Cronaca di una partita -Consiglio Comunale del 15 dicembre 2011
16 Dicembre 2011Arbitro: Presidente del Consiglio
Guarda linee: Segretario Comunale
Mister: Sindaco
Palo: vicesindaco
Primo tempo: approvazione del regolamento per i referendum popolari
La palla passa subito al Presidente della Commissione Affari Istituzionali che tenta un tiro lungo verso la porta dell’approvazione giocandosi la carta della relazione formale di commissione (vedi relazione) da far mettere a verbale.
Tiro troppo lungo, subito placcato dall’attaccante Fabio Ferrante con una lista di osservazioni al testo in gioco, che ne rallenta il percorso verso la porta dell’approvazione.
Poco male, il gioco di rimessa del Libero Mario Di Mascio tende ad ammorbidire l’azione d’attacco del giocatore avverso, alla ricerca di un percorso meno accidentato.
Ma nulla da fare contro la gamba tesa del collega Donato Di Renzo, che dimentico di aver personalmente partecipato all’ultimo allenamento di Commissione, tenta il diversivo della lettura e ridiscussione articolo per articolo del Regolamento, per far mancare la porta dell’approvazione, se non fosse altro per decorrenza dei tempi di gioco.
Per fortuna l’ala DS (Destra-Sinistra) Sante Di Biase, seppure titolare di una tecnica di gioco degna di un bradipo, mette in campo una serie di virtuosismi verbali atti a confondere anche il più scafato giocatore, ma dando di fatto respiro al Libero che così riparte per guadagnare la porta dell’approvazione.
Il tiro lungo si trasforma in una serie di passaggi intermedi, mandando la palla di rimbalzo tra i giocatori più accaniti: il Libero Di Mascio, l’attaccante Ferrante, l’ala DS (destra-sinistra)Di Biase, il mediano Di Renzo, e così via.
La palla rimbalza in un balletto di articoli ed osservazioni e l’arbitro, fischiando spesso a sproposito, dimostra di essere in pieno “pallone”.
Ma una volta parati i colpi degli avversari più infidi, una volta ammorbidito il percorso, seppur reso un po’ più accidentato, il Libero Di Mascio si avvicina inesorabilmente alla porta dell’approvazione, mettendo in campo persino la mossa di una prossima revisione dello Statuto Comunale in sede di Commissione.
Il Gioco volge al termine, l’arbitro richiama ai tempi e la porta è a due passi, ultimo tiro ed è GOOOOAL…. Proprio subito prima del fischio di fine del primo tempo.
Secondo tempo: approvazione mozione sugli scrutatori
L’arbitro, dando il fischio d’inizio pone al centro del campo la palla spinosa della mozione promossa dal Libero Di Mascio, e controfirmata dall’ala DS (destra-sinistra) Di Biase, dal mediano Di Renzo e dalla retroguardia Castellucci (vedi testo).
La porta appare subito ardua da guadagnare, visto che il solito attaccante Fabio Ferrante, oggi particolarmente iperattivo, pone subito la questione della legittimità dell’obbligo che si vorrebbe imporre alla Commissione Elettorale nell’applicare criteri di sorteggio, piuttosto che di nomina, in occasione della scelta degli scrutatori per tornate elettorali.
Il Libero capisce che, questa volta, il campo è schierato più decisamente contro il raggiungimento della rete, col rischio di perdere la partita.
Ma si sa, obbligare la commissione elettorale a scegliere scrutatori mediante sorteggio, magari tra gli inoccupati e disoccupati, significa attentare ad uno dei baluardi della lottizzazione politica, ed evitare che, magari, vengano nominati amici, parenti e familiari dei consiglieri.
La strategia di gioco è subito chiara: l’attaccante para il calcio diretto, il mediano, aiutato dal centrocampista Antonietta Di Biase, e col sostegno dell’ala Alessandro Toppi, tenta la definitiva fuori uscita della palla dal campo.
Il Libero Di Mascio, non volendo impugnare il fatto che la mozione è un colpo di rigore (si tira diritto in porta per vedere se passa o viene fermato), ma volendo comunque giocare fino in fondo la partita, prova un diversivo in corner proponendo all’attaccante Ferrante di cambiare la voce “il consiglio impegna” con l’altra “il consiglio invita”.
Cambio che rende la palla più leggera ma anche più spedita verso la porta dell’approvazione, ma soprattutto impedisce la sua intercettazione da parte di ali, mezz’ali, centro campi e mediani, che la vorrebbero mandare totalmente fuori gioco.
La rete viene alla fine raggiunta, anche se con un tiro alleggerito dalla sostituzione dell’imperativo “impegna” con l’esortativo “invita”.
L’arbitro fischia la fine del secondo tempo e passa subito ai supplementari, mettendo in campo la richiesta di moratoria dell’articolo 16 della legge 148/2011 (vedi tavola sinottica).
Qui l’unico giocatore rimasto in campo è solo il Libero Mario Di Mascio che, contrariamente a tutti gli altri, non trova troppo osceno tale articolo ed esprime “calcio” di astensione con annessa dichiarazione di voto (vedi testo).





