLE BAT BOX

    1. COS’E
    è una media costruzione, solitamente in legno, atta a contenere dei pipistrelli.
    2. DOVE COLLOCARLA
    -su alberi
    -grossi arbusti
    -o sotto i cornicioni delle case e nei giardini zoologici dove permettono ed offrono ai pipistrelli un posto per dormire, ripararsi dalle intemperie e riprodursi
    -nei giardini pubblici e o privati come elemento decorativo per garantire un minimo di riparo per tutte quelle specie di chirotteri o pipistrelli che nelle nostre città fanno sempre più fatica a trovare dei ripari sicuri, finendo spesso incastrati nelle grondaie o schiacciati da tegole e basculanti di autorimesse.
    I bat box vengono anche collocati in ambienti che risentono di grandi quantità d’insetti nocivi, come le zanzare che offrono nutrimento per i pipistrelli, si calcola che un pipistrello, in una sola notte, sia in grado di mangiare dalle 1500 all 2000 zanzare tigre.

    La campagna delle Bat Box ha riscosso sempre maggior successo: dalle 10 “casette” sperimentali allestite nel primo anno, alle 220 nel secondo anno, poi le 2000 vendute nel 2008 e infine le circa 4400 del 2009.
    Le bat box sono delle piccole cassette di legno che, posizionate in modo adeguato sugli alberi o sulle pareti delle case, possono offrire un rifugio ai nostri amici chirotteri. Sono il frutto della ricerca e dell’idea di un gruppo di ricercatori del Museo di storia naturale dell’Università di Firenze, sezione di Zoologia “La Specola”, che hanno studiato le specie di pipistrelli italiani.
    3.MI PIACEREBBE
    - proporre l iniziativa al nostro comune ,ma come singolo cittadino
    non ho grande voce in capitolo…
    -ma anche semplicemente divulgare l informazione ai singoli cittadini

    COSA NE PENSATE?
    PER CONTO MIO ACQUISTERO LA BAT BOX ,MA MI PIACEREBBE DIFFONDERE LA CONOSCENZA DI QUESTO METODO NATURALE DI COMBATTERE LE ZANZARE ANCHE AD ALTRI CITTADINI LETTESI.

    SALUTI BIANCA

  78. nikdenik Dice:

    Bellissima idea Bianca!! :)
    Se ti va, vieni un giorno ad un incontro che ne parliamo meglio e vediamo di proporre un progetto ampiamente condiviso, piuttosto che da singolo cittadino.
    Iscriviti alla mail list degli incontri CLICCANDO QUI e sarai avvisata qualche giorno prima di ciascun incontro.
    A presto

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